{"id":9141,"date":"2024-04-07T15:47:04","date_gmt":"2024-04-07T13:47:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lacostituzione.info\/?p=9141"},"modified":"2024-04-07T22:55:16","modified_gmt":"2024-04-07T20:55:16","slug":"per-una-scuola-costituzionalmente-orientata-il-caso-valditara-vs-istituto-di-pioltella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lacostituzione.info\/index.php\/2024\/04\/07\/per-una-scuola-costituzionalmente-orientata-il-caso-valditara-vs-istituto-di-pioltella\/","title":{"rendered":"Per una scuola &#8220;costituzionalmente orientata&#8221;: il caso Valditara vs Istituto di Pioltello"},"content":{"rendered":"\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"9145\" data-permalink=\"https:\/\/www.lacostituzione.info\/index.php\/2024\/04\/07\/per-una-scuola-costituzionalmente-orientata-il-caso-valditara-vs-istituto-di-pioltella\/classi-2\/#main\" data-orig-file=\"https:\/\/www.lacostituzione.info\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/classi-1.jpeg\" data-orig-size=\"284,178\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"classi\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/www.lacostituzione.info\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/classi-1.jpeg\" data-large-file=\"https:\/\/www.lacostituzione.info\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/classi-1.jpeg\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-9145\" src=\"http:\/\/www.lacostituzione.info\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/classi-1-150x150.jpeg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/>di <strong>Serena Buccino<\/strong><\/p>\n<p>Esistono linee guida da seguire per una \u201cscuola costituzionalmente orientata\u201d? La vicenda delle ultime settimane, imperniata sull\u2019interlocuzione tra il Ministro dell\u2019Istruzione e del merito e l\u2019Istituto comprensivo del Comune di Pioltello (MI), richiede riflessioni a doppio binario, su un piano normativo prima che istituzionale.<!--more--><\/p>\n<p>Con delibera n. 14 del 19 maggio 2023, il Consiglio d\u2019Istituto della Scuola \u201cIqbal Masih\u201d ha incluso, tra le sospensioni delle attivit\u00e0 didattiche del calendario scolastico, il giorno coincidente con la festa di fine Ramadan.<\/p>\n<p>Sul punto, \u00e8 opportuna una prima disamina normativa, necessaria a dipanare i dubbi circa la fondatezza dei supposti profili di illegittimit\u00e0 della delibera. La deroga deliberata dal Consiglio d\u2019istituto si pone in piena coerenza con l\u2019<a href=\"https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/id\/1999\/08\/10\/099G0339\/sg\">art. 5, comma 2, del D.P.R. 8 marzo 1999 n. 275<\/a>, recante la facolt\u00e0 in capo agli istituti scolastici di apportare, nell\u2019esercizio della propria autonomia, degli adattamenti rispetto alla \u201c<em>determinazione del calendario scolastico<\/em>\u201d, sussumibile, ai sensi dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.normattiva.it\/atto\/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1998-04-21&amp;atto.codiceRedazionale=098G0159&amp;atto.articolo.numero=0&amp;atto.articolo.sottoArticolo=1&amp;atto.articolo.sottoArticolo1=0&amp;qId=3cbeb4c6-39fc-45cd-851e-e407a54205ac&amp;tabID=0.40825195855341523&amp;title=lbl.dettaglioAtto\">art. 138, comma 1, lett. <em>d)<\/em> del D. Lgs. n. 31 marzo 1998, n. 112,<\/a> alle funzioni amministrative delle Regioni.\u00a0Tanto \u00e8 vero che, con <a href=\"https:\/\/www.regione.lombardia.it\/wps\/wcm\/connect\/3793b98e-9dfc-4843-bc25-d1208d0c3f7e\/Nota+Calendario+Scolastico-2023+2024_sottoscritta.pdf?MOD=AJPERES&amp;CACHEID=ROOTWORKSPACE-3793b98e-9dfc-4843-bc25-d1208d0c3f7e-ow6hS28\" class=\"broken_link\">delibera del 20 aprile 2023<\/a>, la Giunta della Regione Lombardia aveva chiuso il calendario didattico per l\u2019anno scolastico 2023\/24 con la consueta chiosa secondo la quale: <em>\u201cLe Istituzioni scolastiche e formative, nel rispetto del monte ore annuale previsto per le singole discipline ed attivit\u00e0 obbligatorie, possono disporre gli opportuni adattamenti del Calendario Scolastico d\u2019Istituto \u2013 debitamente motivati e deliberati \u2013 comunicandoli tempestivamente alle famiglie entro l\u2019avvio delle lezioni.