{"id":9355,"date":"2025-01-24T11:05:58","date_gmt":"2025-01-24T10:05:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lacostituzione.info\/?p=9355"},"modified":"2025-01-24T11:12:46","modified_gmt":"2025-01-24T10:12:46","slug":"educazione-europea-quale-costituzione-stiamo-difendendo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lacostituzione.info\/index.php\/2025\/01\/24\/educazione-europea-quale-costituzione-stiamo-difendendo\/","title":{"rendered":"Educazione europea: quale Costituzione stiamo difendendo?"},"content":{"rendered":"\n\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"7763\" data-permalink=\"https:\/\/www.lacostituzione.info\/index.php\/2021\/05\/05\/costituzionalita-legalita-giustizia-riflessioni\/rodin\/#main\" data-orig-file=\"https:\/\/www.lacostituzione.info\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Rodin.jpg\" data-orig-size=\"750,1000\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Rodin\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/www.lacostituzione.info\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Rodin-225x300.jpg\" data-large-file=\"https:\/\/www.lacostituzione.info\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Rodin.jpg\" class=\"aligncenter size-thumbnail wp-image-7763\" src=\"http:\/\/www.lacostituzione.info\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Rodin-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/>di <strong>Claudio Stefano Tani<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0 \u00a0 \u00a01 &#8211;<\/strong> \u00a0<strong><em><u>Janek<\/u><\/em><\/strong> \u2013 \u00a0Siamo alla fine del 1942 con un gruppo di resistenti polacchi; si attendono notizie sull\u2019esito della battaglia di Stalingrado e la capitolazione dell\u2019esercito hitleriano. Il quindicenne Janek aveva aperto il grosso volume di diritto costituzionale dell\u2019amico Tadek Chmura alla pagina che riportava la Dichiarazione dei diritti dell\u2019uomo \u2013 Rivoluzione Francese del 1789, richiudendola \u201c<em>con un sorrisetto canzonatorio<\/em>\u201d.<!--more--><em>\u201cS\u00ec lo so, &#8211; <\/em>\u00a0<em>disse Tadek con dolcezza<\/em> &#8211; <em>\u00e8 davvero difficile prendere quelle cose sul serio, vero? L\u2019Europa ha sempre avuto le migliori e pi\u00f9 belle universit\u00e0 del mondo. \u00c8<\/em> <em>l\u00e0 che sono nate le idee pi\u00f9 alte, quelle che hanno ispirato<\/em> <em>le nostre opere pi\u00f9 grandi: i concetti di libert\u00e0, di dignit\u00e0 umana, di fraternit\u00e0. Le universit\u00e0 europee sono state la culla della civilt\u00e0. Ma esiste anche un\u2019altra educazione europea, quella che viene impartita adesso: i plotoni d\u2019esecuzione, la schiavit\u00f9, la tortura, lo stupro, la distruzione di tutto quel che rende la vita bella. \u00c8 l\u2019ora delle tenebre\u201d<\/em>. (Romain Gary, <em>Educazione europea ,1945, <\/em>Ed. Gallimard 1956, ed.it. 2006, p. 82).<\/p>\n<p>Alla fine Janek, ricordandolo con la giovanissima innamorata partigiana Zosia, d\u00e0 ragione all\u2019amico Tadek, il quale <em>\u201csapendo che stava per morire, metteva l\u2019ironia dappertutto\u201d<\/em>. <em>\u201cL\u2019educazione europea sulla quale era solito scherzare \u00e8 quando fucilano tuo padre, o quando tu stesso ammazzi qualcuno in nome di qualcosa di importante, o quando crepi di fame, o radi al suolo una citt\u00e0. Ti dico che siamo stati a una buona scuola, tu e io, ci hanno educati davvero\u201d (ivi, 256).<\/em><\/p>\n<p>Sotto le bombe, al precario riparo di un rifugio per studenti, doveva essere davvero difficile prendere sul serio un manuale di diritto costituzionale e i sacri principi dell\u201989. Le tenebre del nazifascismo furono vinte anche grazie a quegli studenti. E pass\u00f2 il tempo dell\u2019euforia. Oggi \u00e8 passato il tempo del ricordo dell\u2019esperienza umana che fu quella guerra. In Europa si \u00e8 tornati a morire in guerra, soldati e civili nel freddo e nei patimenti, circondati dall\u2019odio, dal disprezzo e dalla solitudine che la guerra genera. Anche oggi \u00e8 difficile prendere sul serio un manuale di diritto costituzionale, la Dichiarazione dell\u201989 e tutte le altre solenni successive dalla Carta dell\u2019ONU in poi. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 la maturit\u00e0 dalla quale le illusioni sono escluse ma non tutto \u00e8 dimenticato. Non ci sono pi\u00f9 i sistemi di controllo e di regolazione dei conflitti internazionali con cui dal dopoguerra si riusc\u00ec ad evitare il baratro e a contenere l\u2019esplosione della violenza teorizzata della guerra permanente di quest\u2019epoca, in cui si apre all\u2019idea dell\u2019uso di armi atomiche <em>\u201ctattiche\u201d, <\/em>tante piccole Hiroshima che farebbero <em>\u201csoltanto pochi milioni\u201d<\/em> di morti. E il ricordo va al poeta inglese del XVI secolo: \u201c<em>non chiedere mai per chi suona la campana, \/essa suona per te<\/em>\u201d.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0\u201c<em>Amo tutti i popoli, ma nessuna nazione. Sono un patriota, non un nazionalista\u201d &#8211; \u201cChe differenza c\u2019\u00e8?\u201d <\/em>chiede Janek al commissario politico Dobranski:<em> \u201cIl patriottismo \u00e8 amare la propria gente; il nazionalismo \u00e8 odiare gli altri. Russi, americani\u2026Un grande sentimento di fraternit\u00e0 va maturando nel mondo, i tedeschi saranno serviti almeno a questo\u201d (<\/em>R. Gary<em>, <\/em>cit.,238<em>).<\/em> Dopo aver ucciso un soldato tedesco inerme, prendendo la mira \u201c<em>con calma<\/em>\u201d, Janek reagir\u00e0 <em>\u201ccon collera\u201d<\/em> alle parole di Dobranski:\u201d <em>Ma alla fine, quel che ti insegna tutta questa famosa educazione europea \u00e8 come trovare il coraggio e delle buone ragioni, valide e convenienti, per ammazzare un uomo che non ti ha fatto nulla e che se ne sta<\/em> <em>seduto sul ghiaccio con i pattini e a testa china, aspettando la fine\u201d.\u00a0 \u00a0\u201cHai imparato molto\u201d, disse tristemente Dobranski\u201d<\/em> (R. Gary, cit., 263). Janek e il soldato tedesco in quel momento erano il centro della grande storia.