{"id":7182,"date":"2020-05-30T20:01:03","date_gmt":"2020-05-30T18:01:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lacostituzione.info\/?p=7182"},"modified":"2020-06-02T12:13:34","modified_gmt":"2020-06-02T10:13:34","slug":"perche-la-corte-federale-tedesca-ha-sbagliato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lacostituzione.info\/index.php\/2020\/05\/30\/perche-la-corte-federale-tedesca-ha-sbagliato\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 la Corte federale tedesca ha sbagliato"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.lacostituzione.info\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/BVfG2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"7138\" data-permalink=\"https:\/\/www.lacostituzione.info\/index.php\/2020\/05\/10\/cose-molto-cattive-sulla-ribellione-del-tribunale-costituzionale-tedesco-al-quantitative-easing-della-bce\/bvfg2\/#main\" data-orig-file=\"https:\/\/www.lacostituzione.info\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/BVfG2.jpg\" data-orig-size=\"300,168\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"BVfG2\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/www.lacostituzione.info\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/BVfG2-300x168.jpg\" data-large-file=\"https:\/\/www.lacostituzione.info\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/BVfG2.jpg\" class=\"size-thumbnail wp-image-7138 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lacostituzione.info\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/BVfG2-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>di\u00a0<strong>Glauco Nori<\/strong><\/p>\n<p>La Corte costituzionale federale tedesca, con la sentenza del 5 maggio scorso, ha provocato una specie di frattura nel sistema comunitario. Nell&#8217;analizzarla si corre il rischio di qualche disarticolazione, provocata dalla disarticolazione della motivazione.<!--more--><\/p>\n<p>La Corte ha sollecitato la BCE a dimostrare &#8220;<em>in a comprehensible and substantiated manner<\/em>&#8221; che gli obiettivi della sua politica monetaria, perseguiti con la <a href=\"https:\/\/argomenti.ilsole24ore.com\/parolechiave\/pspp.html\">PSPP<\/a>, non sono sproporzionati rispetto agli effetti di politica economica e fiscale che produce. In mancanza, la Bundesbank non dovrebbe dare esecuzione ai provvedimenti della BCE.<\/p>\n<p>La Corte \u00e8 intervenuta su due piani: su quello comunitario, richiedendo alla BCE di integrare i suoi provvedimenti, e su quello nazionale, indicando alla Bundesbank la condotta da seguire.<\/p>\n<p>Che un giudice, anche se costituzionale, dia ordini, perch\u00e8 di ordini sostanzialmente si tratta, ad istituzioni supernazionali e ad enti pubblici nazionali, non rientra negli schemi tradizionali. Dovrebbe, come ogni giudice, interpretare le norme rilevanti e valutare alla loro stregua gli atti ed i comportamenti sottoposti a giudizio. Si potrebbe obiettare che si tratta di dati formali che non cambierebbero i termini sostanziali delle questioni. Senonch\u00e8 in questo caso la forma si coordina con le conclusioni alle quali la Corte \u00e8 arrivata.<\/p>\n<p>\u00a0La Corte non ha ritenuto necessario spiegare in base a quale norma o principio una istituzione comunitaria, a sostegno di un suo atto, debba fare una valutazione comparativa tra due settori su uno dei quali l&#8217;Unione non ha competenza. Sul punto la Corte ha dimostrato di non avere dubbi: la BCE\u00a0 dovrebbe dimostrare che gli <em>obiettivi di politica monetaria<\/em>, perseguiti dalla PSPP, non sarebbero sproporzionati rispetto agli <em>effetti di poltica economica e fiscale<\/em>. Viene richiesto alla BCE un giudizio di relazione, quale \u00e8 quello sulla proporzionalit\u00e0 che, su uno dei due versanti, investe una materia che non \u00e8 di sua competenza. Anche se non lo dice, non baster\u00e0 che la BCE integri la motivazione per chiudere la controverrsia, perch\u00e8 la Corte si riserva di valutarne la correttezza.