\u201d<\/em><\/p>\n<p>A discapito della linearit\u00e0 e della conformit\u00e0 al criterio di competenza dei due provvedimenti, a pochi giorni dalla Pasqua cristiana, il Ministro dell\u2019Istruzione e del merito, On. Valditara, non limitandosi a prendere le distanze dalla scelta adottata dall\u2019Istituto scolastico in parola, paventava un asserito attentato alle radici costituzionali dello Stato italiano e avviava, di conseguenza, un procedimento di verifica delle motivazioni a conforto della determinazione derogatoria, sostenendone la dubbia compatibilit\u00e0 con l\u2019ordinamento.\u00a0Sulla scorta di simili argomentazioni, altri deputati avrebbero condiviso la preoccupazione del Ministro per il presunto \u201c<em>processo di islamizzazione<\/em>\u201d che la chiusura scolastica per la fine del Ramadan implicherebbe, a cui si accompagnerebbe, per converso, un arretramento della propria identit\u00e0 nazionale, offendendo cos\u00ec l\u2019assetto valoriale auspicato per l\u2019Italia e per l\u2019Europa.<\/p>\n<p>A fronte di una simile reazione, sia il dirigente dell\u2019Istituto scolastico, sia la sindaca del comune di Pioltello hanno prontamente evidenziato come la scelta fosse giustificata dalla presenza cospicua, pari al 40%, di studenti di religione musulmana (su un totale di circa 1.300 iscritti), i quali, stante l\u2019importanza della ricorrenza in questione, si sarebbero verosimilmente assentati dalle lezioni del giorno 10 aprile 2024, impattando cos\u00ec sull\u2019efficienza dell\u2019offerta formativa.\u00a0Invero, muovendo dal principio di uguaglianza, potrebbe dirsi che sarebbe stata una scelta di segno opposto \u2013 ossia il mantenimento dell\u2019ordinario calendario didattico \u2013 a segnare una torsione del principio di ragionevolezza <em>a contrario<\/em>, stante l\u2019inefficacia, l\u2019inefficienza e\/o il cattivo andamento ex art. 97 Cost. dell\u2019amministrazione scolastica, se si fossero effettivamente tenute delle lezioni per classi notevolmente decimate della maggior parte dei discenti.<\/p>\n<p>Il parametro quantitativo fornito come giustificazione dai referenti scolastici, certamente necessario ad integrare le motivazioni a conforto dell\u2019adattamento deliberato dal Consiglio d\u2019Istituto, merita tuttavia di esser letto come <em>uno<\/em> dei dati di un\u2019interpretazione che dovrebbe essere sistemica e, cio\u00e8, improntata a un approccio inclusivo, integrazionista, pluralista, come si addice ad una scuola \u201ccostituzionalmente orientata\u201d.\u00a0D\u2019altro canto, \u00e8 lo stesso <a href=\"https:\/\/www.normattiva.it\/uri-res\/N2Ls?urn:nir:presidente.repubblica:decreto:1999;275\">DPR n. 275 del 1999<\/a> che, all\u2019art. 3, comma 2, stabilisce che il Piano dell\u2019offerta formativa debba <em>\u201criflette[re] le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realt\u00e0 locale<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Non a caso, presso alcuni paesi a bassa densit\u00e0 demografica di Regioni meridionali, \u00e8 prassi consolidata la chiusura degli Istituti comprensivi scolastici in occasione, ad esempio, di sagre o festivit\u00e0 folkloristiche locali. In tali casi, considerato il potenziale assenteismo di massa, vuoi per motivi di viabilit\u00e0, vuoi per l\u2019impegno attivo degli studenti nell\u2019organizzazione delle attivit\u00e0 di tali giornate, particolarmente sentite a livello locale, le scuole sono solite disporre la sospensione delle attivit\u00e0 didattiche, proprio in virt\u00f9 della discrezionalit\u00e0 derivante dalla loro autonomia.\u00a0Eppure, nessun rilievo \u00e8 mai stato mosso alla meritevolezza dei motivi di queste scelte adottate. Deve, dunque, dedursi che diversa \u00e8 la <em>dignit\u00e0 attribuita alle tradizioni in base alla provenienza delle stesse<\/em>, confermando un atteggiamento, da un lato, di idiosincrasia verso i costumi allogeni e, dall\u2019altro, di difesa verso le consuetudini interne da preservare.