<\/p>\n<p>Oggi al centro della grande storia ci sono l\u2019uomo e la donna palestinesi, vite che non contano come quella del bambino di Gaza che non ha mai avuto una vita davanti a s\u00e9. \u00c8 un altro sterminio pi\u00f9 grande, a Gaza non \u00e8 neanche guerra, \u00e8 un esercizio di tiro contro bersagli che non possono neanche muoversi e che non finir\u00e0 con il breve respiro di qualche settimana di sospensione della carneficina che ricomincer\u00e0 con qualsiasi pretesto; \u00e8 la ripetizione di un\u2019idea che nega l\u2019umanit\u00e0 del nemico, anche del singolo individuo come aveva imparato Janek, una vecchia storia di violenza e di bugie. E fra le bugie c\u2019\u00e8 la speranza, anzi di pi\u00f9 il <em>\u201cdovere\u201d<\/em> della speranza, che \u00e8 il pi\u00f9 crudele inganno inventato dalla religione per illudere gli oppressi.<\/p>\n<p><em>\u201cNessuno \u00e8 cos\u00ec pazzo da preferire la guerra<\/em> <em>alla pace. In pace sono i figli a seppellire i padri, in guerra sono i padri a seppellire i figli\u201d<\/em> (Erodoto, <em>Le Storie<\/em>, I, 87). Ma per pace non tutti intendono la stessa cosa. Vive ancora l\u2019idea che <em>\u201cla gloria pi\u00f9 grande per una nazione sia di fare il deserto intorno a s\u00e9 devastando il territorio circostante&#8230;pensano che tale situazione li render\u00e0 pi\u00f9 sicuri\u2026\u201d<\/em> (Giulio Cesare, <em>De bello gallico<\/em>, VI, 23). La pace nella storia \u00e8 seguita sempre alla resa, alla vittoria dell\u2019uno sull\u2019altro; prima c\u2019\u00e8 solo rapina, massacro, saccheggio. <em>\u201cParcere subiectis, et<\/em> <em>debellare superbos\u201d<\/em> (Virgilio, <em>Eneide<\/em>, VI, 853), risparmiare chi si sottomette e annientare chi non si piega. Se poi la guerra \u00e8 incalzata dal fanatismo religioso la violenza \u00e8 senza limiti.<\/p>\n<p><strong>2 \u2013 <em><u>Dopo le guerre vengono gli affari<\/u><\/em> &#8211;<\/strong> Alle guerre seguono gli esodi e gli affari. Per frenare gli esodi hanno inventato l\u2019affare dell\u2019<em>esternalizzazione<\/em> delle frontiere. Non si pu\u00f2 confidare che il processo possa essere fermato da iniziative giudiziarie che risolvono singoli casi; lo dimostra anche la recente ordinanza della Corte di cassazione, minuziosamente bilanciata tra le opposte tesi sulla competenza ad accertare caso per caso se sussiste l\u2019instabile, discutibilissima garanzia di <em>\u201cpaese sicuro\u201d; <\/em>garanzia soltanto formale per il singolo migrante, basata su interessi politici estranei e a danno dei diritti e della reale condizione soggettiva del richiedente asilo, la cui situazione rimarr\u00e0 comunque in balia della variabilit\u00e0 dell\u2019opinione dei diversi giudici. La sentenza della Corte di Lussemburgo che seguir\u00e0, pure se, in cauta ipotesi, favorevole alle tesi del Tribunale di Roma, non arrester\u00e0 un processo politico in corso in Europa nel suo insieme, al massimo lo condizioner\u00e0 in parte e per qualche tempo, perch\u00e9 gli interessi politici ed economici in gioco trascendono i singoli casi.<\/p>\n<p>Tra gli interessi economici in gioco ci sono anche quelli consistenti in pratiche di violenza, accaparramento di terre e deportazioni come il <em>land grabbing<\/em>, sostenuto dalla Banca Mondiale (il 70% concentrato nell\u2019Africa subsahariana), considerato reato ambientale tra i pi\u00f9 gravi dalla Corte penale Internazionale. Ma \u00e8 un affare anche l\u2019organizzazione della detenzione dei migranti in appositi centri, prigioni senza garanzie, affidate a multinazionali private come il CPR di Ponte Galeria, dove si suicid\u00f2 Ousmane, l\u2019ORS (Organization of Refugees Service) Italien s.r.l. che fa parte del NEW ORS GRUPPE, con 1300 dipendenti in Germania, Francia e Italia e opera in altri paesi europei. Altre societ\u00e0 dello stesso tipo sono sorte, a volte sono rilevate da <em>private equity<\/em> il cui scopo \u00e8 valorizzarle e rivenderle. L\u2019opposizione della sinistra democratica e liberale si oppone pi\u00f9 per l\u2019inefficienza e gli sprechi che per lo scandalo umanitario.<\/p>\n<p>Quanto agli interessi politici il fatto \u00e8 che in Europa si sta affermando una classe politica dirigente composta in prevalenza da politici e capi di stato interessati, mossi soltanto da sete di dominio e avidit\u00e0 e impostura; in altre parole non da patrioti come quelli di cui Dobranski parlava al giovane Janek, ma da \u201c<em>predicatori di patriottismo<\/em>\u201d come quelli auspicati da Novalis (<em>Frammenti, <\/em>ed. it. BUR 1976, introduzione di Enzo Paci, trad, di E. Pocar, frammento n. 884, p.227) del quale Hitler era ammiratore.<\/p>\n<p><strong>3 \u2013 <em><u>Le donne anche oltre la guerra &#8211; <\/u><\/em><\/strong>Per le donne la guerra \u00e8 una tragedia che si aggiunge alla violenza quotidiana di sistemi religiosi, di istituzioni sociali e politiche. I corpi delle donne fanno ancora un problema (Enrico Redaelli, <em>Judith Butler. Il<\/em> <em>sesso e la legge, <\/em>Feltrinelli, 2024<em>).<\/em> Non regge pi\u00f9 il precedente sistema di relazioni sociali, le radici del patriarcato sono marcite, ma non sono estirpate e le promesse di libert\u00e0 convivono con nuove forme di schiavit\u00f9. In tutto il mondo lo statuto delle donne \u00e8 pessimo; conquiste di decenni incontrano ostacoli, i livelli di libert\u00e0 che sembravano irreversibili sono rimessi in discussione e la guerra aggrava ancora di pi\u00f9 la loro condizione.<\/p>\n<p>Nel nostro piccolo mondo, nonostante le vite di donne eminenti in ogni campo della vita sociale e culturale, la questione femminile e la violenza verso le donne, le sfaldate ma persistenti ideologie del patriarcato e la violenza che vi si annida, una vera e propria guerra che divide verticalmente la societ\u00e0, si risolvono in discussioni sull\u2019educazione scolastica alla sessualit\u00e0, all\u2019affettivit\u00e0, come se fossero materie qualsiasi di un ordinario curriculum di studi, ma non si attaccano le cause di classe della tragedia sociale e individuale di tale portata. L\u2019ipocrisia sociale e politica prevale e nonostante la tragica quotidianit\u00e0 svelata nelle aule di giustizia, addossa ancora tutto il peso alla sempre pi\u00f9 stanca, precaria e disfunzionale <em>\u201csociet\u00e0 naturale fondata sul matrimonio\u201d.<\/em> <em>\u201cMagnifica istituzione morale, famiglia santa, fondazione divina, inattaccabile, che deve educare i cittadini alla sincerit\u00e0 e alla virt\u00f9! Tu sacro focolare di ogni virt\u00f9, dove i piccoli innocenti vengono torturati fino dalla loro prima menzogna, dove la forza di volont\u00e0 viene frantumata dal despotismo, dove lo spirito d\u2019indipendenza viene cancellato dal pi\u00f9 cieco egoismo! Famiglia, sei il focolare di ogni vizio sociale, sei il rifugio di ogni donna indolente, una stretta catena per ogni padre di famiglia, l\u2019inferno per i pi\u00f9 piccoli!