Il problema non è il Kirpan ma la stampa

di Roberto Bin

Nella società della comunicazione la fretta di lanciare le notizie non consente di perdere tempo a controllare i “fatti”. Così per 24 ore siamo stati sommersi da lanci di notizie, commenti a caldo, dibattiti accalorati con il consueto strascico di contumelie, a proposito della sentenza della Cassazione che afferma che il Kirpan, il pugnale rituale indossato dai Sikh, non è compatibile con la legge italiana.

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Legge elettorale e i vincoli posti
dalla Corte Costituzionale

di Glauco Nori *

1-Per la legittimità di un premio di maggioranza è necessaria una soglia minima: lo ha detto la Corte costituzionale con la sentenza n.1 del 2014.  Ha anche spiegato, ripetendolo con la sentenza n.35 del 2017, che si è dovuta fermare a quella dichiarazione perché non può modificare la disciplina legislativa attraverso interventi manipolativi o additivi, per esempio indicando direttamente la soglia minima.

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Il flop del piano Junker
e la (ir)responsabilità della Commissione

di Andrea Guazzarotti*

A quanto pare, il tanto agognato piano di investimenti della Commissione Junker non ha dato gli effetti sperati. Un dossier, apparso il 15 maggio 2017 su La Repubblica, fa un’analisi impietosa del suo fallimento. Il problema è che si trattava del pilastro del programma del Presidente Junker, sia dinanzi agli elettori (in quanto candidato dal PPE alla presidenza della Commissione), sia dinanzi al Parlamento europeo (in quanto designato dal Consiglio europeo a ottenere il voto di fiducia iniziale).

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I “tuttavia” dell’ufficio parlamentare di bilancio

di Chiara Bergonzini

L’analisi e la spiegazione dei documenti programmatici del Governo (Documento di Economia e Finanza, DEF, in primavera e relativa Nota di aggiornamento in autunno) rappresentano una delle principali attività istituzionali dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio, che l’Ufficio medesimo sta progressivamente potenziando, come previsto dal programma di lavoro per il 2017 (qui).

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La nuova legge sulla legittima difesa
e i rischi del cittadino-giustiziere

di Simona Raffaele *

Il 4 maggio 2017, la Camera dei deputati ha approvato la proposta di legge n. 3785, che introduce significative modifiche all’art. 52 c.p., in materia di legittima difesa, con particolare riferimento alle ipotesi di legittima difesa domiciliare. Il testo originario della proposta di legge prevedeva modifiche al solo art. 59 c.p., che disciplina la c.d. erronea supposizione della presenza di cause di giustificazione. Nel corso dei lavori parlamentari, però, sono stati approvati alcuni emendamenti che, modificando l’impianto originario della proposta di legge, introducono modifiche sostanziali anche all’art. 52 c.p., incidendo sull’ambito di operatività della legittima difesa.

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Quel che gli eurocrati non dicono. E se i conti della Commissione Ue fossero (ideologicamente) sbagliati?

di Andrea Guazzarotti*

Deficit, la rivolta contro Bruxelles”. Così titolava l’articolo d’apertura de La Stampa di venerdì 5 maggio. Si tratta della richiesta alla Commissione UE da parte dei Ministri economici di Italia, Spagna, Portogallo e, soprattutto, Francia, di rivedere le metodologie di calcolo del famigerato ‘output gap’, ossia del PIL potenziale, ai fini della determinazione del deficit strutturale di ciascun Paese.

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Legittima difesa dalle leggi dello Stato?
Le riforme penali nel Paese fondato sulla Resistenza che si tiene il codice penale fascista

di Roberto Bin

Verso le 12 del 4 maggio 2017 (ieri, per chi scrive) la Camera ha approvato la riforma della legittima difesa. Tutti ne parlano, ma il testo della nuova legge a quasi 24 ore dalla sua approvazione non è ancora disponibile. Visto la dichiarazione di fine seduta (pag. 30) della presidente Boldrini, probabilmente è in fase di revisione formale. In rete si trovano sintesi e commenti, ma per un giurista, quale io sarei, sono i testi e non altro ciò su cui si dovrebbe parlare. Poi finalmente il testo passato e incardinato al Senato è risultato accessibile.

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I partiti nel diritto privato:
il codice civile arriva dove può

di Maria Vita De Giorgi *

Nel giro di pochi mesi i provvedimenti di un partito politico (che si chiami Movimento, non cambia nulla) sono sottoposti al vaglio di un giudice civile (Trib. Roma 12 aprile 2016, Trib. Napoli, 14 luglio 2016, Trib. Roma 17.1.2017, da ultimo Trib. Genova 10 aprile 2017). Cosa sta succedendo? Perché questa raffica di decisioni, sconosciuta in precedenza e, soprattutto, quali norme possono/devono applicare i giudici civili? I giudici sono soggetti soltanto alla legge (art. 101, 2° co. Cost.), ma dove si trova una legge sui partiti? (a parte il d.l. 28 dicembre 2013, n. 149, che ha abolito il finanziamento pubblico diretto).

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Sindaco, Tar e decreto Minniti: i tre fronti
della battaglia dei centurioni romani

L’assalto dei centurioni è un pericolo? No, ma con il “decreto Minniti” si apre un pertugio. L’ordinanza del sindaco di Roma che proibisce “qualsiasi attività che prevede la disponibilità di essere ritratto come soggetto di abbigliamento storico, in fotografie o filmati, dietro corrispettivo in denaro” è stata sospesa in via cautelare con ordinanza del Tar, pubblicata qui in calce (nella stessa data è stata emanata un’analoga ordinanza che sospende l’ordinanza “anti-risciò”).

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Semel in anno… Può un magistrato votare alle primarie di partito?

di Ilario Nasso *

L’art. 3, I c., lettera h), del d. lgs. 109/2006, recante norme in materia d’illeciti disciplinari dei magistrati, vieta ai medesimi «l’iscrizione o la partecipazione a partiti politici ovvero il coinvolgimento nelle attività di centri politici o operativi nel settore finanziario che possono condizionare l’esercizio delle funzioni o comunque compromettere l’immagine del magistrato».

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