{"id":9261,"date":"2024-08-05T09:50:32","date_gmt":"2024-08-05T07:50:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lacostituzione.info\/?p=9261"},"modified":"2024-08-05T09:50:47","modified_gmt":"2024-08-05T07:50:47","slug":"la-corte-costituzionale-interviene-sui-diritti-delle-persone-trans-cosa-cambia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lacostituzione.info\/index.php\/2024\/08\/05\/la-corte-costituzionale-interviene-sui-diritti-delle-persone-trans-cosa-cambia\/","title":{"rendered":"La Corte costituzionale interviene sui diritti delle persone trans: cosa cambia?"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"9262\" data-permalink=\"https:\/\/www.lacostituzione.info\/index.php\/2024\/08\/05\/la-corte-costituzionale-interviene-sui-diritti-delle-persone-trans-cosa-cambia\/picture1\/#main\" data-orig-file=\"https:\/\/www.lacostituzione.info\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Picture1.png\" data-orig-size=\"506,534\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Picture1\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/www.lacostituzione.info\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Picture1-284x300.png\" data-large-file=\"https:\/\/www.lacostituzione.info\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Picture1.png\" class=\"aligncenter size-thumbnail wp-image-9262\" src=\"http:\/\/www.lacostituzione.info\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Picture1-150x150.png\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/>di <strong>Nicola Posteraro<\/strong><\/p>\n<p>Le persone non binarie esistono: ce lo conferma al massimo livello la Corte costituzionale, che, con una importante sentenza del 23 luglio 2024 (la n. 143), ha deciso le due questioni di legittimit\u00e0 costituzionale inerenti ai percorsi di affermazione di genere sollevate dal Tribunale di Bolzano (II sezione civile) con ordinanza del 12 gennaio 2024<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>.<!--more--><\/p>\n<p>Con questa pronuncia, il giudice delle leggi, sulla scorta delle evidenze medico-scientifiche e delle esperienze maturate sul punto da altri Paesi<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>, ammette espressamente che un individuo, percependo di non appartenere n\u00e9 al sesso femminile, n\u00e9 a quello maschile, possa avvertire l\u2019esigenza di essere riconosciuto in un\u2019identit\u00e0 \u201caltra\u201d. E la conferma non \u00e8 di poco conto, posto che, in effetti, anche se la psicologia sociale ha ormai acquisito una concezione non binaria dell\u2019identit\u00e0 di genere, sul condiviso presupposto che il genere stesso non sia determinato unicamente dal dato morfologico e cromosomico, ma altres\u00ec da fattori sociali e psicologici<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]\\<\/a>, il diritto non si \u00e8 finora mai preoccupato di intervenire con il fine di riconoscere piena ed effettiva cittadinanza a queste persone.<\/p>\n<p>Se \u00e8 vero che, come sottolineato dalla stessa Corte, nei confronti di questa realt\u00e0 si manifesta una sempre pi\u00f9 avvertita sensibilit\u00e0 (si pensi alla pratica delle carriere <em>alias<\/em>, che consente agli interessati di assumere elettivamente, a fini amministrativi interni, anche un\u2019identit\u00e0 non binaria<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>), \u00e8 altrettanto vero che il nostro ordinamento \u00e8 rimasto nel tempo (ed \u00e8 ancora fortemente) ancorato a una logica rigidamente binaria.<\/p>\n<p>Ad avere chiesto l\u2019intervento della Corte costituzionale sulla questione \u00e8 stato il Tribunale di Bolzano, che si \u00e8 trovato a dovere decidere di un caso di \u201crettificazione\u201d anagrafica.\u00a0In Italia, infatti, come noto, le persone trans che vogliano ottenere dei documenti in linea con il proprio effettivo genere di appartenenza devono per legge rivolgersi a un Tribunale, in modo tale che lo stesso possa attribuire loro, con sentenza, un \u201csesso diverso da quello enunciato nell\u2019atto di nascita\u201d<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>.