\u201d <\/em>(August Strindberg, <em>Fame e paura<\/em>, in <em>Tempo di<\/em> <em>fermenti- Il figlio di una serva<\/em> \u2013 1849\/1867, Ed. Garzanti, 1975, p. 11).<\/p>\n<p><strong>4 \u2013 <em><u>Le farisaiche lamentele sul \u201cdeficit democratico\u201d per giustificare la messa in discussione delle forme di legittimazione dello Stato costituzionale \u2013 <\/u><\/em>\u00a0<\/strong>Prestando attenzione a non appiattire sull\u2019attualit\u00e0 un termine come <em>\u201cbonapartismo\u201d<\/em>, il populismo del XX secolo e quello attuale, nella loro essenza, sono varianti evolute di quello di Luigi Napoleone, descritto da Marx \u00a0ne \u201c<em>Il 18 brumaio di Luigi Bonaparte\u201d<\/em>, che per profondit\u00e0 di analisi e rilevanza dell\u2019oggetto \u00e8 ancora attualissimo. Poco prima della battaglia di Sedan Marx scriveva a Engels che il Secondo Impero sarebbe finito come era cominciato, con una parodia: \u201c<em>ho davvero indovinato nel mio Bonaparte!&#8230;Credo che noi due siamo gli unici che from the beginning abbiamo considerato Boustrapa (<\/em>-Luigi Napoleone<em>) in tutta la sua mediocrit\u00e0 come semplice showman e non ci siamo mai lasciati confondere dai suoi successi momentanei\u201d(Carteggio Marx-Engels, <\/em>VI trad. it. Roma, 1953, p.116. La lettera \u00e8 datata 17 agosto 1870; le parole in inglese sono nel testo). A sua volta Engels scriveva a Marx alla vigilia della guerra austro-prussiana, a parte il caso dell\u2019Inghilterra, dove un\u2019oligarchia governa per conto della borghesia, <em>\u201cuna semi dittatura bonapartista \u00e8 la forma normale; essa attua gli interessi materiali della borghesia perfino contro la borghesia, ma non le lascia nessuna partecipazione al potere\u201d<\/em> (<em>Carteggio Marx-Engels, <\/em>IV, Roma 1953, p.126).<\/p>\n<p>Nuovi nazionalismi e nuovi populismi si sono affermati oggi in Europa e mettono in discussione le forme di legittimazione dello Stato costituzionale. Si parla in continuazione di \u201c<em>deficit democratico<\/em>\u201d; si lamenta, senza spingersi oltre, l\u2019esistenza di sistemi elettorali che trasformano gli elettori in mandrie da voto (<em>voting cattle<\/em>, Arthur F. Bentley, <em>Il processo<\/em> <em>di governo<\/em>, ed.it. 1983, p. 503) e le istituzioni nella pianta organica di partiti sempre pi\u00f9 contendibili, in un attacco alla democrazia che in Italia farebbe rivoltare Luigi Sturzo e Piero Gobetti. Nessuno va oltre la litania del rafforzamento dell\u2019Unione Europea come parte di un processo di costituzionalizzazione del diritto internazionale, nell\u2019illusione che questo baster\u00e0 per superare la crisi. Prendiamo atto che il diritto sovranazionale europeo ha snaturato il diritto costituzionale dei singoli paesi e ha fallito gli scopi prefissati; non c\u2019\u00e8 accordo nemmeno sull\u2019idea di diritto che le costituzioni esprimono. E il populismo dilaga senza ostacoli.<\/p>\n<p>Prestando, si ripete, attenzione quando si esamina l\u2019attualit\u00e0, nondimeno prendiamo atto che lo scopo dei populismi non cambia; variano le tecniche di propaganda adattandosi sul fronte sociale interno, dei soldati sui fronti di guerra, dei nemici e degli alleati. I nazionalismi e i razzismi dilagano. Le invocazioni identitarie e all\u2019annullamento di valori e documenti culturali diversi dai propri alzano la voce. La libert\u00e0 di stampa e d\u2019informazione \u00e8 neutralizzata dall\u2019interno.<\/p>\n<p><strong>5 \u2013<\/strong> <strong><em><u>Il giornalismo e i manipolatori della storia<\/u><\/em> \u2013<\/strong> Viene in mente il dialogo immaginario all\u2019inferno tra Machiavelli e Montesquieu. Il secondo difende le sue convinzioni sull\u2019inarrestabile marcia del liberalismo. Machiavelli risponde profetizzando, <em>post eventum<\/em>, il modo in cui chi si sarebbe impadronito del potere avrebbe messo a tacere le opposizioni con la violenza e con le lusinghe, creato diversivi con avventure militari e dietro il paravento delle libert\u00e0 formali creando un <em>\u201cdespotismo gigantesco\u201d,<\/em> concludendo amaramente che <em>\u201cIl despotismo \u00e8 l\u2019unica forma di governo davvero adatta alla condizione dei popoli moderni. Intravedo la possibilit\u00e0 di neutralizzare la stampa per mezzo della stampa stessa. Poich\u00e9 il giornalismo \u00e8 una forza cos\u00ec potente, il mio governo diventerebbe giornalista. Sarebbe il giornalismo incarnato\u2026\u201d<\/em> (citazione da uno scritto apparso in forma anonima a Bruxelles di un avvocato, Maurice Joly oppositore di Napoleone III che nel 1864 mise in scena <em>Dialogue aux Enfers entre Machiavel e Montesquieu, ou la politique de Machiavel au XIX si\u00e8cle par un contemporain, <\/em>Bruxelles 1864, pp 48\/49 &#8211; Lo scritto venne ripubblicato col nome dell\u2019autore, tradotto in tedesco, Lipsia 1865, riscoperto e ripubblicato, Parigi 1948, 1968<em>).<\/em><\/p>\n<p>Mussolini forse non aveva letto quello scritto, ma da esperto giornalista pratic\u00f2 a mano bassa la pubblicit\u00e0 commerciale come modello di propaganda politica. Hitler teorizzava la propaganda negli stessi termini: \u201c<em>il suo compito deve consistere \u2026 come nel manifesto pubblicitario, nel rendere attenta la massa\u2026 l\u2019azione di massa deve essere sempre diretta pi\u00f9 al sentimento, e solo secondariamente al cosiddetto intelletto\u2026 Chi vuol guadagnarsi la grande massa, deve conoscere la chiave che apre la porta del suo cuore. Non si chiama oggettivit\u00e0, cio\u00e8 debolezza, ma volont\u00e0 ed energia\u201d. (<\/em>A. Hitler<em>, Mein Kampf, <\/em>citato da Delio Cantimori<em>, Appunti sulla propaganda, <\/em>1941, in <em>Politica e storia contemporanea. Scritti 1927-1942, <\/em>Torino 1991, pp. 685-686<em>). <\/em>Enfasi pubblicitaria, manipolazione occulta sono il carattere micidiale di tutte le varianti del despotismo del nostro tempo. La libert\u00e0 di stampa viene neutralizzata per mezzo della stampa stessa. Al nazionalismo e al razzismo non servono grandi uomini politici e grandi statisti. Mediocrit\u00e0 individuale e talento da <em>showman,<\/em> autoritarismo e plebisciti sono le qualit\u00e0 indispensabili; un miscuglio che ha spesso grande fortuna. I governi diventano giornalisti e oltraggiano la cultura e la storia del proprio paese.