{"id":9062,"date":"2024-02-17T20:23:55","date_gmt":"2024-02-17T19:23:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lacostituzione.info\/?p=9062"},"modified":"2024-02-17T20:38:57","modified_gmt":"2024-02-17T19:38:57","slug":"la-materialita-dei-diritti-sul-banco-del-jobs-act","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lacostituzione.info\/index.php\/2024\/02\/17\/la-materialita-dei-diritti-sul-banco-del-jobs-act\/","title":{"rendered":"La materialit\u00e0 dei diritti sul banco del Jobs Act"},"content":{"rendered":"\n\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"9063\" data-permalink=\"https:\/\/www.lacostituzione.info\/index.php\/2024\/02\/17\/la-materialita-dei-diritti-sul-banco-del-jobs-act\/ja2\/#main\" data-orig-file=\"https:\/\/www.lacostituzione.info\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/ja2.jpg\" data-orig-size=\"273,184\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"ja2\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/www.lacostituzione.info\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/ja2.jpg\" data-large-file=\"https:\/\/www.lacostituzione.info\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/ja2.jpg\" class=\"alignleft size-full wp-image-9063\" src=\"http:\/\/www.lacostituzione.info\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/ja2.jpg\" alt=\"\" width=\"273\" height=\"184\" \/>di <strong>Andrea Guazzarotti<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">*<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong>1.<\/strong> <strong>Forfettizzare<\/strong><em><strong> la dignit\u00e0 del lavoro<\/strong>. <\/em>Due mensilit\u00e0 dell\u2019ultima retribuzione per ogni anno di servizio: a parte i casi pi\u00f9 gravi (e pi\u00f9 rari), questo vale(va) la dignit\u00e0 del lavoratore ingiustamente violata da un licenziamento illegittimo secondo il <em>Jobs Act<\/em> del governo Renzi (d.lgs. n. 23 del 2015). Ancora meno vale nelle piccole imprese: precisamente la met\u00e0 (e comunque non oltre le sei mensilit\u00e0: art. 9.1, d.lgs. n. 23 del 2015). Ma la dignit\u00e0, come tutti i diritti dei lavoratori, \u00e8 <em>double face<\/em>: per alcuni \u00e8 un valore intrinseco alla persona, per altri rientra tra i <em>costi<\/em> d\u2019impresa. <!--more-->E, si sa, l\u2019impresa ha bisogno di programmare in modo <em>efficiente<\/em> le sue scelte, compresa quella di licenziare illegittimamente i propri dipendenti, e dunque deve calcolare in modo certo i costi della c.d. <em>violazione efficiente<\/em> delle regole (<em>efficient breach<\/em>: cos\u00ec si esprime il <em>Law &amp; Economics<\/em>, una delle matrici del paradigma neoliberista: cfr. <a href=\"http:\/\/aei.pitt.edu\/102919\/1\/259.pdf\">Speziale, 2015<\/a>). Ma il neoliberismo \u00e8 <em>solo<\/em> un pensiero egemone affermatosi negli USA con la contro-rivoluzione del capitale degli anni Settanta (<a href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/dominio-guerra-invisibile-dei-potenti-libro-marco-d-eramo\/e\/9788807105548?inventoryId=4323080&amp;queryId=fffad28479fa186e4bda5a4c7363d8a0\">D\u2019Eramo, 2020<\/a>), destinato a infrangersi contro gli alti bastioni di una Costituzione espressamente fondata sul lavoro e sulla dignit\u00e0 della persona; un pensiero egemone contro i cui corollari (la mercificazione del lavoro, <em>in primis<\/em>) una Costituzione come la nostra era stata concepita. E infatti la Costituzione personalista e lavorista ha reagito, innanzitutto nella sentenza della Corte costituzionale <a href=\"https:\/\/giurcost.org\/decisioni\/2018\/0194s-18.html\">n. 194 del 2018<\/a> che ha abbattuto l\u2019automatismo degradante di quel calcolo, consentendo al giudice di valutare l\u2019adeguatezza dell\u2019indennizzo anche alla luce di criteri ulteriori all\u2019anzianit\u00e0 di servizio (numero dei dipendenti, dimensioni dell\u2019attivit\u00e0 economica, comportamento e condizioni delle parti, come gi\u00e0 previsto dalla l. n. 604\/1966 e dall\u2019art. 18 Statuto lav.), pur restando entro la forbice del minimo e massimo di legge (da 6 a 36 mensilit\u00e0, in virt\u00f9 della correzione verso l\u2019alto operata dal c.d. <em>Decreto dignit\u00e0<\/em>, d.l. n. 87\/2018). Stessa cosa la Corte ha fatto nella sent. <a href=\"https:\/\/giurcost.org\/decisioni\/2020\/0150s-20.html?titolo=Sentenza%20n.