<\/p>\n<p>Nel caso di specie, una persona AFAB (<em>assigned female at birth<\/em>)<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>, riconoscendosi in un genere non binario, seppure incline al polo maschile, adiva il giudice (il Tribunale di Bolzano, appunto) per ottenere dei documenti in cui fosse indicato (non il sesso opposto a quello anagrafico assegnatole alla nascita, ma) un sesso \u201caltro\u201d, diverso da quelli tradizionalmente riconosciuti come assegnabili<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>.\u00a0Il Tribunale, assumendo che l\u2019attuale legge sull\u2019identit\u00e0 di genere (in particolare, l\u2019art. 1 della l. n. 164 del 1982) non consente di accogliere una domanda di rilascio di documenti su cui fare comparire un genere non binario, chiedeva l\u2019intervento della Corte costituzionale, ritenendo del tutto irragionevole una siffatta preclusione, siccome contrastante con gli artt. 2, 3, 32 e 117, primo comma, della Costituzione (quest\u2019ultimo in relazione all\u2019art. 8 della Convenzione europea dei diritti dell\u2019uomo), per la lesione inflitta all\u2019identit\u00e0, alla salute e al rispetto della vita privata e familiare della persona <a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>.<\/p>\n<p>Con questa sentenza, la Corte non ha dichiarato l\u2019illegittimit\u00e0 della norma censurata e ha quindi lasciato inalterato l\u2019attuale sistema fondato sul binarismo di genere. In particolare, ha ritenuto inammissibili le questioni sollevate dal Tribunale di Bolzano, siccome eccedenti il \u201c(\u2026) perimetro del [suo] sindacato (\u2026)\u201d.\u00a0Essa ha riconosciuto per\u00f2 l\u2019esistenza delle persone <em>non binary<\/em>, come rilevato <em>supra<\/em>, e ha segnalato al legislatore (da essa definito quale \u201cprimo interprete della sensibilit\u00e0 sociale\u201d) l\u2019opportunit\u00e0 di intervenire per evitare che questo mancato riconoscimento giuridico continui a generare una situazione di disagio idonea a condurre a delle disparit\u00e0 di trattamento e a una compromissione del benessere psicofisico di queste persone, ledendone la dignit\u00e0 e la salute.\u00a0<\/p>\n<p>Un passo avanti importante, quindi, che legittima una prospettiva che appare del tutto condivisibile: un ordinamento come il nostro, che riconosce centralit\u00e0 al principio personalistico, non pu\u00f2 restare impermeabile alle evoluzioni della societ\u00e0, ma deve al contrario preoccuparsi di \u201cnormarle\u201d per evitare di ledere valori di libert\u00e0 e dignit\u00e0 della persona umana.<\/p>\n<p>L\u2019auspicio a questo punto \u00e8 che il legislatore intervenga al pi\u00f9 presto.\u00a0Certamente, si tratta di un intervento che richiede un impegno importante e meditato: come sottolineato dalla Corte, infatti, l\u2019introduzione di un \u201cterzo genere di stato civile\u201d presuppone un ripensamento legislativo di sistema, visto che i vari settori dell\u2019ordinamento e i numerosi suoi istituti sono al momento regolati da una logica binaria. Si pensi al matrimonio, banalmente, o all\u2019unione civile, negozi riservati rispettivamente a persone di sesso diverso o dello stesso sesso.<\/p>\n<p>L\u2019operazione sar\u00e0 dunque giuridicamente difficile; richieder\u00e0 un certo sforzo, una certa fatica, una certa attenzione. Non si pu\u00f2 per\u00f2 rinunciare a priori a vincere questa sfida, solo perch\u00e9 complicata. Occorre al contrario impegnarsi per garantire tutela piena ed effettiva al diritto fondamentale all\u2019identit\u00e0 di genere delle persone non binarie; le quali continueranno a esistere, fintantoch\u00e9 la legge non interverr\u00e0 sul punto, solo nella realt\u00e0 sociale, e non anche in quella giuridica. Con tutto ci\u00f2 che ne conseguir\u00e0 sul piano pratico.<\/p>\n<p>Con questa sentenza del 23 luglio la Corte \u00e8 intervenuta anche su un\u2019altra questione, altrettanto importante: quella inerente alla necessit\u00e0 di ottenere una previa autorizzazione giudiziale per potere effettuare gli interventi chirurgici di affermazione di genere.\u00a0Nel caso concreto, la persona interessata aveva richiesto al Tribunale (non solo il cambio anagrafico, ma anche) l\u2019autorizzazione a sottoporsi a degli interventi chirurgici di affermazione di genere. In particolare, aveva chiesto che fosse riconosciuto il suo diritto di sottoporsi a ogni intervento chirurgico in senso gino-androide (innanzitutto, la mastectomia). Nel nostro Paese, infatti, chi voglia effettuare degli interventi chirurgici di affermazione di genere, ai sensi dell\u2019art. 31, comma 4, del d.lgs. 150 del 2011, deve ottenere una previa sentenza del giudice che la autorizzi a procedere in questo senso<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>.