<\/p>\n<p>L\u2019analisi di W. Benjamin, forse la mente pi\u00f9 acuta del secolo scorso, sul fascismo come regime pubblicitario \u00e8 attualissima. Tra i materiali raccolti da Walter Benjamin per il suo grande progetto incompiuto su Parigi capitale del XIX secolo vi \u00e8 uno squarcio che fa luce sul passato, sul presente e sul futuro: <em>\u201cUn giorno un osservatore perspicace ha detto che l\u2019Italia fascista era diretta come un grande giornale, nonch\u00e9 da un grande giornalista: un\u2019idea al giorno, dei concorsi, delle sensazioni, un abile e insistente orientamento del lettore verso alcuni aspetti della vita sociale smisuratamente ingranditi, una deformazione sistematica della comprensione del lettore per determinati scopi pratici. Insomma i regimi fascisti sono regimi pubblicitari\u201d <\/em>(J. De Legn\u00e8res, <em>Le centenaire de la Presse<\/em>, 1936, citato da W. Benjamin, <em>Das Passagen<\/em> <em>Werk<\/em>, a cura di R. Tiedemann, 1982, trad.it. <em>Parigi capitale del XIX secolo<\/em>, Torino, 1986, pp. 954-55).<\/p>\n<p><strong>6 &#8211; <em><u>La guerra \u00e8 la fine dello stato sociale &#8211; Alle origini della collera verso il fisco &#8211; Lo stato nelle mani di pochi, trasformato in una struttura giuridica-burocratica al servizio di un\u2019aristocrazia del denaro &#8211; <\/u><\/em>\u00a0<\/strong>Oggi nell\u2019Unione ha vinto l\u2019idea che c\u2019\u00e8 troppo welfare e che bisogna adeguarsi alla nuova realt\u00e0 della guerra, rassegnandosi a nuovi sacrifici. Il sistema fiscale va adeguato alla gravit\u00e0 del momento. L\u2019argomento \u00e8 buono per oscurare le responsabilit\u00e0 politiche. \u00a0<\/p>\n<p>La storia si ripete da secoli. Il <em>\u201cpagamento della<\/em> <em>decima\u201d<\/em>, raffigurato nel famoso dipinto di Peter Brueghel del 1618, serviva alla Chiesa non per le opere di carit\u00e0, ma per i bisogni del culto e il mantenimento dei sacerdoti. Quando mai le somme riscosse sono state devolute ai poveri, o sono servite ad alleviare le condizioni delle classi sociali inferiori dalle quali spesso sono ricavate? Alle origini storiche della collera dei ceti popolari verso il fisco predomina il sentimento di iniquit\u00e0, perch\u00e9 all\u2019incapienza e all\u2019impossibilit\u00e0 di pagare le somme pretese si aggiunge la convinzione che il denaro versato servir\u00e0 soltanto ad arricchire quelli che stanno in alto. Gli esempi non mancano anche nella nostra storia recente.<\/p>\n<p>Le crisi ricorrenti e la disgregazione del sistema industriale, in Italia e altrove, sono state sempre pagate con denaro pubblico ricavato dalle imposte ai ceti medi e medio bassi e girato alla propriet\u00e0 e ai manager responsabili delle crisi; un\u2019oligarchia che usa i parlamenti, che si lasciano usare di buon grado, mettendo in scena una drammaturgia mediatica soltanto per estorcere soldi allo Stato e alimentare la speculazione. \u00c8 stata distrutta la conquista principale della Costituzione, che non fu la mera dichiarazione astratta di principio dei compiti della Repubblica (artt. 2 e 3), ma la concreta predisposizione dei mezzi per realizzarli (art.53), sull\u2019insegnamento di due insigni economisti cattolici, Ezio Vanoni e Pasquale Saraceno, dimenticati proprio dagli stessi cattolici al governo dagli ultimi cinquant\u2019anni.<\/p>\n<p>Ma guai a interrogarsi, a destra e a sinistra, sulle ragioni per le quali a partire dalla met\u00e0 degli anni settanta la progressivit\u00e0 tributaria, che aveva favorito la ricostruzione, \u00e8 stata bandita, l\u2019art. 53 della Costituzione \u00e8 stato gettato alle ortiche, le imposte per i ricchi sono state ridotte e per i ceti medi e medio-bassi moltiplicate, \u00a0il debito pubblico \u00e8 schizzato alle stelle, abbattendosi drammaticamente in termini reali su salari gi\u00e0 in caduta rispetto ai profitti a causa dell\u2019inflazione, ostacolando la redistribuzione del reddito. Dal 1974 al 2018 tutto ci\u00f2 ha causato una riduzione del gettito di 146 miliardi di Euro e lo Stato per ovviare al disastro da esso stesso provocato \u00e8 ricorso ai mercati finanziari, accollandosi, in virt\u00f9 degli interessi composti, circa 300 miliardi di debito (cfr. <em>Gli effetti delle controriforme fiscali<\/em> <em>sul nostro debito pubblico<\/em>, a cura di R. Artifoni, A. De Lellis, F. Gesualdi, reperibile in <a href=\"http:\/\/italia.cadtm.org\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Fisco%20&amp;%20Debito1-1.pdf\">http:\/\/italia.cadtm.org\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Fisco &amp; Debito1-1.pdf<\/a>). Il carico tributario, che dovrebbe essere uniforme soltanto di fronte a situazioni di fatto identiche ai fini dell\u2019imposizione del tributo, come stabil\u00ec la Corte costituzionale nel lontano 1985 (dec. 104\/1985), con l\u2019abbandono del principio di progressivit\u00e0 \u00e8 diventato totalmente arbitrario e irrazionale. L\u2019invocato sistema fiscale unico europeo non risolver\u00e0 il problema; la giustizia fiscale attraverso la progressivit\u00e0 \u00e8 estranea ai fini dell\u2019Unione.<\/p>\n<p>Il sistema finanziario, che doveva sostenere il capitale industriale, \u00e8 padrone incontrastato della circolazione e dell\u2019accumulazione del capitale, controlla il sistema fiscale degli Stati, decide per i governi di destra e di sinistra, imponendo sacrifici e austerit\u00e0 ai ceti medi e medio bassi, ma non agli azionisti il cui grado di felicit\u00e0 diventa l\u2019unico parametro dello stato di salute dell\u2019economia. I padroni del sistema finanziario decidono le politiche di <em>welfare <\/em>e le politiche ambientali; le leggi di bilancio in Italia da decenni destinano denaro ricavato dalle entrate fiscali sistematicamente in contrasto con gli scopi e i doveri costituzionali: per esempio priorit\u00e0 assoluta alla scuola e alla sanit\u00e0 pubbliche. Le crisi industriali sono effetto della deviazione del mercato del denaro verso forme di investimento il cui scopo non \u00e8 promuovere lavoro e incrementare la produttivit\u00e0. Si pone allora una domanda inevitabile.<\/p>\n<p><strong><u>7<em> \u2013<\/em><\/u><\/strong><em><u> <strong>Quale Costituzione stiamo difendendo ?