Mandati esplorativi, incarichi e preincarichi: di cosa stiamo parlando?

di Alessandro Morelli

Nella dichiarazione che ha fatto seguito alle ultime consultazioni, svoltesi lo scorso 7 maggio, il Presidente Mattarella, dopo avere ricostruito i diversi tentativi di dare vita a un Governo, portati avanti senza successo nel corso degli ultimi due mesi, ha illustrato la soluzione verso la quale, alla fine, ha deciso di orientarsi: quella di dare vita a un “Governo neutrale, di servizio”, conferendo l’incarico di Presidente del Consiglio dei ministri a una personalità non di parte.

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Quel colpo di pipa

di Edmund Burke

Il 7 marzo 1979, il Presidente della Repubblica Sandro Pertini, eletto da pochi mesi e alla sua prima crisi di Governo (una lunga crisi che durò 49 giorni), volendo scongiurare elezioni anticipate, convocò gli esponenti dei tre principali partiti della maggioranza – Saragat, La Malfa e Andreotti – e li chiuse in una stanza: di qui non si esce senza il nuovo presidente del Consiglio! disse sbattendo la pipa. Naturalmente dalla stanza uscì investito della carica Giulio Andreotti, a La Malfa toccò la vicepresidenza; Saragat rifiutò perché aveva subordinato il suo assenso al voto favorevole del PCI. Sicuramente una procedura inconsueta, che non ebbe occasioni di essere ripetuta. Ma forse oggi potrebbe essere un’idea… In fondo la pipa non è indispensabile.

BAVIERA
Ma di cos’è simbolo la croce?

di Giovanni Di Cosimo

La controversa questione dei simboli religiosi torna periodicamente all’attenzione dell’opinione pubblica europea. Protagonista dell’ultima puntata è Markus Söder, Presidente della Baviera dallo scorso marzo, che con un post su facebook ha comunicato che dal primo giugno verranno installate croci in tutti gli edifici pubblici.

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Il “contratto di governo”: le procedure vengono prima dei contenuti

di Roberto Bin
Se davvero, come mi ero augurato (vedi da ultimo l’articolo del 23 aprile), si apre uno spiraglio per la stesura di un “contratto di governo” tra M5S e il PD, mi sembra necessario partire anzitutto da alcune regole di procedura, prima ancora di iniziare a delineare i punti programmatici attorno ai quali stendere il contratto.

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Virtù e vizi dei vitalizi

Pare proprio che il problema principale dell’Italia siano i vitalizi. Su di essi il M5S torna a battere come se la campagna elettorale non fosse chiusa (o forse perché sta pensando di aprirne una nuova) ponendo la loro abolizione al primo punto del programma del nuovo governo. Peccato che sui vitalizi, elevati a simbolo della odiata “casta”, si continui a diffondere fake news. Forse vale la pena riproporre per rimettere i puntini sulle “i”, due articoli già pubblicati in passato. Eccoli.

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Cappato, il Governo, la Corte costituzionale e le false notizie

di Roberto Bin

La decisione del Governo di intervenire nel giudizio di legittimità costituzionale sollevato dalla Corte di assise di Milano sul reato di “Istigazione o aiuto al suicidio” (art. 580 CP) è stata accompagnata dai soliti commenti fuori luogo. Il Foglio, per es., parla di “costituzione di parte civile” del Governo, e così anche il Corriere. Ma è sbagliato, e non per qualche “sottigliezza”.

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Il diavolo, le pentole e i coperchi: effetti imprevisti ed effetti perversi dell’ultima riforma elettorale

di Antonio Floridia*

Sappiamo oramai tutto del “Rosatellum”, e sappiamo anche i risultati che sono emersi dalle urne del 4 marzo. Può essere tuttavia utile ritornare, post factum, sui meccanismi della legge elettorale, assumendo un punto di vista peculiare: si sono prodotti gli effetti previsti dai legislatori, o sono scaturiti effetti inattesi o finanche perversi?

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Meglio un governo del ritorno alle urne (che non risolverebbe nulla)

Dopo il risultato elettorale del 4 marzo sarebbe meglio un governo o un ritorno alle urne con elezioni anticipate? A questa domanda il 70,1% ha risposto meglio un governo, per il 29,9% sarebbe meglio tornare a elezioni anticipate.

Questo è il risultato di un sondaggio per l’Agenzia Italia eseguito da Quorum su un campione di 1000 cittadini.

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Commissioni speciali: sarà il caso anche della XVIII Legislatura? Serviranno a superare l’impasse politico

di Paola De Luca*
Le elezioni del 4 marzo 2018, data anche la combinazione di un sistema partitico fluido e di una legge elettorale senza premio di maggioranza, hanno prodotto un profondo mutamento del quadro politico italiano; non determinando, come prevedibile, un unico vincitore, in grado di ottenere una chiara maggioranza parlamentare e formare, in piena autonomia, uno stabile Esecutivo.

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Nuovi sondaggi: i partiti oggi, i leader, le possibili maggioranze

I sondaggisti che nelle ultime elezioni politiche non hanno sfigurato, come si è visto, avendo azzeccato la tendenza degli elettori a 15 giorni dal voto e, successivamente, hanno individuato con chiarezza vincitori e vinti al di là di scarti percentuali minimi, continuano a sondare le preferenze degli elettori: riguardo ai partiti politici, ai leader, alle possibili alleanze in parlamento.

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La “questione del Governo” passa dalla mediazione parlamentare. Il resto sono solo chiacchiere

di Antonio D’Andrea

Ci sono due brevi considerazioni che mi sembrano avere valenza istituzionale e che perciò richiamo all’attenzione di quanti si apprestano a seguire l’avvio della XVIII Legislatura e, conseguentemente, la eventuale definizione di accordi tra le forze politiche finalizzati ad individuare una maggioranza parlamentare.

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