<\/p>\n<p>Il Tribunale di Bolzano ha chiesto alla Corte di valutare la compatibilit\u00e0 di questa prescrizione normativa con gli artt. 2, 3, 32 della Costituzione, ritenendo che la stessa comprima ingiustificatamente l\u2019autodeterminazione individuale e il diritto alla salute e che la scelta di chi voglia sottoporsi a un intervento chirurgico di affermazione di genere non possa essere trattata diversamente da quella assunta da chi debba sottoporsi a qualsiasi intervento chirurgico ugualmente demolitivo e per il quale non sia per\u00f2 richiesta alcuna previa autorizzazione giudiziale (si pensi a una vasectomia)<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>.<\/p>\n<p>La Corte, rilevato che la prescrizione normativa non pu\u00f2 ritenersi in s\u00e9 manifestamente irragionevole, siccome rientrante nei poteri discrezionali del legislatore, osserva che la previsione dell\u2019autorizzazione giudiziale \u201cper i trattamenti medico-chirurgici di adeguamento dei caratteri sessuali\u201d non ha eguali nel panorama comparatistico (che evidenzia \u201csemmai una progressiva focalizzazione sull\u2019autodeterminazione individuale\u201d) e non \u00e8 priva di tratti paternalistici, rispetto a persone maggiorenni e capaci di autodeterminarsi. Essa ritiene che la norma sia irragionevole nel momento in cui prescrive l\u2019autorizzazione al trattamento chirurgico in tutti quei casi in cui il giudice accerti che la persona trans abbia completato il proprio percorso di transizione e possa dunque disporre il rilascio del nuovi documenti: in questa ipotesi, infatti, un eventuale intervento chirurgico avverrebbe comunque dopo la gi\u00e0 disposta rettificazione (la quale, come noto, pu\u00f2 essere ormai accordata anche qualora la persona interessata a ottenere dei nuovi documenti non abbia ancora effettuato &#8211; e non abbia alcuna intenzione di effettuare &#8211; un intervento chirurgico di affermazione di genere)<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>. La Corte afferma quindi che l\u2019autorizzazione prevista dalla disposizione censurata ha perduto \u201cogni ragion d\u2019essere al cospetto di un percorso di transizione gi\u00e0 sufficientemente avanzato\u201d<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>.\u00a0<\/p>\n<p>Si legge invero nei commenti di queste prime ore che grazie alla sentenza in commento l\u2019autorizzazione a effettuare gli interventi chirurgici di affermazione di genere oggi non serve pi\u00f9.\u00a0Una lettura attenta della pronuncia induce in realt\u00e0 a essere pi\u00f9 cauti.\u00a0Un conto \u00e8 dire che si pu\u00f2 accedere liberamente agli interventi di chirurgia di affermazione di genere in Italia qualora sia stata accolta la domanda di \u201crettificazione anagrafica\u201d; un altro \u00e8 dire che si pu\u00f2 sempre accedere liberamente ai suddetti interventi, anche qualora la suddetta domanda non sia stata ancora (avanzata, ovvero) accolta.\u00a0Nella prima prospettiva, \u00e8 infatti comunque richiesta una previa verifica da parte del giudice, che, all\u2019esito di un accertamento rigoroso (non solo della seriet\u00e0 e univocit\u00e0 dell\u2019intento, ma anche) dell\u2019intervenuta oggettiva transizione dell\u2019identit\u00e0 di genere<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a>, sia atta ad attestare che la persona abbia effettivamente \u201ccompletato\u201d il proprio percorso e abbia quindi diritto a riconoscersi nel genere di appartenenza.<\/p>\n<p>Questo vuol dire, ad esempio, che:<\/p>\n<p>a) una persona <em>AFAB<\/em> che voglia effettuare un intervento di mastectomia dovr\u00e0 comunque ottenere il cambio anagrafico, se vorr\u00e0 effettuare l\u2019intervento chirurgico suddetto senza sottoporsi al previo scrutinio del giudice;<\/p>\n<p>b) una persona <em>AFAB<\/em> non binaria sar\u00e0 costretta a effettuare il su richiamato cambio anagrafico, se vorr\u00e0 effettuare un intervento chirurgico di affermazione di genere senza rivolgersi previamente al giudice; e quindi che, in questo caso, almeno fintantoch\u00e9 il legislatore non interverr\u00e0 sulla logica binaria, dovr\u00e0 necessariamente riconoscersi nel genere opposto a quello correlato al sesso assegnatole alla nascita, aderendo alla suddetta logica binaria. Da questo punto di vista, la decisione assunta dal giudice delle leggi con riguardo alla prima questione limita e circoscrive evidentemente gli effetti della decisione da esso assunta con riguardo alla seconda.