<\/strong><\/u><\/em><strong> \u2013<\/strong> Tutti gli appelli in difesa della Costituzione sono sacrosanti, a volte persino commoventi. Ammettiamo per\u00f2 onestamente che la Costituzione del 1948 che si chiede di difendere non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Gli artt. 2 e 3 sono stati svuotati con la sequela di riforme soppressive della progressivit\u00e0 e poi con la riforma degli articoli 81 e 97 del 2012. La struttura unitaria, al contempo pluralista e autonomista dello Stato \u00e8 stata disarticolata dalla riforma del 2001 e non sar\u00e0 ricostruita in virt\u00f9 di un\u2019anatomica sentenza sulla sgangherata legge attuativa.<\/p>\n<p>Una sentenza della Corte Costituzionale non arresta un processo politico, al massimo lo rallenta. Gli esempi lo dimostrano. La reazione di tutta la politica alla sentenza n. 1\/2014 sulla legge elettorale, qualunque sia stato il giudizio dei commentatori (i famosi <em>normalizzanti<\/em>, <em>razionalizzanti<\/em> e <em>contrarianti<\/em>), prova che \u00e8 vana l\u2019impresa per rientrare nella Costituzione quando sono in gioco gli interessi della classe politica. Il precedente costituito da quella sentenza non fu chiuso dai giudici e dalla dottrina, ma dal sistema politico preoccupato del fatto che in quel caso la tutela dei diritti (il diritto di voto) non aveva vinto sulla legge, ma sulle ragioni della politica; il che era ovviamente insopportabile.<\/p>\n<p><strong>8 \u2013 <em><u>Premierato &#8211; La posta in gioco \u00e8 il dominio \u2013 <\/u><\/em><\/strong>Nell\u2019attualit\u00e0 c\u2019\u00e8 anche il <em>\u201cpremierato<\/em>\u201d. Non si intende dare risposte, che spettano a chi ne sa ben di pi\u00f9 e che sono gi\u00e0 state date anche su questa rivista (R. Bin, <em>Una riforma da ridere<\/em>, 12\/01\/2023 e <em>Il premierato \u00e8 una bufala e ha due corni<\/em>, 22\/03\/2024), ma soltanto, come per le precedenti considerazioni, indicare un problema. La riforma \u00e8 in cima alla lista del Governo non soltanto per ragioni di immagine, anche se l\u2019immagine in politica \u00e8 spesso decisiva. Pertanto non \u00e8 da escludere a priori che al premierato<em>,<\/em> o magari a qualche pasticcio somigliante con altro nome, con tutte le connesse riforme della II Parte della Costituzione, si arriver\u00e0.<\/p>\n<p>La causa plebiscitaria dell\u2019idea stessa \u00e8 nella cultura dell\u2019attuale partito di maggioranza perch\u00e9, ben oltre le illogicit\u00e0 giuridiche che presenta, la questione centrale, attraverso la neutralizzazione del Parlamento e del Presidente della Repubblica, \u00e8 il \u201c<strong><em>dominio\u201d<\/em><\/strong>; non \u00e8 l\u2019efficienza dell\u2019azione di governo, o \u201c<em>l\u2019unit\u00e0 di indirizzo politico e amministrativo<\/em>\u201d, o la promozione, la collegialit\u00e0 o il coordinamento dell\u2019attivit\u00e0 dei ministri.<\/p>\n<p>Se il partito di maggioranza e il Presidente del Consiglio attuali ritengono i tempi maturi per avviare una tale riforma forse non sbagliano. \u00c8 una riforma preparata da tempo e un po&#8217; da tutti, visto che i poteri del Presidente del Consiglio da oltre trent\u2019anni si sono ampliati di fatto oltre la nozione di indirizzo e di coordinamento, e senza un contrasto effettivo da parte della classe politica nel suo complesso; anzi \u00e8 prevalsa l\u2019insofferenza per le limitazioni costituzionali all\u2019aspirazione al dominio e per il bilanciamento tra i poteri. Per dirla pi\u00f9 chiara: quella contro il premierato \u00e8 una battaglia giusta, ma difensiva e di retroguardia perch\u00e9 l\u2019assetto costituzionale \u00e8 gi\u00e0 deviato da anni dalla prassi politica; le leggi elettorali succedutesi negli anni nel falso nome della <em>\u201cgovernabilit\u00e0\u201d <\/em>(note con i nomignoli di <em>mattarellum, porcellum, italicum <\/em>e<em> rosatellum<\/em>) sono state causa ed effetto della deviazione.<\/p>\n<p>Ma si aggiunge ora un nuovo potere che non tollera limitazioni e che si oppone frontalmente al tradizionale sistema istituzionale di controllo democratico, finora molto faticosamente praticato, mettendone a rischio la stessa esistenza.\u00a0<\/p>\n<p><strong>9 <\/strong>\u2013 <strong><em><u>Intelligenza artificiale &#8211;<\/u><\/em><\/strong><em><u> <strong>Lo Stato \u00e8 la vera posta in gioco \u2013 Un attacco feudale alla democrazia<\/strong><\/u><\/em><strong> &#8211; <\/strong>\u00a0Ovunque il potere politico si \u00e8 trasferito in luoghi che non sono i parlamenti ed \u00e8 saldamente nelle mani di soggetti che non hanno necessit\u00e0 di legittimazione fondata su un consenso elettorale ormai svuotato di significato e fondato sull\u2019imbroglio. Dagli anni ottanta del secolo scorso si \u00e8 consolidata enormemente una gi\u00e0 potente classe a s\u00e9 stante, quella dei banchieri e finanzieri. Il processo era intuito da Marx nei <em>Grundisse <\/em>(si rinvia allo studio importantissimo di David Harvey, <em>Leggere i<\/em> <em>Grundisse, Un viaggio negli appunti di Karl Marx<\/em>, trad. di Emanuele Giammarco, 2024 ed. Alegre). Viviamo oggi in un mondo enormemente diverso e non paragonabile, ma il flusso del pensiero che emerge nei <em>Grundisse<\/em>, destinato a confluire nel <em>Capitale,<\/em> senza nemmeno lontanamente pensare di dedurne risposte per il presente, pu\u00f2 valere come metodo di analisi per aiutarci anche soltanto a ragionare su alcuni aspetti dell\u2019evoluzione del capitalismo contemporaneo.<\/p>\n<p>Oggi a banchieri, finanzieri e assicuratori si aggiungono i giganti padroni dell\u2019IA, una mega-macchina sostenuta da gigantesche infrastrutture produttive, cavi sottomarini che uniscono i continenti, siti minerari (come finir\u00e0 il duello ad armi spianate per il dominio sull\u2019Artico?), fabbriche, centri logistici, che sfruttano all\u2019esaurimento risorse naturali, lavoro umano e privacy. L\u2019IA \u00e8 al servizio di queste strutture di potere che mettono a rischio l\u2019uguaglianza e la libert\u00e0, combattono la propria guerra di classe contro tutte le altre classi, le quali non hanno la forza e punti di riferimento culturali e politici per fare fronte comune in difesa dei propri interessi generali. La forza smisurata di questa nuova classe \u00e8 che non ha alcuna necessit\u00e0 di confrontarsi sia con i lavoratori e sia con tutte le altre classi tradizionali (latifondisti, industriali, capitalisti mercantili); possiede e usa i parlamenti come propri strumenti.