<\/p>\n<p>La Corte aveva gi\u00e0 sottoposto alla Corte di Giustizia cinque questioni pregiudiziali\u00a0 sullo stesso argomento. Con la sentenza 11 dicembre 2018 (C-493\/17) , gli interventi della BCE, attinenti alle prime quattro, erano stati giudicati legittimi, mentre era stata dichiarata irricevibile la quinta per essere il quesito solo ipotetico senza rapporto con il giudizio. La Corte tedesca ha ritenuto di poter ritornare sull&#8217;argomento, seguendo\u00a0 questa volta\u00a0 criteri diversi.<\/p>\n<p>La premessa \u00e8 formulata in forma assiomatica: il Governo Federale ed il Bundestag possono avere violato i diritti dei ricorrenti per non avere verificato che i provvedimenti della BCE in esecuzione della PSPP fossero stati presi senza accertare che non fosse stato violato il principio di proporzionalit\u00e0. La sentenza della Corte di Giustizia, che li aveva giudicati legittimi, non sarebbe comprensibile.<\/p>\n<p>Una prima osservazione, forse banale: la non comprensibilit\u00e0 pu\u00f2 dipendere sia dal modo in cui \u00e8 formulato ci\u00f2 che si deve comprendere sia dalla capacit\u00e0, o la volont\u00e0, di comprensione del destinatario. La Corte tedesca d\u00e0 per scontata la prima ipotesi, senza indicare le ragioni della imcomprensibilit\u00e0. La sentenza della Corte di Giustizia, pertanto, sarebbe stata resa <em>ultra vires. <\/em><\/p>\n<p>L&#8217;<em>ultra vires <\/em>\u00e8 una formula in genere utilizzata quando manca il potere, inteso come <em>vis; <\/em>\u00e8 meno appropriata quando ad essere coinvolto \u00e8 il potere giurisdizionale, quando non\u00a0 si esercita un potere attivo, una <em>vis<\/em>, ma quando si deve accertare il rispetto delle norme. La Corte in proposito \u00e8 stata sbrigativa: come i provvedimenti della BCE anche la sentenza della Corte di Giustizia, che li aveva dichiarati legittimi, andava considerata <em>ultra vires<\/em>.<\/p>\n<p>La Corte tedesca ha voluto probabilmente superare cos\u00ec qualche ostacolo di principio: rilevando le omissioni del Governo Federale e del Bundestag ha messo fuori discussione la sua giurisdizione. Anche in questo ha forse visto la via pi\u00f9 rapida per\u00a0 passare sopra alla sentenza della Corte di Giustizia senza doverne criticare la motivazione,\u00a0 evitando\u00a0 il rischio di un <em>ultra vires <\/em>a proprio carico.<\/p>\n<p>Secondo la Corte quanto, sia pure a livello costituzionale, pu\u00f2 capitare nell&#8217;ordinamento tedesco consentirebbe di neutralizzare i provvedimenti delle istituzioni comunitarie. In\u00a0 termini ultimativi: ha rilevato di non essere vincolata dalla decisioni della Corte di Giustizia e che pu\u00f2, anzi, deve verificare se le decisioni dell&#8217;Eurosistema nella esecuzione del PSPP si mantiene nell&#8217;ambito delle competenze attribuite dall&#8217;ordinamento dell&#8217;Unione. Non si \u00e8 domandata se lo stesso principio valesse per gli ordinamenti di tutti gli altri Stati membri ai quali non c&#8217;\u00e8 nessun accenno. La Germania sarebbe soggetta ad una sorta di trattamento <em>ad hoc<\/em>. Questo pu\u00f2 spiegare anche la perentoriet\u00e0 della motivazione: dichiarando incomprensibile la sentenza della Corte di Giustizia, ha dato un giudizio sommario della motivazione della sentenza senza curarsi di indicare le basi giuridiche.<\/p>\n<p>La questione &#8211; non dovrebbero esserci dubbi &#8211; era di diritto dell&#8217;Unione. Non per essere pedanti, ma solo per sottolineare la singolarit\u00e0 del caso, si ricorda che l&#8217;art.267 TFUE attribuisce alla Corte di Giustizia la competenza a giudicare della validitr\u00e0 degli atti compiuti dalle istituzioni, dagli organi e dagli organismi dell&#8217;Unione; e che, quando la questione \u00e8 sollevata davanti ad un organo giurisdizionale nazionale di ultima istanza, tale organo giurisdizionale &#8220;\u00e8 tenuto&#8221; a rivolgersi alla Corte.<\/p>\n<p>Che non avesse potere di decisione lo aveva implicitamente riconosciuto la stessa Corte tedesca quando aveva rimesso le questioni alla Corte di Giustizia ai sensi dell&#8217;art.267 TFUE. Per coerenza, a maggior ragione, non si sarebbe dovuta attribuire il potere di sottoporre a giudizio la sentenza della Corte.