<\/p>\n<p>\u00c8 a questo punto necessario sottolineare come \u201c<em>le pratiche e l\u2019osservanza dei riti<\/em>\u201d siano espressamente contemplate dall\u2019art. 10 della Carta dei diritti fondamentali dell\u2019Unione europea e dall\u2019art. 9 CEDU, quale declinazione tipica della libert\u00e0 di pensiero, di coscienza e di religione, oltre che della libert\u00e0 di culto costituzionalmente garantita dall\u2019art. 19 Cost.<\/p>\n<p>Inoltre, per quanto concerne l\u2019asserita violazione della competenza regionale da parte del Consiglio d\u2019Istituto, la tenuta dell\u2019argomentazione del Ministro appare fragile.\u00a0Sul punto, il TAR Veneto (<a href=\"https:\/\/view.officeapps.live.com\/op\/view.aspx?src=https%3A%2F%2Fportali.giustizia-amministrativa.it%2Fportale%2Fpages%2Fistituzionale%2Fvisualizza%3FnodeRef%3D%26schema%3Dtar_ve%26nrg%3D200702607%26nomeFile%3Dve_200900330_SE.DOC%26subDir%3DProvvedimenti&amp;wdOrigin=BROWSELINK\">III sez., sent. 330\/2009<\/a>), interrogato sul potere di adattamento e sulle eventuali variazioni delle giornate di vacanza giustificate da specifiche situazioni di carattere locale, ha posto l\u2019accento sulla difficolt\u00e0 di individuare un criterio certo per reputare se dette variazioni costituiscano \u201c<em>un legittimo adattamento<\/em>\u201d ovvero una lesione dei poteri organizzativi della Regione. La conclusione cui \u00e8 giunto il Giudice Amministrativo ha riconosciuto alle istituzioni scolastiche importanti margini discrezionali di discostamento dal calendario fissato a livello regionale, in quanto, fermo restando il puntuale obbligo di motivazione della delibera sugli adattamenti, il solo limite che \u00e8 possibile dedurre dalle norme <em>de quibus<\/em> \u00e8 quello relativo al monte ore annuale di attivit\u00e0 didattica \u2013 pari a 200 giorni \u2013 e alla distribuzione dell\u2019attivit\u00e0 didattica in non meno di cinque giorni settimanali.<\/p>\n<p>Altres\u00ec, a fornire un ausilio interpretativo guardando al fine della normativa, soccorre <a href=\"https:\/\/www.normattiva.it\/uri-res\/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1997-03-15;59!vig=\">l\u2019art. 21, commi 8 e 9, della L. n. 59 del 1997<\/a>, che, nel delineare le finalit\u00e0 cui l\u2019autonomia scolastica deve essere preordinata, recita: \u201c<em>L&#8217;autonomia organizzativa \u00e8 finalizzata alla realizzazione della flessibilit\u00e0, della diversificazione, dell&#8217;efficienza e dell&#8217;efficacia del servizio scolastico, alla integrazione e al miglior utilizzo delle risorse e delle strutture, \u2026 al coordinamento con il contesto territoriale. Essa si esplica liberamente, anche mediante superamento dei vincoli in materia di unit\u00e0 oraria della lezione, [\u2026] secondo finalit\u00e0 di ottimizzazione delle risorse umane, finanziarie, tecnologiche, materiali e temporali, fermi restando i giorni di attivit\u00e0 didattica annuale previsti a livello nazionale [\u2026]<\/em> <em>nel rispetto della libert\u00e0 di insegnamento, della libert\u00e0 di scelta educativa da parte delle famiglie e del diritto ad apprendere.<\/em>\u201d<\/p>\n<p>Ebbene, da tutte queste fonti emerge chiaramente la valorizzazione del legame con il territorio, quale espressione, se si vuole, anche dei principi costituzionali di differenziazione e adeguatezza <em>ex<\/em> art. 118 Cost., preordinati proprio all\u2019esaltazione, invece che alla penalizzazione, delle peculiarit\u00e0 territoriali.<\/p>\n<p>Altrettanto chiaramente emerge, inoltre, lo spirito pluralistico che dovrebbe animare l\u2019Istituzione scolastica, tanto pi\u00f9 se si vuol \u201cscomodare\u201d il tanto delicato quanto scivoloso principio di laicit\u00e0 dello Stato italiano.