%20150\">n. 150 del 2020<\/a>, in cui veniva in ballo il calcolo dell\u2019indennit\u00e0 nei licenziamenti disciplinari illegittimi per vizi di forma e\/o di procedura: per la Corte, non si giustificherebbe una logica diversa e deteriore rispetto ai vizi sostanziali dei licenziamenti, posto che forme e procedure, nel delicatissimo frangente dell\u2019espulsione del lavoratore dall\u2019impresa, \u00abnon sono vuote prescrizioni formali, ma concorrono a tutelare la dignit\u00e0 del lavoratore\u00bb (\u00a7 7).<\/p>\n<p><strong>2.<\/strong> <strong>Costituzione e soggettivit\u00e0 neoliberale<\/strong><em>. <\/em>E tuttavia, il neoliberismo \u00e8 un pensiero egemone ed egemonizzante (<a href=\"https:\/\/www.giappichelli.it\/postpandemia-9788892141674\">Cantaro, 2021<\/a>), capace di insinuarsi nell\u2019immaginario dei cittadini-lavoratori e colonizzarlo, fino a trasformarli in cittadini-<em>rentiers<\/em>, il cui reddito \u00e8 meglio garantito dalla rendita e dalla finanza, che non dal lavoro e dal sindacato (<a href=\"https:\/\/www.castelvecchieditore.com\/prodotto\/i-poteri-ignoranti\/\">Leon, 2016<\/a>). Dal canto suo, il costituzionalismo vive di <em>immaginari collettivi<\/em> (<a href=\"https:\/\/global.oup.com\/academic\/product\/european-constitutional-imaginaries-9780192855480?cc=it&amp;lang=en&amp;\">Kom\u00e1rek, 2023<\/a>), non solo della positivizzazione di principi di giustizia iscritti in una costituzione rigida e pluralista. Trasfigurati in norme giuridiche corrazzate, formalmente al vertice della piramide e presidiate dalla formidabile macchina difensiva del giudizio di costituzionalit\u00e0 delle leggi, quei principi restano per\u00f2 dei <em>valori<\/em>, nati nella coscienza collettiva e bisognosi di coscienza collettiva anche dopo la loro permutazione costituzionale, come ben sapevano i conservatori liberali critici della Costituzione di Weimar. La costituzionalizzazione dei principi di giustizia sociale non pu\u00f2 convivere con una concezione meramente normativa di costituzione, ma deve necessariamente affidarsi all\u2019adesione diffusa nella societ\u00e0 di quei valori (E. Forsthoff, <em>Il vincolo alla legge ed al diritto (art. 20 comma 3 GG)<\/em>, 1959, ora in Id., <em>Stato di diritto in trasformazione<\/em>, Milano 1973, p. 236).<\/p>\n<p>Il primo passo fu trasfigurare l\u2019inflazione, da tiro alla fune tra lavoratori e datori a tassa occulta che colpisce ciecamente ricchi e poveri, ferendo pi\u00f9 i secondi che i primi (<a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/sei-lezioni-di-economia-conoscenze-libro-sergio-cesaratto\/e\/9788832176568\">Cesaratto, 2019<\/a>). E, dunque, ben venga la lotta all\u2019inflazione e la riscoperta del vecchio arnese liberale della <em>belle \u00e9poque<\/em>: la moneta forte! E con essa, l\u2019esaltazione dell\u2019indipendenza della Banca centrale (<a href=\"https:\/\/www.jovene.it\/public\/allegati\/38934_Sommario_Inidice-Chessa-2016.pdf\" class=\"broken_link\">Chessa, 2016<\/a>). Ma quel vincolo esterno non \u00e8 neutrale: esso spunta le ali al sindacato, ne sterilizza il potere di confliggere con il capitale (<a href=\"https:\/\/www.francoangeli.it\/riviste\/Scheda_rivista.aspx?IDArticolo=68125\">Guazzarotti, 2021<\/a>). Ma le forme restano salve, anche quelle del diritto e del diritto costituzionale, in