<\/p>\n<p>Si dovr\u00e0 dunque riflettere su cosa praticamente potr\u00e0 cambiare, ora.\u00a0Si tratta di una decisione che necessita di essere analizzata con attenzione e con rigore scientifico, per il tramite di un confronto con studiosi e professionisti impegnati nell\u2019approfondimento di queste tematiche.\u00a0Pare a chi scrive che la pronuncia, letta in questi termini, abbia comunque il merito di elidere (parte) di quello stigma sociale di cui sono vittime le persone trans e di impattare positivamente sul benessere psico-fisico di queste ultime: esse, in tal modo, quantomeno qualora abbiano gi\u00e0 ottenuto il cambio anagrafico, sanno ora di non dovere (pi\u00f9) subire una (ulteriore) intromissione di estranei nelle scelte che attengono alla tutela della propria identit\u00e0.<\/p>\n<p>Inoltre, con una decisione di tal fatta sembra potersi dire che la Corte riconosca che, ad avvenuta e accertata transizione, l\u2019intervento chirurgico di affermazione di genere sia di per s\u00e9 legittimo, bench\u00e9 demolitivo, proprio siccome atto a garantire il benessere psico-fisico della persona trans che ha gi\u00e0 completato il proprio percorso di transizione: il che dovrebbe pure garantire che l\u2019intervento chirurgico effettuato senza previa autorizzazione giudiziale continui a rimanere a carico del SSN.<\/p>\n<p>Si dovr\u00e0 comunque verificare in concreto come le strutture sanitarie recepiranno questa decisione della Corte: l\u2019auspicio \u00e8 che non si oppongano ingiustamente a richieste di intervento avanzate da persone trans che non esibiscano una sentenza del giudice atta ad autorizzarle espressamente a effettuare i richiesti interventi.\u00a0Per evitare questo pericolo, occorre che della pronuncia e dei suoi contenuti sia data una corretta e capillare diffusione.<\/p>\n<p>&#8212; Note<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Con l\u2019ordinanza, il Tribunale di Bolzano (su cui A. Figone, Identit\u00e0 non binarie: si chiede l\u2019intervento della Corte costituzionale, in IUS Famiglie, luglio 2024) ha sollevato questioni di legittimit\u00e0 costituzionale dell\u2019art. 1 della legge 14 aprile 1982, n. 164 (Norme in materia di rettificazione di attribuzione di sesso) e dell\u2019art. 31, comma 4, del decreto legislativo 1\u00b0 settembre 2011, n. 150 (Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, ai sensi dell\u2019articolo 54 della legge 18 giugno 2009, n. 69). Di questa ordinanza si \u00e8 discusso nel corso di un seminario di studi organizzato presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano dall\u2019unit\u00e0 milanese del progetto PRIN PNRR 2022 \u201cT.R.A.N.S.\u201d, reperibile al seguente link: https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=pe7bUJVHfTA.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Come si legge in sentenza, per il DSM-5 (quinta revisione del \u00ab<em>Diagnostic\u00a0and Statistical Manual\u00a0of\u00a0Mental\u00a0Disorders<\/em>\u00bb), la disforia di genere, oltre che al maschile e al femminile, pu\u00f2 attenere a \u00ab<em>some alternative gender<\/em>\u00bb; lo stesso per l\u2019incongruenza di genere, classe diagnostica utilizzata dall\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 (OMS) nell\u2019ICD-11 (undicesima revisione dell\u2019\u00ab<em>International\u00a0Classification\u00a0of\u00a0Diseases<\/em>\u00bb). La Corte evidenzia poi che: a) non pochi ordinamenti europei \u2013 da ultimo quello tedesco, con la recente legge sull\u2019autodeterminazione in materia di registrazione del sesso (\u201c<em>Gesetz\u00a0\u00fcber\u00a0die\u00a0Selbstbestimmung\u00a0in\u00a0Bezug\u00a0auf\u00a0den\u00a0Geschlechtseintrag\u00a0SBGG<\/em>\u201d) \u2013 hanno riconosciuto e disciplinato l\u2019identit\u00e0 non binaria, seppure in forme diversificate; b) la Corte costituzionale belga ha censurato la delimitazione binaria della disciplina legislativa della transizione