<\/p>\n<p>Quando la questione gli \u00e8 ritornata, non ha investito di nuovo la Corte di Giustizia ai sensi dell&#8217;art.267, della quale conosceva gi\u00e0 l&#8217;orientamento, ma ha proceduto in forma autonoma, chiendo direttamente alla BCE di integrare la motivazione dei suoi provvedimenti. Il procedimento logico, nei termini essenziali, pu\u00f2 essere riassunto cos\u00ec: la <em>politica monetaria<\/em> \u00e8 di competenza comunitaria; quella <em>economica e finanziaria<\/em> \u00e8 rimasta alle istituzioni nazionali; la Corte di Giustizia ha omesso di verificare, rimediando alla omissione della BCE, se le iniziative della stessa BCE fossero sproporzionate rispetto agli effetti economici che avrebbe prodotto; avrebbe cos\u00ec violato il principio di proporzionalit\u00e0, secondo il quale (ar.5.4 TUE)\u00a0 &#8220;il contenuto\u00a0 e la forma dell&#8217;azione dell&#8217;Unione si limitano a quanto necessario per il conseguimento degli obiettivi dei trattati&#8221;; alla omissione deve rimediare il giudice nazionale.<\/p>\n<p>Per l&#8217;art.5.4 la proporzionalit\u00e0 va valutata in funzione degli obiettivi dei trattati, non degli effetti economici che si producono nei confronti degli Stati. Il giudizio non poteva essere, pertanto, se non della Corte Europea che proprio per questo era gi\u00e0 stata investita.<\/p>\n<p>Forse per rimediare alla debolezza dei suoi argomenti, la Corte tedesca \u00e8 ricorsa ad altre forzature interpretative, una delle quali a proposito del principio di proporzionalt\u00e0\u00a0 che atterrebbe alla divisione delle competenze tra l&#8217;Unione Europea e gli Stati membri.<\/p>\n<p>L&#8217;art. 5.1. TUE dispone in termini del tutto chiari che &#8220;la delimitazione delle competenze dell&#8217;Unione si fonda sul principio di attribuzione&#8221;; quello di proporzionalit\u00e0 regola, invece, &#8220;l&#8217;esercizio delle competenze&#8221;. Questo secondo principio opera dopo che le competenze dell&#8217;Unione sono state individuate in base al principio di attribuzione, per assicurare che siano esercitate correttamente.<\/p>\n<p>La Corte tedesca \u00e8 passata sopra alla giurisprudenza della Corte di Giustizia. Per stabilire se una norma di diritto comunitario sia conforme al principio di proporzionalit\u00e0\u00a0 (v. sentenza\u00a0 12 novembre 1996 Regno Unito c. Consiglio, C-84\/94) si deve accertare se i mezzi da essa contemplati siano idonei a conseguire lo scopo perseguito e non eccedano quanto \u00e8 necessario per raggiungere detto scopo (conforme la sentenza 9 novembre 1995, causa C-426\/93, Germania\/Consiglio, Racc. pag. I-3723, punto 42). Tra l&#8217;altro nel giudizio di proporzionalit\u00e0 la Corte ha riconosciuto al Consiglio, nelle sfere di sua competenza, un ampio potere discrezionale\u00a0 per essere una scelta di politica sociale, fondata su valutazioni complesse. Di conseguenza, il controllo giurisdizionale \u00e8 stato limitato alla verifica della\u00a0 esistenza di un errore manifesto, dello sviamento di potere o se l&#8217;istituzione abbia manifestamente oltrepassato i limiti della sua discrezionalit\u00e0.<\/p>\n<p>Se i mezzi siano idonei a raggiungere lo scopo perseguito e se non eccedano quanto necessario per raggiungerlo, sempre secondo la Corte di Giustizia, \u00e8, dunque, un giudizio ampiamente discrezionale, da condurre, come \u00e8 evidente, secondo l&#8217;ordinamento comunitario. Non c&#8217;\u00e8\u00a0 spazio per i diritti nazionali e nel principio di attribuzione se ne trova la conferma.<\/p>\n<p>Vale la pena di ripeterlo. I poteri della BCE sono quelli attribuiti dai Trattati. Se sia andata al di l\u00e0 \u00e8 questione da risolvere secondo l&#8217;ordinamento dell&#8217;Unione, quindi dalla Corte di Giustizia perch\u00e8 nel sistema dei Trattati\u00a0 i giudici nazionali non hanno il potere di giudicare in via definitiva della legittimit\u00e0 comunitaria. Che gli Stati membri siano rimasti\u00a0 &#8220;the Masters of the Treaties&#8221; non pu\u00f2 valere nei settori comunitarizzati quale \u00e8 quello della politica monetaria.