specie: sciopero, azione e contrattazione collettiva, ecc., restano tutte a disposizione dei lavoratori e sotto il presidio dei giudici. Ed ecco entrare in scena \u2013 guarda caso proprio nel momento cruciale della scelta <em>irreversibile<\/em> per il \u2018vincolo esterno\u2019 \u2013 il <em>bilanciamento<\/em> dei diritti e degli interessi costituzionali (<a href=\"https:\/\/www.einaudi.it\/catalogo-libri\/scienze-sociali\/diritto\/il-diritto-mite-gustavo-zagrebelsky-9788806130817\/\">Zagrebelsky, 1992<\/a>), che legittima la soggettivit\u00e0 politica della Corte costituzionale: con il bilanciamento, infatti, si varcano le soglie dell\u2019interpretazione per entrare nel mondo della discrezionalit\u00e0 (<a href=\"https:\/\/www.robertobin.it\/ARTICOLI\/DIRITTI%20E%20ARGOMENTI.pdf\">Bin, 1992<\/a>). Ma il bilanciamento prende il centro della scena proprio quando un paradigma d\u00e0 scacco matto a un altro, e forse, pi\u00f9 o meno inconsapevolmente, per fare velo a questa sconfitta storica: grazie al bilanciamento, ogni giorno \u00e8 un nuovo giorno, ogni caso giudiziario un caso a s\u00e9, nessun valore \u00e8 tiranno (C. cost. sentt. n. 35 del 2013 e n. 58 del 2018) e tutti possono venir vendicati dalla giustizia costituzionale che ripristina il pluralismo dei valori, eventualmente <em>riequilibrando<\/em> ci\u00f2 che il legislatore (la politica ordinaria) ha <em>squilibrato<\/em>. La Costituzione non contiene gerarchie <em>a priori<\/em> di valori, e quelle fissate dal legislatore devono essere transeunti e comunque proporzionate. E i giudici comuni, assieme alla Corte costituzionale, le possono ri-equilibrare: anche se i sindacati sono neutralizzati, i partiti artefici della Costituzione terremotati, i cittadini convertiti all\u2019antipolitica? La <em>Costituzione materiale<\/em> di Mortati \u00e8 morta (<a href=\"https:\/\/opac.bncf.firenze.sbn.it\/Record\/TO00631912\">Zagrebelsky, 1998<\/a>), viva la Costituzione!<\/p>\n<p><strong>\u00a03. La giurisprudenza costituzionale sul Jobs Act<\/strong>. Ma torniamo alla fatidica sentenza della Corte costituzionale sul <em>Jobs Act<\/em>: la disciplina introdotta nel 2015 altera la posizione dei lavoratori dinanzi a un bene fondamentale come la conservazione del posto di lavoro a fronte di un licenziamento illegittimo sulla base della mera data dell\u2019assunzione (prima o dopo l\u2019entrata in vigore della riforma dell\u2019art. 18 Statuto lav.). Nella stessa impresa convivranno lavoratori garantiti dalla tutela reale (vecchio art. 18) e lavoratori con la mera tutela indennitaria (contratto \u201ca tutele crescenti\u201d). Per la Corte l\u2019elemento temporale pu\u00f2 ragionevolmente valere da discrimine, posto che esso \u00e8 coerente con lo scopo del legislatore neoliberale \u00abdi rafforzare le opportunit\u00e0 di ingresso nel mondo del lavoro da parte di coloro che sono in cerca di occupazione\u00bb (sent. 194\/2018, \u00a7 5.4 del <em>Considerato in diritto<\/em>). Accettando cos\u00ec pianamente la bont\u00e0 dell\u2019obiettivo perseguito dal Legislatore la Corte finisce, per\u00f2, per consentire al fine legislativo di assorbire in s\u00e9 la giustificazione dei mezzi (<a href=\"https:\/\/www.lavorodirittieuropa.it\/images\/giubboni_contratto_3.pdf\">Giubboni, 2019<\/a>, p. 13s.). Abbassare cos\u00ec drasticamente le tutele per i lavoratori \u2018neoassunti\u2019 (prevalentemente i giovani che entrano nel mercato del lavoro) non avrebbe dovuto imporre un test di proporzionalit\u00e0 completo, ossia, una valutazione circa la congruit\u00e0 dei mezzi al fine, la loro proporzionalit\u00e0 alla luce di alternative meno costose <a href=\"https:\/\/csdle.lex.unict.it\/sites\/default\/files\/Documenti\/Articoli\/2018-2_Fontana.pdf\">(Fontana, 2018<\/a>, pp. 468s.)