\u00a0Il fattore religioso muove, infatti, dalla dimensione personale della spiritualit\u00e0 per esprimersi nei vari ambiti esistenziali e politico-sociali in cui il soggetto \u00e8 calato. Di qui, la proiezione dallo spazio privato a quello pubblico investe in tutta la sua problematicit\u00e0 la condotta dei pubblici poteri, chiamati a farsi rappresentanti dell\u2019eterogeneit\u00e0. Se si sposa, infatti, la qualificazione dell\u2019Italia come Stato laico (<a href=\"https:\/\/www.cortecostituzionale.it\/actionSchedaPronuncia.do?anno=1989&amp;numero=203\">Corte cost., sent. n. 203\/1989<\/a>), ne discende un vincolo di modellare la condotta degli apparati pubblici ad un ideale di neutralit\u00e0. Neutralit\u00e0 che, per uno Stato dall\u2019innegabile ed insopprimibile matrice cattolica come l\u2019Italia, non potr\u00e0 che manifestarsi in un bilanciamento sempre dinamico tra salvaguardia delle radici identitarie e garanzia del pluralismo.<\/p>\n<p>Sennonch\u00e9, nel momento in cui l\u2019apertura all\u2019espressione religiosa altrui necessita di un arretramento della cultura dominante per porsi sullo stesso piano, incombente diviene il timore della contaminazione derivante dalla sintesi culturale. Di qui, l\u2019equivoco in cui \u00e8 facile cadere \u00e8 credere che il processo di secolarizzazione imponga una negazione o ripudio intransigente della propria storia religiosa, quando invece alla logica della <em>dominanza<\/em> andrebbe sostituita quella della <em>giustapposizione<\/em>.<\/p>\n<p>La laicit\u00e0 istituzionale non esige, infatti, una decontaminazione delle appartenenze dallo spazio pubblico, ma piuttosto un serio impegno a coniare un gergo pluralistico, in cui le diverse identit\u00e0 possano convivere, senza schiacciarsi. In tale prospettiva, apprestare la maggior tutela alla libert\u00e0 di religione ex artt. 3, 8, 19 Cost. si rivela la pi\u00f9 autentica declinazione del principio di eguaglianza sostanziale, quale architrave del costituzionalismo moderno.\u00a0Cos\u00ec facendo, a fronte di un\u2019eterogeneit\u00e0 di identit\u00e0 pulsanti, <em>\u201cl\u2019uguaglianza autenticamente laica dovr\u00e0 presentarsi come culturalmente equi-rappresentativa ed equi-responsiva<\/em>\u201d (M. Ricca).<\/p>\n<p>Ci\u00f2 premesso, il secondo ordine di riflessioni va svolto sul piano politico-istituzionale. L\u2019uso strumentale e condizionante di argomentazioni religiose appare congeniale a mantenere un approccio politico prudenziale, conservatore e volto, tra le altre cose, a consolidare l\u2019asimmetria religiosa suggellata agli artt. 7 e 8 Cost.\u00a0Da questo punto di vista, le aule scolastiche si sono da sempre confermate quali arene privilegiate per affrontare le questioni relative alla laicit\u00e0: dall\u2019annosa <em>querelle<\/em> sull\u2019esposizione del crocifisso, alla obbligatoriet\u00e0 dell\u2019insegnamento della religione cattolica, alla revoca dell\u2019idoneit\u00e0 di un\u2019insegnante di religione in quanto incinta ma non coniugata (cfr. C. App. Firenze, 29 novembre 2000).<\/p>\n<p>Certamente a rendere la sede scolastica il perno di simili polemiche vi \u00e8 la piena consapevolezza che essa costituisce una vera e propria officina di produzione culturale, idonea ad innescare i processi di maturazione collettiva, nonch\u00e9 di responsabilizzazione intergenerazionale, profilandosi peraltro quale prima <em>formazione sociale<\/em> per i bambini dopo il nucleo familiare di appartenenza.\u00a0Per cui, a rendere politicamente \u201cappetibile\u201d la notizia della chiusura scolastica in occasione della fine del Ramadan \u2013 che, a ben vedere, non dovrebbe suonare cos\u00ec scandalosa ai giorni nostri &#8211; potrebbe essere il delicatissimo intreccio di temi che possono essere funzionalizzati alle idee politiche dell\u2019attuale maggioranza. Basti pensare alla logica securitaria che da anni governa la politica migratoria, che ci si ostina a fronteggiare con interventi di volta in volta episodici ed emergenziali, prescindendo dalla natura strutturale e permanente del fenomeno<em>. <\/em>Se a questa si aggiunge il richiamo che pu\u00f2 avere la (supposta) esigenza di tutelare i bambini tra le pareti \u201cprotette\u201d di un\u2019aula scolastica, si comprendono meglio le suggestioni che possono aver scosso il Ministro dell\u2019istruzione e del merito.