Italicum: quel che la Corte non dice
e il nodo che resta da sciogliere

di Salvatore Curreri

Il comunicato con cui la Corte ha preannunciato la propria sentenza sull’Italicum scioglie alcuni nodi ma ne lascia aperti altri, ben più importanti, sui quali bisognerà invece attendere le motivazioni.

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ITALICUM: LA CORTE HA DECISO

Il comunicato stampa ufficiale della Corte costituzionale ci informa che:

  • È stata respinta la richiesta di dichiarare inammissibile il ricorso. Sarà interessante leggere le motivazioni che la Corte produrrà su questo punto, perché accettare di giudicare nel merito una legge mai applicata rischia di sovvertire le regole processuali a cui la Corte è strettamente legata;
  • È stata rigettata la censura sul premio di maggioranza al primo turno;
  • È stato dichiarato illegittimo il ballottaggio al secondo turno, che quindi viene “cancellato” dalla legge elettorale;
  • È stata dichiarata illegittima la disposizione che consentiva al capolista eletto in più collegi di scegliere a sua discrezione il proprio collegio d’elezione. La scelta sarà determinata dal sorteggio.

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Italicum alla Corte Costituzionale:
incrociamo le dita per oggi?

di Roberto Bin

Oggi l’udienza pubblica alla Corte costituzionale sulla legge elettorale, il c.d. Italicum. La politica e la stampa si aspettano un’indicazione su quale disciplina elettorale usare per le prossime elezioni: qualcuno pensa che la Corte riscriverà la legge, ovviamente sfornando una disciplina auto-applicativa (non si può restare senza una legge con cui andare al voto, sarebbe messa a rischio la democrazia), qualcuno pensa invece che l’Italicum la faccia sostanzialmente franca.

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Chiamarsi “sindaca” è illegittimo?
Un malinteso sull’uguaglianza

di Gabriele Maestri

Molti telegiornali hanno dato con rilievo la notizia dell’ordinanza con cui il tribunale di Roma aveva respinto il ricorso che chiedeva di dichiarare l’ineleggibilità di Virginia Raggi allo scranno più prestigioso del Campidoglio, nonché la nullità del «Regolamento e codice di comportamento» per candidati ed eletti del Movimento 5 Stelle a Roma.

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Parlamentari transfughi da un gruppo all’altro:
il rimedio nella modifica dei regolamenti

di Stefano Ceccanti

Nell’intervista al Fatto Quotidiano del giorno 13 gennaio il Presidente emerito Zagrebelsky ha rilanciato la querelle sul divieto di mandato imperativo proponendo di introdurre la decadenza per il parlamentare che passi da un gruppo di maggioranza ad uno di opposizione o viceversa.

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Gli effetti distorsivi del premio di maggioranza
sul processo di revisione costituzionale

di Francesco Monceri *

L’esperienza recente consente di mettere in luce una problematica inedita che attiene alla fase sub-procedimentale che si può eventualmente innescare a seguito del mancato raggiungimento della maggioranza parlamentare dei 2/3 richiesta dall’art.138 della Costituzione per l’immediata entrata in vigore delle riforme costituzionali.

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La Corte Costituzionale può introdurre
con una sentenza il ricorso
diretto di costituzionalità delle leggi?

di Roberto Bin

I partiti politici, dimostrando una volta di più la loro ignavia, attendono la sentenza della Corte Costituzionale sull’Italicum per capire se è proprio necessario fare una nuova legge per andare alle elezioni. “Che gent’è che par nel duol sì vinta?” chiedeva Dante a Virgilio, contemplando appunto gli ignavi.

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Ma mi faccia il piacere!
La “multa” del M5S ai “ribelli”

di Roberto Bin
Non sono di quelli che stanno in agguato per piombare sui rappresentanti del M5S e attaccarli per qualsiasi difficoltà. Mi piacerebbe anzi che essi sviluppassero un’alternativa di governo seria e credibile, perché il Paese e le sue istituzioni ne avrebbero davvero bisogno.

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La fiction Rai “Stato civile”
e il pluralismo del servizio pubblico

di Lucilla Conte

La riprogrammazione della docu-fiction “Stato civile-L’amore è uguale per tutti” nella fascia oraria prime time (che in Italia si colloca indicativamente tra le 20 e le 21) e in occasione delle festività natalizie è stata accolta con numerose critiche.

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