di genere, stigmatizzando l\u2019ingiustificata disparit\u00e0 di trattamento fra chi sente di appartenere al genere maschile o femminile e chi invece non si identifica in alcuno dei predetti generi (<em>arr\u00eat<\/em>\u00a0n\u00b0 99\/2019 del 19 giugno 2019). Sottolinea, infine, che, per favorire la circolazione dei documenti pubblici tra gli Stati membri, il regolamento (UE) 2016\/1191 del Parlamento europeo e del Consiglio del 6 luglio 2016, che promuove la libera circolazione dei cittadini semplificando i requisiti per la presentazione di alcuni documenti pubblici nell\u2019Unione europea e che modifica il regolamento (UE) n. 1024\/2012, presenta moduli standard recanti alla voce \u201csesso\u201d non due diciture, ma tre, \u201cfemminile\u201d, \u201cmaschile\u201d e \u201cindeterminato\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Cos\u00ec si esprime l\u2019ordinanza di rimessione del Tribunale di Bolzano.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Sul tema, v. A. Pioggia, La carriera alias: identit\u00e0 accademica e genere, in Giornale di diritto amministrativo, 2024, 156 e ss. Il prossimo 11 ottobre, in Unimi, il gruppo di ricerca del progetto T.R.A.N.S. organizzer\u00e0 un incontro sul tema, mettendo a confronto le esperienze maturate sul punto dalle due Universit\u00e0 coinvolte nella ricerca finanziata: Unimi e Unitrento.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Cfr. art. 1, l. n. 164\/1982, a mente del quale \u201cLa rettificazione si fa in forza di sentenza del tribunale passata in giudicato che attribuisca ad una persona sesso diverso da quello enunciato nell&#8217;atto di nascita a seguito di intervenute modificazioni dei suoi caratteri sessuali\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Sull\u2019importanza del linguaggio nella trattazione delle questioni afferenti alle soggettivit\u00e0 trans*, segnalo il video di un seminario che l\u2019unit\u00e0 milanese del gruppo di ricerca del progetto PRIN richiamato <em>supra<\/em> ha organizzato, presso Unimi, nel mese di maggio 2024: https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=7lyUgr8-_Gg.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Si legge in sentenza che la persona interessata a ottenere i nuovi documenti ha assunto durante la frequenza degli studi universitari il prenome maschile di I., \u201cdal quale ormai si sente definita rispetto agli altri\u201d, e si \u00e8 rivolta alle strutture sanitarie pubbliche, \u201cpresso le quali ha ricevuto una diagnosi di disforia o incongruenza di genere, per identificazione non binaria, con propensione alla componente maschile\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> Il Tribunale solleva q.l.c. affermando che l\u2019art. 1 della legge n. 164 del 1982 viola la Costituzione, \u201cnella parte in cui afferma che \u201cla rettificazione si fa in forza di sentenza del tribunale passata in giudicato che attribuisca ad una persona sesso diverso da quello enunciato nell\u2019atto di nascita a seguito di intervenute modificazioni dei suoi caratteri sessuali\u201d, anzich\u00e9 prevedere che \u201cla rettificazione si fa in forza di sentenza del tribunale passata in giudicato che attribuisca ad una persona sesso diverso da quello enunciato nell\u2019atto di nascita ovvero altro sesso diverso da quello maschile e femminile a seguito di intervenute modificazioni dei suoi caratteri sessuali\u201d\u201d. Il giudice <em>a quo<\/em> precisa che \u201cSebbene tale disposizione non faccia espresso riferimento alla necessit\u00e0 di ottenere una rettificazione in termini strettamente binari, deve, infatti, ritenersi che l\u2019ordinamento dello stato civile vigente sia informato implicitamente sulla bipartizione di genere \u201cfemminile\u201d e \u201cmaschile\u201d e che pertanto non sia configurabile una rettificazione anagrafica con attribuzione di un genere terzo\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> Ai sensi del comma 4 dell\u2019art. 31, \u201c[q]uando risulta necessario un adeguamento dei caratteri sessuali da realizzare mediante trattamento medico-chirurgico, il tribunale lo autorizza con sentenza passata in giudicato. (\u2026)\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> Il Tribunale di Bolzano dubita \u201cdella ragionevolezza del regime autorizzatorio previsto dalla