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 anche a discapito della solidariet\u00e0 manifestata dal Presidente della Repubblica, nei confronti dell\u2019Istituto scolastico di Pioltello, proprio mentre nelle aule parlamentari veniva avanzata un\u2019interrogazione nei confronti dell\u2019On. Valditara, per scandagliare ulteriormente i supposti profili di illegittimit\u00e0 delle motivazioni recate dalla <a href=\"https:\/\/cspace.spaggiari.eu\/pub\/MIME0066\/calendario\/Circ.%20208%20comunicazione%20calendario%20scolastico%20a.s.%202023_2024%20-%20rettifica%20.docx.pdf?_t=1711457044\">nuova delibera del Consiglio d\u2019istituto<\/a>, confermativa della precedente scelta.<\/p>\n<p>La risposta delle Istituzioni \u00e8 stata, ancora una volta, di corto respiro. Si \u00e8 ipotizzato di imporre un tetto massimo del 20% di alunni stranieri per classe, in ragione della \u201cridotta comprensione dell\u2019italiano\u201d. Anzitutto, tale automatismo appare riduttivo e pregiudizievole, considerato l\u2019elevato numero di stranieri nati in Italia e che qui hanno compiuto interi cicli di istruzione, manchevoli del solo <em>status<\/em> della cittadinanza italiana. In secondo luogo, trattasi dell\u2019ennesima logica escludente ed autoreferenziale che si sostituirebbe a dinamiche pi\u00f9 inclusive. Ancora una volta, cio\u00e8, la reazione politica alle sporadiche e timide aperture al pluralismo ideologico-religioso \u00e8 quella di etichettarle come scandalose forme di \u201carretramento\u201d e di appellarsi, contestualmente, ad improprie e discutibili interpretazioni dei valori costituzionali, travisati e all\u2019occorrenza riadattati.<\/p>\n<p>In conclusione, affinch\u00e9 la scuola si faccia veicolo dell\u2019impegno all\u2019interculturalismo che lo Stato, in quanto laico, si assume, appare opportuno cominciare a rendere effettiva la portata dell\u2019art. 3, comma 2 Cost., anche attraverso i discostamenti dal (<em>rectius<\/em>, adattamenti al) calendario scolastico, tarato sulle tradizioni religiose nazionali, dimostrando cos\u00ec non gi\u00e0 un regresso, bens\u00ec una capacit\u00e0 di leggere la realt\u00e0 materiale in modo \u201ccostituzionalmente orientato\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 la scuola, d\u2019altronde, la cruna da cui passa il testimone dei valori civici che la Costituzione impone, nonch\u00e9 il campo in cui si gioca la partita del pluralismo o del monismo valoriale, della flessibilit\u00e0 o della rigidit\u00e0 ideologica, della convivenza o dell\u2019intolleranza religiosa.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Serena Buccino Esistono linee guida da seguire per una \u201cscuola costituzionalmente orientata\u201d? La vicenda delle ultime settimane, imperniata sull\u2019interlocuzione tra il Ministro dell\u2019Istruzione e del merito e l\u2019Istituto comprensivo del Comune di Pioltello (MI), richiede riflessioni a doppio binario, su un piano normativo prima che istituzionale.<\/p>\n<div class='heateorSssClear'><\/div><div  class='heateor_sss_sharing_container heateor_sss_horizontal_sharing' data-heateor-sss-href='https:\/\/www.lacostituzione.info\/index.php\/2024\/04\/07\/per-una-scuola-costituzionalmente-orientata-il-caso-valditara-vs-istituto-di-pioltella\/'><div class='heateor_sss_sharing_title' style=\"font-weight:bold\" >Condividi!<\/div><div class=\"heateor_sss_sharing_ul\"><a aria-label=\"Facebook\" class=\"heateor_sss_facebook\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer\/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.lacostituzione.info%2Findex.php%2F2024%2F04%2F07%2Fper-una-scuola-costituzionalmente-orientata-il-caso-valditara-vs-istituto-di-pioltella%2F\" title=\"Facebook\" rel=\"nofollow noopener\" 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