L’elezione di Tusk e l’ircocervo del governo Ue

di Andrea Guazzarotti*

Contro la volontà del suo Paese d’origine, il 9 marzo è stato riconfermato nella carica di Presidente del Consiglio europeo il polacco Donald Tusk, che potrà così ‘completare’ il mandato per altri due anni e mezzo, come già riuscì al precedente Presidente eletto, il belga Herman Van Rompuy.

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Dallo squilibrio demografico e migratorio
allo squilibrio politico-culturale

di Andrea Guazzarotti*

Pochi giorni fa l’Istat ha lanciato segnali allarmanti circa l’andamento demografico italiano, rilevando anche il dato preoccupante dell’emigrazione (dai 40 mila italiani all’estero del 2010 siamo saliti a 115 mila, il 12,6% in più rispetto al 2015).

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Corsi universitari solo in inglese?

di Roberto Bin

La questione dei corsi universitari impartiti in lingua straniera è arrivata alla Corte costituzionale perché il Politecnico di Milano aveva attivato, a partire dall’anno 2014, dei corsi di laurea magistrale e di dottorato di ricerca esclusivamente in lingua inglese, affiancando però un piano per la formazione dei docenti e per il sostegno agli studenti.

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Alt del Garante privacy sugli accessi
ai dati del dossier sanitario elettronico

di Ilenia Alagna*

Il Garante per la protezione dei dati personali, con provvedimento n. 331 del 4 giugno 2015, oltre a dettare le Linee guida che puntano a definire un quadro di riferimento unitario per il corretto trattamento dei dati raccolti nei dossier elettronici da parte di strutture sanitarie pubbliche e private, ha previsto le principali indicazioni a tutela dei pazienti e le prescrizioni per i titolari del trattamento.

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Medici antiabortisti e rimedi privatistici
al boicottaggio della legge dello Stato

di Andrea Guazzarotti*

Dove passa il confine tra obiezione di coscienza e opportunismo è assai difficile da stabilire, né un legislatore ‘laico’ può permettersi di istituire ‘tribunali della coscienza’ per verificare l’autenticità delle scelte individuali ispirate da obblighi morali o religiosi.

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Organizzazione e democrazia interna
nei partiti politici
secondo la Corte di Strasburgo

di Dimitri Girotto

In tempi di elevata conflittualità interna ai partiti e movimenti politici può essere utile uno sguardo alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, per comprendere se dalle disposizioni della CEDU si possano trarre indicazioni sull’ambito di autonomia organizzativa riconosciuto alle associazioni politiche.

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Sulla legge sul rischio sanitario…
pende il rischio di incostituzionalià

di Stefano Rossi

Il testo del disegno di legge cd. Gelli in materia di responsabilità professionale nel settore medico (AS 2224 vedi link), ora al vaglio della Camera dei deputati – in seconda lettura – dopo l’approvazione in Senato merita una breve riflessione.

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Perché la Corte non avrebbe dovuto
giudicare nel merito l’Italicum

di Fabio Ferrari

In questo giornale, si è più volte tentato di spiegare per quale ragione la Corte costituzionale non avrebbe dovuto giudicare nel merito l’Italicum (Bin 1,2,3, Morelli, Ferrari 1,2): l’accesso al giudice costituzionale, difatti, è consentito solo per tramite di un processo reale.

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I paradossi della vicenda Taricco

La sovranità limitata in favore dell’UE e ‘controlimitata’ in favore della Costituzione

di Andrea Guazzarotti*

La nostra Corte costituzionale (ord. n. 24/2017) ha chiesto alla Corte di giustizia UE di tornare sui suoi passi e spiegare se, nella decisione sul caso Taricco, essa abbia davvero imposto ai giudici italiani la disapplicazione delle norme penali di favore in materia di frodi sull’IVA per effetto dei vincoli derivanti da una disposizione del Trattato (art. 325 TFUE), o non abbia, piuttosto, inteso lasciare ai giudici nazionali la valutazione circa il grado di ‘tollerabilità costituzionale’ che l’applicazione diretta di quella disposizione europea comporta.

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Se l’Acropoli veste Gucci:
la questione dei beni culturali
usati per fare spettacolo

di Lucilla Conte

Il recente rifiuto da parte del Consiglio Centrale Archeologico della Grecia (KAS) di concedere in uso parte dell’Acropoli per una sfilata di moda del marchio Gucci è stata considerato da un lato come un dignitoso moto di orgoglio di un Paese che, pure nella morsa della crisi economica, non “svende” né corrompe la propria storia e cultura e, dall’altro, come un diniego miope che avrebbe sottostimato l’ingente ritorno economico dell’operazione quale strumento di finanziamento dei restauri di cui il sito (dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1987) da tempo necessita.

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