<\/p>\n<p>Qualcuno si illude che l\u2019IA possa essere resa etica, democratizzata e messa al servizio della giustizia e dell\u2019uguaglianza anzich\u00e9 della discriminazione e dello sfruttamento. \u00c8 la pi\u00f9 vana delle illusioni, \u00e8 un inganno. Il potere e le strutture che fanno funzionare l\u2019IA si basano sul controllo centralizzato. Come fa notare Kate Crawford (<em>N\u00e9 intelligente, n\u00e9 artificiale<\/em> \u2013 <em>Il lato<\/em> <em>oscuro dell\u2019IA<\/em>, 2024, il Mulino, pp. 255-259) l\u2019etica non fa parte della posta in gioco perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 etica nel sistema. Si potrebbe quindi concludere che soltanto allo Stato dovrebbero essere riservati la propriet\u00e0, il funzionamento e il controllo. \u00c8 evidente che allora la vera posta in gioco \u00e8 ancora e sempre il \u201cdominio\u201d, un nuovo assetto del potere politico e dello Stato, non pietosi principi da scrivere in un illusorio codice etico.<\/p>\n<p>L\u2019IA \u00e8 diventata un vero e proprio Oracolo, come quelli dell\u2019antichit\u00e0, ai quali non si rivolgevano il re o il sacerdote che ne erano i padroni e li alimentavano, ma il popolo. <em>\u201cSiamo spettatori di connessioni di cui non cogliamo il significato, ospiti di uno strano palazzo della memoria. Tra l\u2019apocalisse e la delusione, vogliamo consultare l\u2019Oracolo\u2026\u201d <\/em>(Alessandro Aresu, <em>Geopolitica dell\u2019intelligenza artificiale<\/em>, Feltrinelli, 2024). Il concentramento di potere, il passaggio politico e di classe che comporta \u00e8 senza limiti. \u00a0E non c\u2019\u00e8 vincolo costituzionale in grado di imporsi. L\u2019art. 21 della Costituzione \u00e8 un residuo di altri tempi nella misura in cui pochi soggetti hanno il controllo totale dei flussi informativi; il resto sono microorganismi che si agitano sui <em>social <\/em>nella povera illusione, indotta, di \u201c<em>manifestare liberamente il proprio pensiero\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che il sistema pubblico \u00e8 incapace di pagare e sostenere un\u2019infrastruttura legata a immense potenzialit\u00e0 commerciali. Lo Stato detentore del monopolio legittimo della violenza, garante della sicurezza nazionale e dei diritti individuali \u00e8 progressivamente svuotato e schiacciato dagli interessi dei detentori di un tale potere. Il ceto politico in larga parte si \u00e8 messo al riparo e al servizio della nuova classe potente quant\u2019altre mai, assumendone gli interessi.<\/p>\n<p>\u00a0<strong>10 <em>\u2013<\/em><\/strong><em> <strong><u>Il conflitto tra realt\u00e0 e testo costituzionale \u00e8 insanabile?<\/u><\/strong><\/em><strong> &#8211;<\/strong> Insomma non si vede la coscienza del fatto che gli enormi mutamenti intervenuti nella storia, la nuova collocazione mondiale degli stati europei, gli sviluppi travolgenti della rapidissima trasformazione dell\u2019economia capitalistica e le fratture politiche che ovunque ne sono seguite rendono labili gli orizzonti del nostro presente, ma proprio per questo imporrebbero alla politica e al diritto nuovi, enormi compiti. Non si tratta di programmini politici, carta per il cestino dei rifiuti, ma di acquistare una maturit\u00e0 politica che manca totalmente. Oggi siamo nella condizione misera di gettarsi dietro questa o quella bandiera insignificante, senza pensare e senza giudicare teorie e uomini per scegliere liberamente, ossia consapevolmente una strada.<\/p>\n<p>Non siamo pi\u00f9 nel mondo novecentesco dove le forme economiche e quelle giuridiche si integravano sotto il dominio della sovranit\u00e0 degli stati nazionali. Il virus del \u201c<em>sovranismo\u201d<\/em> con cui i nuovi poteri orientano le opinioni pubbliche in tutto il mondo, ha infettato mortalmente il concetto di sovranit\u00e0 che tutti abbiamo studiato come cardine fondamentale dello stato moderno. Siamo attratti in un nuovo ordine politico-statuale imprevedibile, dove si imporr\u00e0 una nuova razionalit\u00e0 giuridica nella quale non \u00e8 affatto detto che riuscir\u00e0 a sopravvivere il riconoscimento dell\u2019individuo e della sua autonomia consacrato dai principi fondanti dello stato di diritto del XIX e del XX secolo, che pur con tutti i gravi limiti attuativi, e nonostante tutto superando le tenebre del nazifascismo, in Europa avevano tutelato la democrazia.<\/p>\n<p><strong>11 \u2013 <em><u>Il diritto costituzionale \u00e8 usurato \u2013 La societ\u00e0 \u00e8 indifferente al contrasto tra realt\u00e0 e testo costituzionale<\/u><\/em> &#8211; <\/strong>La forza dei mutamenti in corso nella forma e nella composizione delle nostre societ\u00e0, gli effetti delle immense innovazioni tecnologiche e scientifiche, la realt\u00e0 <em>\u201cimmateriale<\/em>\u201d con cui il capitalismo contemporaneo sta orientando le societ\u00e0 e la politica hanno travolto i principi affermati dello stato di diritto come finora lo abbiamo conosciuto e praticato. La funzione generalizzante della legge sta perdendo il carattere di schema generale e astratto; la politica non dirige pi\u00f9 la societ\u00e0, si \u00e8 immiserita e ridotta all\u2019inseguimento con un\u2019immensa frammentazione di micro-interventi normativi per regolare situazioni particolari in cui non c\u2019\u00e8 ombra di un disegno logico ed \u00e8 impossibile orientarsi. Il diritto europeo non ha un vero carattere costituzionale, \u00e8 una specie di diritto amministrativo sovranazionale di contestata applicazione.<\/p>\n<p>Le costituzioni subiscono attacchi da ogni parte e il compito delle Corti diventa sempre pi\u00f9 difficile. Il diritto costituzionale, gi\u00e0 indebolito e messo all\u2019angolo dallo stato di guerra, entra in crisi e le sue modifiche assumono forme patologiche perch\u00e9 fatica sempre di pi\u00f9 a reggere l\u2019evoluzione delle societ\u00e0. \u00a0La nozione stessa di Costituzione entra in crisi nella misura in cui subentra l\u2019indifferenza della societ\u00e0 davanti al contrasto tra la realt\u00e0 e il testo costituzionale. Il principio di uguaglianza \u00e8 irreparabilmente arretrato nella politica alla quale \u00e8, o era, affidato primariamente. Il compito della giustizia viene dopo quando c\u2019\u00e8 la violazione. Ma se \u00e8 la politica a violare il principio di uguaglianza, la giustizia non pu\u00f2 nulla o assai poco. Serve un\u2019altra politica di contrasto che non si vede.