? Invertire la regola (la tutela reintegratoria) con l\u2019eccezione (la forfettizzazione) in modo non congiunturale bens\u00ec stabile, per fronteggiare situazioni di crisi occupazionali legate alla situazione contingente, non avrebbe dovuto suggerire alla Corte prospettive diverse (<em>ibidem<\/em>, p. 470)?<\/p>\n<p>Cos\u00ec, la sentenza resta entro il paradigma neoliberale per cui il mercato del lavoro tenderebbe al pieno impiego se solo venisse liberato dai lacci del diritto del lavoro concepito dal vecchio paradigma: la disoccupazione sarebbe causata dall\u2019eccesso di garanzie contro i licenziamenti illegittimi. E se il presupposto economico fosse del tutto erratico? Era stata proprio l\u2019OCSE, che nel 1994 aveva inaugurato l\u2019indice di rigidit\u00e0 del mercato del lavoro, a smentire nel 2004 l\u2019esistenza di correlazioni dimostrabili tra tasso d\u2019occupazione e facilit\u00e0 di licenziamento (<a href=\"http:\/\/aei.pitt.edu\/102852\/1\/322.pdf\">Speziale, 2016<\/a>). Semmai, le analisi economiche (non <em>mainstream<\/em>) ci dicono che l\u2019unica correlazione plausibile \u00e8 quella tra abbassamento delle tutele e abbassamento dei salari (<a href=\"https:\/\/www.giustiziainsieme.it\/it\/lavoro-e-diritti-sociali\/2926-il-giudice-del-lavoro-tra-interpretazione-creativa-e-fede\">Cavallaro, 2023<\/a>).<\/p>\n<p>Ma non c\u2019\u00e8 modo di verificarlo quel presupposto economico, di verificare, cio\u00e8, quanto siano cresciuti i \u201cnuovi\u201d contratti a tempo indeterminato rispetto all\u2019occupazione precaria, perch\u00e9 le assunzioni promesse dall\u2019allora governo Renzi non si basavano solo sulla (relativa) liberalizzazione dei licenziamenti, ma anche sulla potente droga degli incentivi economici a favore delle imprese che avessero assunto ricorrendo al nuovo contratto \u201ca tutele crescenti\u201d, tanto che quegli incentivi risultavano superiori a quanto il datore avrebbe dovuto pagare per liberarsi del lavoratore neo-assunto con un licenziamento arbitrario entro i primi 3 anni (<a href=\"https:\/\/www.unife.it\/economia\/lm.economia\/insegnamenti\/economia-del-lavoro-e-dellinnovazione\/jobs-act-analisi-e-valutazione-dellultima-riforma-del-mercato-del-lavoro\/labour-market-reforms-in-italy-evaluating-the-effects-of-the-jobs-act-di-valeria-cirillo-marta-fana-dario-guarascio-economia-politica-2017-1\">Cirillo, Fana, Guarascio, 2017<\/a>).<\/p>\n<p>Passano pochi anni e un altro giudice del lavoro torna all\u2019assalto dei bastioni neoliberali eretti dal <em>Jobs Act<\/em>. La Corte d\u2019appello di Napoli, forse illusasi che le ficcanti critiche di parte della dottrina al sindacato di ragionevolezza svolto dalla Corte sul criterio temporale discriminante avessero fatto breccia nel discorso egemonico, ripropone una questione analoga, ex art. 3 Cost., sull\u2019arbitraria discriminazione tra lavoratori garantiti dall\u2019art. 18 St. lav., e lavoratori assunti col famigerato \u201ccontratto a tutele crescenti\u201d. La questione, stavolta, investiva i licenziamenti collettivi, rispetto ai quali, in effetti, la discriminazione tra lavoratori \u2018vecchi\u2019 e \u2018nuovi\u2019 entro la stessa impresa appare ancora pi\u00f9 stridere con l\u2019eguale dignit\u00e0 del lavoro. Se nel gruppo di lavoratori arbitrariamente \u2018esuberati\u2019 con lo stesso atto illegittimo del datore, accanto a quelli licenziabili forfettizzando la violazione di legge ve ne sono alcuni assunti prima della fatidica data del 7 marzo 2015, solo questi ultimi avranno il \u2018privilegio\u2019 di poter chiedere e ottenere la reintegra. Per il giudice <em>a quo<\/em>, \u00abla ragione giustificatrice dello \u201cscopo\u201d perseguito dal legislatore, \u201cdi rafforzare le opportunit\u00e0 di ingresso nel mondo del lavoro da parte di coloro che sono in cerca di occupazione\u201d [<em>cos\u00ec la legge delega del Jobs Act<\/em>], perderebbe significato in una procedura di esubero, nella quale l\u2019individuazione dei lavoratori da licenziare deve basarsi esclusivamente su una puntuale applicazione di omogenei ed oggettivi criteri di scelta, poich\u00e9 l\u2019affievolimento radicale della sanzione amplificherebbe per tali lavoratori il \u201crischio\u201d di perdere il lavoro, con un sacrificio irragionevole che si estende anche alla posizione previdenziale.