<\/p>\n<p>La questione dei rapporti tra giurisdizione nazionale e giurisdizione comunitaria \u00e8 di vecchia data e superata ormai da tempo. Gi\u00e0 da un punto di vista empirico si resta perplessi: un Giudice tedesco ha ritenuto di avere il potere di denunciare la incomprensibilit\u00e0 della motivazione adottata da un Giudice dell&#8217;Unione nel decidere su una materia che all&#8217;Unione \u00e8 stata\u00a0 <em>attribuita. <\/em>La Corte tedesca non si \u00e8 nemmeno domandata se quel potere sia solo suo, su base costituzionale, o se vada riconosciuto anche alle Corti costituzionali degli altri Stati membri. Era in discussione la sfera di efficacia di un trattato internazionale e, in mancana di clausole di esensione, gli effetti non potevano essere che gli stessi per tutte le parti contraenti.<\/p>\n<p>Chiedendo di integrare la motivazione attravero la valutazione comparativa degli obiettivi monetari con gli effetti di ordine economico, \u00e8 stata sollecitata una violazione del diritto comunitario. La politica economica \u00e8 di competenza nazionale; nel valutare gli effetti economici della sua politica monetaria, la BCE dovrebbe procedere ad un giudizio, ampiamente discrezionale, in una materia di competenza dello Stato al quale appartiene il soggetto che lo ha richiesto.\u00a0<\/p>\n<p>Per quanto forti la Corte federale possa considerare i suoi poteri, non pu\u00f2 pretendere di imporre ad una istituzone dell&#8217;Unione di verificare la proporzionalit\u00e0 dell&#8217;atto comunitario rispetto alle esigenze di una delle politiche conservate dalla stessa Germania.\u00a0La Corte federale, se ritenesse che l&#8217;atto denunciato viola il principio cosituzionale tedesco di proporzionalit\u00e0, potrebbe eventualmene proporsi la questione di costituzionalit\u00e0\u00a0 della legge tedesca di attuazione dei trattati\u00a0 per avere consentito di violare un principio fondamentale delle Costituzione tedesca, ma non disporne l&#8217;applicazione diretta.<\/p>\n<p>La Repubblica Federale potrebbe assumere l&#8217;iniziativa per l&#8217;adeguamento della nornativa comunitaria. Il problema sarebbe di politica comunitaria, non giuridico, e la soluzione non potrebbe essere lasciata ad giudice nazionale, qualunque ne sia il livello.<\/p>\n<p>Si \u00e8 fatta l&#8217;ipotesi di un ricorso per infrazione ai sensi dell&#8217;art.258 TFUE. C&#8217;\u00e8 da domandarsi quale sarebbe la reazione del Corte tedesca se l&#8217;infrazione fosse accertata dalla Corte di Giustizia. Nella impossibilt\u00e0 di riformare la sentenza, potrebbe essere tentata di disporne la disapplicazione, omettendo\u00a0 anche questa volta, perch\u00e8 non\u00a0 c&#8217;\u00e8, di indicare la base giuridica.<\/p>\n<p>Le quesioni sollevate, a parte la loro fondatezza, sarebbero eventualmente di competenza delle autorit\u00e0 politiche e non di un giudice nazionale, anche se costituzionale. In un momento nel quale \u00e8 diventata ancora pi\u00f9 necessaria la collaborazione comunitaria, in particolare nella politica economica, la vicenda non \u00e8 un buon segno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0Glauco Nori La Corte costituzionale federale tedesca, con la sentenza del 5 maggio scorso, ha provocato una specie di frattura nel sistema comunitario. Nell&#8217;analizzarla si corre il rischio di qualche disarticolazione, provocata dalla disarticolazione della motivazione.<\/p>\n<div class='heateorSssClear'><\/div><div  class='heateor_sss_sharing_container heateor_sss_horizontal_sharing' data-heateor-sss-href='https:\/\/www.lacostituzione.info\/index.php\/2020\/05\/30\/perche-la-corte-federale-tedesca-ha-sbagliato\/'><div class='heateor_sss_sharing_title' style=\"font-weight:bold\" >Condividi!<\/div><div class=\"heateor_sss_sharing_ul\"><a aria-label=\"Facebook\" class=\"heateor_sss_facebook\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer\/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.lacostituzione.info%2Findex.php%2F2020%2F05%2F30%2Fperche-la-corte-federale-tedesca-ha-sbagliato%2F\" title=\"Facebook\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\" style=\"font-size:32px!important;box-shadow:none;display:inline-block;vertical-align:middle\"><span class=\"heateor_sss_svg\" 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