<\/p>\n<p>I governi sono stati privatizzati, il \u201cpubblico\u201d \u00e8 deragliato rendendo gli stati deboli e corruttibili. Non sappiamo quali saranno le conseguenze durature, ma sappiamo sin d\u2019ora che la sopravvivenza delle moderne costituzioni, il cui scopo era limitare il potere del sovrano e impedirne l\u2019arbitrio, \u00e8 a rischio mortale di fronte ai nuovi sovrani. Tutto questo sta diventando senso comune, non riguarda solo le nuove classi dirigenti del mondo globalizzato, ma si sta affermando sopra un\u2019usurata cultura costituzionalistica delle regole e dei controlli. Governati e governanti non sono pi\u00f9 d\u2019accordo nemmeno sull\u2019idea stessa di diritto. Le costituzioni che hanno preteso di non limitarsi a indicare fini e principi, ma di stabilire anche i mezzi per realizzarli, sono sopportate con riserva mentale e con insofferenza. Per assurdo, e neanche tanto, qualcuno potrebbe pensare che tanto valeva una costituzione di poche righe come quella dei pellegrini della Mayflower, che permetteva tutto e il suo contrario.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Claudio Stefano Tani \u00a0 \u00a0 \u00a01 &#8211; \u00a0Janek \u2013 \u00a0Siamo alla fine del 1942 con un gruppo di resistenti polacchi; si attendono notizie sull\u2019esito della battaglia di Stalingrado e la capitolazione dell\u2019esercito hitleriano. Il quindicenne Janek aveva aperto il grosso volume di diritto costituzionale dell\u2019amico Tadek Chmura alla pagina che riportava la Dichiarazione dei &#8230; <a title=\"Educazione europea: quale Costituzione stiamo difendendo?\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.lacostituzione.info\/index.php\/2025\/01\/24\/educazione-europea-quale-costituzione-stiamo-difendendo\/\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n<div class='heateorSssClear'><\/div><div  class='heateor_sss_sharing_container heateor_sss_horizontal_sharing' data-heateor-sss-href='https:\/\/www.lacostituzione.info\/index.php\/2025\/01\/24\/educazione-europea-quale-costituzione-stiamo-difendendo\/'><div class='heateor_sss_sharing_title' style=\"font-weight:bold\" >Condividi!<\/div><div class=\"heateor_sss_sharing_ul\"><a aria-label=\"Facebook\" class=\"heateor_sss_facebook\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer\/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.lacostituzione.info%2Findex.php%2F2025%2F01%2F24%2Feducazione-europea-quale-costituzione-stiamo-difendendo%2F\" title=\"Facebook\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\" style=\"font-size:32px!important;box-shadow:none;display:inline-block;vertical-align:middle\"><span class=\"heateor_sss_svg\" style=\"background-color:#0765FE;width:35px;height:35px;display:inline-block;opacity:1;float:left;font-size:32px;box-shadow:none;display:inline-block;font-size:16px;padding:0 4px;vertical-align:middle;background-repeat:repeat;overflow:hidden;padding:0;cursor:pointer;box-sizing:content-box\"><svg style=\"display:block;\" focusable=\"false\" aria-hidden=\"true\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"100%\" height=\"100%\" viewBox=\"0 0 32 32\"><path fill=\"#fff\" d=\"M28 16c0-6.627-5.373-12-12-12S4 9.373 4 16c0 5.628 3.875 10.35 9.101 11.647v-7.98h-2.474V16H13.1v-1.58c0-4.085 1.849-5.978 5.859-5.978.76 0 2.072.15 2.608.298v3.325c-.283-.03-.775-.045-1.386-.045-1.967 0-2.728.745-2.728 2.683V16h3.92l-.673 3.667h-3.247v8.245C23.395 27.195 28 22.135 28 16Z\"><\/path><\/svg><\/span><\/a><a aria-label=\"Twitter\" class=\"heateor_sss_button_twitter\" href=\"https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?text=Educazione%20europea%3A%20quale%20Costituzione%20stiamo%20difendendo%3F&url=https%3A%2F%2Fwww.lacostituzione.info%2Findex.php%2F2025%2F01%2F24%2Feducazione-europea-quale-costituzione-stiamo-difendendo%2F\" title=\"Twitter\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\" style=\"font-size:32px!important;box-shadow:none;display:inline-block;vertical-align:middle\"><span class=\"heateor_sss_svg heateor_sss_s__default heateor_sss_s_twitter\" style=\"background-color:#55acee;width:35px;height:35px;display:inline-block;opacity:1;float:left;font-size:32px;box-shadow:none;display:inline-block;font-size:16px;padding:0 4px;vertical-align:middle;background-repeat:repeat;overflow:hidden;padding:0;cursor:pointer;box-sizing:content-box\"><svg style=\"display:block;\" focusable=\"false\" aria-hidden=\"true\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"100%\" height=\"100%\" viewBox=\"-4 -4 39 39\"><path d=\"M28 8.557a9.913 9.913 0 0 1-2.828.775 4.93 4.93 0 0 0 2.166-2.725 9.738 9.738 0 0 1-3.13 1.194 4.92 4.92 0 0 0-3.593-1.55 4.924 4.924 0 0 0-4.794 6.049c-4.09-.21-7.72-2.17-10.15-5.15a4.942 4.942 0 0 0-.665 2.477c0 1.71.87 3.214 2.19 4.1a4.968 4.968 0 0 1-2.23-.616v.06c0 2.39 1.7 4.38 3.952 4.83-.414.115-.85.174-1.297.174-.318 0-.626-.03-.928-.086a4.935 4.935 0 0 0 4.6 3.42 9.893 9.893 0 0 1-6.114 2.107c-.398 0-.79-.023-1.175-.068a13.953 13.953 0 0 0 7.55 2.213c9.056 0 14.01-7.507 14.01-14.013 0-.213-.005-.426-.015-.637.96-.695 1.795-1.56 2.455-2.55z\" fill=\"#fff\"><\/path><\/svg><\/span><\/a><a aria-label=\"Reddit\" class=\"heateor_sss_button_reddit\" href=\"https:\/\/reddit.com\/submit?url=https%3A%2F%2Fwww.lacostituzione.info%2Findex.php%2F2025%2F01%2F24%2Feducazione-europea-quale-costituzione-stiamo-difendendo%2F&title=Educazione%20europea%3A%20quale%20Costituzione%20stiamo%20difendendo%3F\" title=\"Reddit\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\" style=\"font-size:32px!important;box-shadow:none;display:inline-block;vertical-align:middle\"><span class=\"heateor_sss_svg heateor_sss_s__default heateor_sss_s_reddit\" style=\"background-color:#ff5700;width:35px;height:35px;display:inline-block;opacity:1;float:left;font-size:32px;box-shadow:none;display:inline-block;font-size:16px;padding:0 4px;vertical-align:middle;background-repeat:repeat;overflow:hidden;padding:0;cursor:pointer;box-sizing:content-box\"><svg style=\"display:block;\" focusable=\"false\" aria-hidden=\"true\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"100%\" height=\"100%\" viewBox=\"-3.5 -3.5 39 39\"><path d=\"M28.543 15.774a2.953 2.953 0 0 0-2.951-2.949 2.882 2.882 0 0 0-1.9.713 14.075 14.075 0 0 0-6.85-2.044l1.38-4.349 