\u00bb Ma non bastano le critiche della migliore dottrina a far mutar d\u2019avviso la Corte costituzionale, che nella sent. <a href=\"https:\/\/giurcost.org\/decisioni\/2024\/0007s-24.html?titolo=Sentenza%20n.%207\">n. 7 del 2024<\/a> ha ritenuto irrilevante la distinzione tra licenziamenti individuali e collettivi ai fini della disciplina delle garanzie del lavoratore, per poi ribadire la non irragionevolezza del fine legislativo (facilitare le assunzioni abbassando i \u201ccosti\u201d di licenziamento arbitrario per le imprese) e la congruit\u00e0 a tale fine del criterio temporale adottato dal legislatore neoliberale del <em>Jobs Act<\/em>, come gi\u00e0 fatto nella sent. 194 del 2018 (\u00a7 16 del <em>Considerato in diritto<\/em>). La Corte stavolta aggiunge che \u00ab(a)nche la fissazione di un limite massimo dell\u2019indennizzo risponde, del resto, alla ragione di fondo della legge delega di incentivare le nuove assunzioni con la previsione di conseguenze sanzionatorie certe e prevedibili in caso di licenziamento illegittimo\u00bb (\u00a7 18.3). E questo per rafforzare l\u2019indisponibilit\u00e0 della Corte a seguire il Comitato europeo dei diritti sociali che, su <a href=\"https:\/\/www.questionegiustizia.it\/data\/doc\/2483\/buffa-all-cc-158-2017-dmerits-en.pdf\">ricorso della CGIL<\/a>, nel 2019 aveva dichiarato l\u2019incompatibilit\u00e0 di quel tetto dell\u2019indennizzo con la Carta sociale europea (\u00a7 13).<\/p>\n<p><strong>4. (segue): Imprese minori, dignit\u00e0 minorata.<\/strong> L\u2019altro motivo ispiratore della riforma neoliberale renziana era il superamento del c.d. nanismo delle imprese italiane, che a detta del governo di allora era causato dai limiti al potere di licenziare del datore nelle imprese con pi\u00f9 di 15 dipendenti. A distanza di quasi un decennio dalla (contro-)riforma, quel <a href=\"https:\/\/www.huffingtonpost.it\/blog\/2024\/01\/23\/news\/il_nanismo_delle_aziende_italiane_alle_prese_con_la_crisi_del_modello_economico_neoliberale-14877523\/\">nanismo<\/a> non \u00e8 affatto migliorato, anzi! E, tuttavia, il \u2018nobile\u2019 intento di fare politiche industriali lasciando mano libera al potere di licenziare dell\u2019imprenditore \u00e8 intorbidato dal fatto che il <em>Jobs Act<\/em>, oltre al sedicente incentivo a ingrandire l\u2019impresa assumendo dipendenti facilmente licenziabili, offre contraddittoriamente anche vantaggi ai piccoli imprenditori che volessero restare tali. Il <em>Jobs Act<\/em>, infatti, rende ancora pi\u00f9 \u2018a buon mercato\u2019 il licenziamento illegittimo nelle piccole imprese (comprimendo l\u2019indennizzo tra le 3 e le 6 mensilit\u00e0, rispetto al quadro previgente, ancora applicabile ai vecchi contratti, che per i lavoratori con pi\u00f9 anzianit\u00e0 contempla soglie massime ben pi\u00f9 generose: art. 8, l. n. 604 del 1966). Il \u2018Decreto dignit\u00e0\u2019 del governo giallo-verde ha reso ancora pi\u00f9 intollerabile la disparit\u00e0 di trattamento subita dai lavoratori delle piccole imprese, laddove, mentre elevava la forbice dell\u2019indennit\u00e0 contro i licenziamenti individuali illegittimi nelle imprese maggiori (il delta delle 4-24 mensilit\u00e0 passava a 6-36), lasciava inalterata la forbice indecorosa per le imprese minori (3-6 mensilit\u00e0). Un\u2019aporia che \u00e8 tale solo se si dimentica che il titolo completo di quel decreto \u00e8 \u00abDisposizioni urgenti per la dignit\u00e0 dei lavoratori <em>e delle imprese<\/em>\u00bb (v. criticamente <a href=\"https:\/\/www.futura-editrice.