normativa censurata, la quale impone un apprezzamento di natura giudiziale sulla necessit\u00e0 dell\u2019intervento chirurgico che dovrebbe per contro essere demandato in via esclusiva ad una valutazione di natura medica e psicologica\u201d. L\u2019opzione legislativa di condizionare gli interventi chirurgici di adeguamento dei caratteri sessuali all\u2019autorizzazione del tribunale non risponde, nella sua ottica, a necessit\u00e0 e proporzionalit\u00e0, giacch\u00e9 tempi e costi della procedura giudiziale ostacolano l\u2019affermazione del diritto del paziente che pure abbia ottenuto un\u2019indicazione medica favorevole, dalla quale peraltro difficilmente il giudice potrebbe discostarsi.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> La Corte ritiene in particolare che il regime autorizzatorio sia irrazionale, \u201cnella sua rigidit\u00e0, laddove non si coordina con l\u2019incidenza sul quadro normativo delle sentenze della Corte di cassazione e della Corte costituzionale del 2015\u201d. Come noto, queste pronunce hanno escluso che le modificazioni dei caratteri sessuali richieste dalla legge ai fini della rettificazione anagrafica (cfr. art. 1, l. 164\/1982) debbano necessariamente includere un trattamento chirurgico di adeguamento: quest\u2019ultimo \u00e8 soltanto un \u201cpossibile mezzo, funzionale al conseguimento di un pieno benessere psicofisico\u201d. E la prospettiva \u00e8 stata ribadita dal giudice delle leggi con una pronuncia del 2017, in cui si legge che agli effetti della rettificazione \u00e8 necessario e sufficiente l\u2019accertamento dell\u2019\u201cintervenuta oggettiva transizione dell\u2019identit\u00e0 di genere, emersa nel percorso seguito dalla persona interessata\u201d. Su questo tema, sia consentito rinviare a N. Posteraro, Transessualismo, rettificazione anagrafica del sesso e necessit\u00e0 dell\u2019intervento chirurgico sui caratteri sessuali primari: riflessioni sui problemi irrisolti alla luce della recente giurisprudenza nazionale, in Rivista italiana di medicina legale, 2017, 1349 e ss. e alla bibliografia ivi richiamata.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> E in effetti, sottolinea come la giurisprudenza di merito sovente autorizzi l\u2019intervento chirurgico contestualmente alla sentenza di rettificazione, e non prima e in funzione della rettificazione stessa.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> Cfr. Corte cost., 20 giugno 2017, n. 140.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Nicola Posteraro Le persone non binarie esistono: ce lo conferma al massimo livello la Corte costituzionale, che, con una importante sentenza del 23 luglio 2024 (la n. 143), ha deciso le due questioni di legittimit\u00e0 costituzionale inerenti ai percorsi di affermazione di genere sollevate dal Tribunale di Bolzano (II sezione civile) con ordinanza del &#8230; <a title=\"La Corte costituzionale interviene sui diritti delle persone trans: cosa cambia?\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.lacostituzione.info\/index.php\/2024\/08\/05\/la-corte-costituzionale-interviene-sui-diritti-delle-persone-trans-cosa-cambia\/\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n<div class='heateorSssClear'><\/div><div  class='heateor_sss_sharing_container heateor_sss_horizontal_sharing' data-heateor-sss-href='https:\/\/www.lacostituzione.info\/index.php\/2024\/08\/05\/la-corte-costituzionale-interviene-sui-diritti-delle-persone-trans-cosa-cambia\/'><div class='heateor_sss_sharing_title' style=\"font-weight:bold\" >Condividi!<\/div><div class=\"heateor_sss_sharing_ul\"><a aria-label=\"Facebook\" class=\"heateor_sss_facebook\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer\/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.lacostituzione.info%2Findex.php%2F2024%2F08%2F05%2Fla-corte-costituzionale-interviene-sui-diritti-delle-persone-trans-cosa-cambia%2F\" title=\"Facebook\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\" style=\"font-size:32px!important;box-shadow:none;display:inline-block;vertical-align:middle\"><span class=\"heateor_sss_svg\" style=\"background-color:#0765FE;width:35px;height:35px;display:inline-block;opacity:1;float:left;font-size:32px;box-shadow:none;display:inline-block;font-size:16px;padding:0 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