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/RGL-2022-3-Parte-0-Sommario.pdf\">Losurdo, 2022<\/a>, pp. 383s.) e che la Lega era il socio di minoranza di quel governo. Del resto, quel decreto interveniva sul famigerato <em>Jobs Act<\/em>, acronimo che sta per <em>Jumpstart Our Business Startups Act<\/em> (\u201clegge per lo sviluppo delle nostre imprese in fase di decollo\u201d: Cavallaro, 2023, cit.).<\/p>\n<p>Dinanzi a questo palese svilimento della dignit\u00e0 dei lavoratori \u2018figli di un dio minore\u2019, la Corte costituzionale ha ammonito il legislatore, osservando che: a) quell\u2019\u00abesiguo divario tra un minimo di tre e un massimo di sei mensilit\u00e0 vanifica l\u2019esigenza di adeguarne l\u2019importo alla specificit\u00e0 di ogni singola vicenda, nella prospettiva di un congruo ristoro e di un\u2019efficace deterrenza\u00bb; b) la dimensione numerica degli occupati, in presenza dell\u2019innovazione tecnologica e della trasformazione dei processi produttivi, non pu\u00f2 pi\u00f9 dirsi rispondente all\u2019effettiva capacit\u00e0 economica dell\u2019impresa, cos\u00ec che quel criterio numerico non pu\u00f2 pi\u00f9 puntellare, sempre e comunque, \u00abl\u2019esigenza di non gravare di costi sproporzionati realt\u00e0 produttive e organizzative che siano effettivamente inidonee a sostenerli\u00bb (sent. <a href=\"https:\/\/giurcost.org\/decisioni\/2022\/0183s-22.html\">n. 183 del 2022<\/a>, \u00a7 5.2). Ma si tratta solo di un\u2019ammonizione da cartellino giallo: mancano \u2013 per ora \u2013 punti di riferimento nell\u2019ordinamento che possano consentire ai giudici di calcolare autonomamente un indennizzo per questi licenziamenti e, pertanto, alla Corte di demolire l\u2019automatismo legislativo degradante la dignit\u00e0 dei lavoratori. Le questioni di costituzionalit\u00e0 vengono, pertanto, dichiarate inammissibili; e tuttavia la Corte minaccia, non senza contraddizione, di sostituire quei criteri di calcolo con altri pi\u00f9 garantisti qualora perduri l\u2019inerzia del Legislatore.<\/p>\n<p><strong>5. La materialit\u00e0 dei diritti e i limiti del bilanciamento<\/strong><em>.<\/em> L\u2019opzione neoliberale della estrema frammentazione della disciplina sulle tutele contro i licenziamenti illegittimi ha gradualmente ristretto il margine di operativit\u00e0 della tutela reale, prima con la riforma \u201cFornero\u201d (l. n. 92\/2012), poi con il <em>Jobs Act<\/em> (l. 183\/2014 e d.lgs. 23 del 2015). La Corte costituzionale \u2013 \u00e8 la stessa sent. n. 7 del 2024 a ricordarcelo \u2013 ha prima assecondato il moto di progressiva estensione della tutela contro i licenziamenti, alla fine dei c.d. \u201cTrenta gloriosi\u201d (l. 604\/1966; l. n. 300\/1970, Statuto lav.), per poi venir chiamata a legittimare il moto inverso della contro-riforma neoliberale. Cruciale fu, come noto, la decisione che sdogan\u00f2 il referendum radicale del 2000 sulla liberalizzazione dei licenziamenti: nella sent. n. <a href=\"https:\/\/giurcost.org\/decisioni\/2000\/0046s-00.html?titolo=Sentenza%20n.%2046\">46 del 2000<\/a>, la Corte non sment\u00ec frontalmente la Costituzione materiale del 1948 e il suo programma di progressiva emancipazione del lavoro (Mortati C., <em>Il lavoro nella Costituzione<\/em>, in <em>Il dir. del lav<\/em>., 1954, I, pp. 149-212; <a href=\"https:\/\/www.associazionedeicostituzionalisti.it\/old_sites\/sito_AIC_2011-2018\/download\/cfblTd9cjTBifItGHoyPicniCQbGasJk9lc1sDpP25w\/Relazione%20Luciani-1.pdf\">Luciani, 2011<\/a>; <a href=\"https:\/\/www.einaudibologna.it\/vele\/94-approfondimenti\/1244-zagrebelsky-fondata-sul-lavoro.html\">Zagrebelsky, 2013<\/a>; <a href=\"https:\/\/www.academia.edu\/26070643\/Lavoro_principio_costituzionale_del_\">Benvenuti, 2009<\/a>); chiamata a pronunciarsi sull\u2019abrogabilit\u00e0 dell\u2019art. 18 Statuto lav., la Corte riconobbe che quest\u2019ultimo \u00ab\u00e8 indubbiamente manifestazione di quell\u2019indirizzo di <em>progressiva garanzia<\/em> del diritto al lavoro previsto dagli artt. 4 e 35 della Costituzione, che ha portato, nel tempo, ad introdurre temperamenti al potere di recesso del datore di lavoro, secondo garanzie affidate alla discrezionalit\u00e0 del legislatore\u00bb (sent. n. 46 del 2000, \u00a7 5, corsivi aggiunti). E per\u00f2 quella discrezionalit\u00e0 pu\u00f2 anche retrocedere dalla pi\u00f9 piena attuazione costituzionale a una meno piena, passando da una <em>garanzia progressiva<\/em> a una\u2026 <em>regressiva<\/em> dei diritti fondamentali garantiti in Costituzione, primo fra tutti il diritto al lavoro (v., criticamente, F. Modugno, <em>Ancora una \u00abrassegna\u00bb sull\u2019ammissibilit\u00e0 dei \u00abreferendum\u00bb abrogativi, dopo venti anni<\/em>, in <em>Giur. cost<\/em>. 2011\/3, p. 1823; C. De Fiores, <em>L&#8217;incoerente decisione della Corte costituzionale sulla libert\u00e0 di licenziare<\/em>, in <em>Giur. it<\/em>. 2000, c. 1552). Ed \u00e8 la stessa Corte, non si sa se costernata o sardonica, a segnalarci, 24 anni dopo quella fatidica decisione, che la garanzia della reintegrazione \u00abpareva una conquista irretrattabile di tutela nei confronti dei licenziamenti illegittimi\u00bb (sent. n. 7 del 2024, \u00a7 4.1). Da un programma di emancipazione del lavoro, la Costituzione si ridimensiona a un insieme di garanzie <em>minime<\/em> dei diritti dei lavoratori, il cui livello \u00e8 rimesso in seconda battuta al prudente apprezzamento della stessa Corte (<a href=\"https:\/\/www.unilibro.it\/libro\/modugno-f-cur-zagrebelsky-g-cur-\/tortuose-vie-dell-ammissibilita-referendaria-atti-seminario-roma-14-luglio-2000-\/9788834810309\">Grosso, 2001<\/a>, p. 268). La sentenza n. 46 del 2000 giunge dopo che, per tutti gli anni Novanta, era passato il messaggio, basato su dottrine economiche mai suffragate empiricamente, per cui i lavoratori occupati stabilmente erano il principale nemico dei disoccupati, stravolgendo l\u2019idea progressista per cui i primi avrebbero dovuto costituire la componente pi\u00f9 avanzata dei salariati sul fronte del conflitto distributivo (<a href=\"https:\/\/www.meltemieditore.it\/catalogo\/la-scomparsa-della-sinistra-europa\/\">Barba, Pivetti<\/a>, 2016, p. 156).<\/p>\n<p>Nondimeno, le virt\u00f9 del bilanciamento dei diritti costituzionali consentono alle Corti di barcamenarsi e di non rinnegare il fondamento testuale della propria legittimazione. Il diritto al lavoro, per il \u00abforte coinvolgimento della persona umana\u00bb, viene ancora definito come \u00abfondamentale\u00bb dalla Corte (sent. n. 194 del 2018, \u00a7 9.1; n. 7 del 2024, \u00a7 18.1). E, tuttavia, all\u2019esito del bilanciamento dei valori sottesi al diritto al lavoro (art. 4 Cost.) e alla libert\u00e0 d\u2019impresa (art. 41 Cost.) non risulta precluso al legislatore forfettizzare il diritto fondamentale in questione, purch\u00e9 il ristoro monetario sia sufficientemente adeguato e dissuasivo (<em>ibidem<\/em>). Meglio sarebbe stato palesare che a essere fondamentale \u00e8 (anche) la libert\u00e0 d\u2019impresa (nonostante la diversa collocazione e il ben diverso tenore dell\u2019art. 41 Cost.), e che il legislatore neoliberale ha ritenuto <em>nella maggioranza dei casi<\/em> di licenziamento quest\u2019ultima <em>pi\u00f9 fondamentale<\/em> del diritto al lavoro. Perch\u00e9 la tutela meramente risarcitoria di diritti <em>davvero<\/em> fondamentali non dovrebbe essere ammessa, quando l\u2019utilit\u00e0 dedotta nell\u2019obbligazione risulti ancora conseguibile attraverso la cooperazione dell\u2019obbligato, al quale non dovrebbe riconoscersi il potere di scegliere se forfettizzare o meno il frutto di una sua decisione arbitraria (<a href=\"http:\/\/www.soluzionilavoro.it\/2019\/07\/31\/rivista-italiana-di-diritto-del-lavoro-n-2-2019\/\">Bavaro, 2019<\/a>, p. 195). \u00abIl recesso si compie per la sola volont\u00e0 del datore di lavoro, previa monetizzazione del posto di lavoro soppresso; volont\u00e0 di potenza della ragione aziendale\u00bb (<em>ibidem<\/em>). \u00abIl meta-valore del bilanciamento (\u2026) \u00e8 la foglia di fico che non fa decidere, che non afferma n\u00e9 nega\u00bb, che ammalia attraverso l\u2019argomentazione della motivazione, mentre una <em>dottrina dei valori deve risolversi in una decisione<\/em> (<em>ibidem<\/em>, p. 184). E quella decisione viene presa <em>secondo una gerarchia di valori<\/em> frutto di rapporti materiali (<em>ibidem<\/em>, p. 185; <a href=\"https:\/\/www.quodlibet.it\/libro\/9788874626618\">Cavallaro, 2015<\/a>, p. 76; Losurdo, 2022, cit., p. 387). Rapporti materiali che assai difficilmente potranno venir ribaltati (solo) ricorrendo alla c.d. <em>strategic litigation<\/em>, fatta di ricorsi sapientemente mirati dinanzi all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria o quasi-giudiziaria nazionale, sovranazionale e internazionale. Non quando l\u2019egemonia \u00e8 passata dall\u2019altra parte, quando il soggetto del conflitto \u00e8 stato neutralizzato attraverso il vincolo esterno della politica monetaria e dell\u2019iper-liberalizzazione dei capitali. Che, invece, se assistita da quell\u2019egemonia, la <em>strategic litigation<\/em> i suoi frutti li d\u00e0, eccome! Basti pensare a come la Corte di giustizia abbia proattivamente risposto alle sollecitazioni del capitale (almeno dalla fine degli anni Settanta), trasformando le libert\u00e0 di circolazione (specie dei capitali) in libert\u00e0 fondamentali investite della <em>missione costituente<\/em> di far avanzare l\u2019integrazione europea attraverso l\u2019unificazione dei mercati, la <em>deregulation<\/em> e il \u201c<em>law shopping<\/em>\u201d (<a href=\"https:\/\/giurcost.org\/contents\/media\/posts\/23626\/bin.pdf\">Bin, 2024<\/a>).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">*<\/a> Contributo gi\u00e0 pubblicato su <a href=\"https:\/\/fuoricollana.it\/\"><em>Fuoricollana.it<\/em><\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Andrea Guazzarotti* 1. Forfettizzare la dignit\u00e0 del lavoro. Due mensilit\u00e0 dell\u2019ultima retribuzione per ogni anno di servizio: a parte i casi pi\u00f9 gravi (e pi\u00f9 rari), questo vale(va) la dignit\u00e0 del lavoratore ingiustamente violata da un licenziamento illegittimo secondo il Jobs Act del governo Renzi (d.lgs. n. 23 del 2015). Ancora meno vale nelle &#8230; <a title=\"La materialit\u00e0 dei diritti sul banco del Jobs Act\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.lacostituzione.info\/index.php\/2024\/02\/17\/la-materialita-dei-diritti-sul-banco-del-jobs-act\/\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n<div class='heateorSssClear'><\/div><div  class='heateor_sss_sharing_container heateor_sss_horizontal_sharing' data-heateor-sss-href='https:\/\/www.lacostituzione.info\/index.php\/2024\/02\/17\/la-materialita-dei-diritti-sul-banco-del-jobs-act\/'><div class='heateor_sss_sharing_title' style=\"font-weight:bold\" >Condividi!<\/div><div class=\"heateor_sss_sharing_ul\"><a aria-label=\"Facebook\" class=\"heateor_sss_facebook\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer\/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.lacostituzione.info%2Findex.php%2F2024%2F02%2F17%2Fla-materialita-dei-diritti-sul-banco-del-jobs-act%2F\" title=\"Facebook\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\" 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