3.768.884a2.452 2.452 0 1 0 .24-1.176l-4.274-1a.6.6 0 0 0-.709.4l-1.659 5.224a14.314 14.314 0 0 0-7.316 2.029 2.908 2.908 0 0 0-1.872-.681 2.942 2.942 0 0 0-1.618 5.4 5.109 5.109 0 0 0-.062.765c0 4.158 5.037 7.541 11.229 7.541s11.22-3.383 11.22-7.541a5.2 5.2 0 0 0-.053-.706 2.963 2.963 0 0 0 1.427-2.51zm-18.008 1.88a1.753 1.753 0 0 1 1.73-1.74 1.73 1.73 0 0 1 1.709 1.74 1.709 1.709 0 0 1-1.709 1.711 1.733 1.733 0 0 1-1.73-1.711zm9.565 4.968a5.573 5.573 0 0 1-4.081 1.272h-.032a5.576 5.576 0 0 1-4.087-1.272.6.6 0 0 1 .844-.854 4.5 4.5 0 0 0 3.238.927h.032a4.5 4.5 0 0 0 3.237-.927.6.6 0 1 1 .844.854zm-.331-3.256a1.726 1.726 0 1 1 1.709-1.712 1.717 1.717 0 0 1-1.712 1.712z\" fill=\"#fff\"\/><\/svg><\/span><\/a><a aria-label=\"Linkedin\" class=\"heateor_sss_button_linkedin\" href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/sharing\/share-offsite\/?url=https%3A%2F%2Fwww.lacostituzione.info%2Findex.php%2F2025%2F01%2F24%2Feducazione-europea-quale-costituzione-stiamo-difendendo%2F\" title=\"Linkedin\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\" style=\"font-size:32px!important;box-shadow:none;display:inline-block;vertical-align:middle\"><span class=\"heateor_sss_svg heateor_sss_s__default heateor_sss_s_linkedin\" style=\"background-color:#0077b5;width:35px;height:35px;display:inline-block;opacity:1;float:left;font-size:32px;box-shadow:none;display:inline-block;font-size:16px;padding:0 4px;vertical-align:middle;background-repeat:repeat;overflow:hidden;padding:0;cursor:pointer;box-sizing:content-box\"><svg style=\"display:block;\" focusable=\"false\" aria-hidden=\"true\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"100%\" height=\"100%\" viewBox=\"0 0 32 32\"><path d=\"M6.227 12.61h4.19v13.48h-4.19V12.61zm2.095-6.7a2.43 2.43 0 0 1 0 4.86c-1.344 0-2.428-1.09-2.428-2.43s1.084-2.43 2.428-2.43m4.72 6.7h4.02v1.84h.058c.56-1.058 1.927-2.176 3.965-2.176 4.238 0 5.02 2.792 5.02 6.42v7.395h-4.183v-6.56c0-1.564-.03-3.574-2.178-3.574-2.18 0-2.514 1.7-2.514 3.46v6.668h-4.187V12.61z\" fill=\"#fff\"><\/path><\/svg><\/span><\/a><a aria-label=\"Pinterest\" class=\"heateor_sss_button_pinterest\" href=\"https:\/\/www.lacostituzione.info\/index.php\/2025\/01\/24\/educazione-europea-quale-costituzione-stiamo-difendendo\/\" onclick=\"event.preventDefault();javascript:void( (function() {var e=document.createElement('script' );e.setAttribute('type','text\/javascript' );e.setAttribute('charset','UTF-8' );e.setAttribute('src','\/\/assets.pinterest.com\/js\/pinmarklet.js?r='+Math.random()*99999999);document.body.appendChild(e)})());\" title=\"Pinterest\" rel=\"noopener\" style=\"font-size:32px!important;box-shadow:none;display:inline-block;vertical-align:middle\"><span class=\"heateor_sss_svg heateor_sss_s__default heateor_sss_s_pinterest\" style=\"background-color:#cc2329;width:35px;height:35px;display:inline-block;opacity:1;float:left;font-size:32px;box-shadow:none;display:inline-block;font-size:16px;padding:0 4px;vertical-align:middle;background-repeat:repeat;overflow:hidden;padding:0;cursor:pointer;box-sizing:content-box\"><svg style=\"display:block;\" focusable=\"false\" aria-hidden=\"true\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"100%\" height=\"100%\" viewBox=\"-2 -2 35 35\"><path fill=\"#fff\" d=\"M16.539 4.5c-6.277 0-9.442 4.5-9.442 8.253 0 2.272.86 4.293 2.705 5.046.303.125.574.005.662-.33.061-.231.205-.816.27-1.06.088-.331.053-.447-.191-.736-.532-.627-.873-1.439-.873-2.591 0-3.338 2.498-6.327 6.505-6.327 3.548 0 5.497 2.168 5.497 5.062 0 3.81-1.686 7.025-4.188 7.025-1.382 0-2.416-1.142-2.085-2.545.397-1.674 1.166-3.48 1.166-4.689 0-1.081-.581-1.983-1.782-1.983-1.413 0-2.548 1.462-2.548 3.419 0 1.247.421 2.091.421 2.091l-1.699 7.199c-.505 2.137-.076 4.755-.039 5.019.021.158.223.196.314.077.13-.17 1.813-2.247 2.384-4.324.162-.587.929-3.631.929-3.631.46.876 1.801 1.646 3.227 1.646 4.247 0 7.128-3.871 7.128-9.053.003-3.918-3.317-7.568-8.361-7.568z\"\/><\/svg><\/span><\/a><a aria-label=\"Whatsapp\" class=\"heateor_sss_whatsapp\" href=\"https:\/\/api.whatsapp.com\/send?text=Educazione%20europea%3A%20quale%20Costituzione%20stiamo%20difendendo%3F%20https%3A%2F%2Fwww.lacostituzione.info%2Findex.php%2F2025%2F01%2F24%2Feducazione-europea-quale-costituzione-stiamo-difendendo%2F\" title=\"Whatsapp\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\" style=\"font-size:32px!important;box-shadow:none;display:inline-block;vertical-align:middle\"><span class=\"heateor_sss_svg\" style=\"background-color:#55eb4c;width:35px;height:35px;display:inline-block;opacity:1;float:left;font-size:32px;box-shadow:none;display:inline-block;font-size:16px;padding:0 4px;vertical-align:middle;background-repeat:repeat;overflow:hidden;padding:0;cursor:pointer;box-sizing:content-box\"><svg style=\"display:block;\" focusable=\"false\" aria-hidden=\"true\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"100%\" height=\"100%\" viewBox=\"-6 -5 40 40\"><path class=\"heateor_sss_svg_stroke heateor_sss_no_fill\" stroke=\"#fff\" stroke-width=\"2\" fill=\"none\" d=\"M 11.579798566743314 24.396926207859085 A 10 10 0 1 0 6.808479557110079 20.73576436351046\"><\/path><path d=\"M 7 19 l -1 6 l 6 -1\" class=\"heateor_sss_no_fill heateor_sss_svg_stroke\" stroke=\"#fff\" stroke-width=\"2\" fill=\"none\"><\/path><path d=\"M 10 10 q -1 8 8 11 c 5 -1 0 -6 -1 -3 q -4 -3 -5 -5 c 4 -2 -1 -5 -1 -4\" fill=\"#fff\"><\/path><\/svg><\/span><\/a><\/div><div class=\"heateorSssClear\"><\/div><\/div><div class='heateorSssClear'><\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"enabled":false},"version":2}},"categories":[12],"tags":[1473,74,1610,310],"class_list":["post-9355","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-editoriale","tag-capitalismo","tag-costituzione","tag-guerra","tag-intelligenza-artificiale"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p84sDq-2qT","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lacostituzione.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9355","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lacostituzione.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lacostituzione.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lacostituzione.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lacostituzione.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9355"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lacostituzione.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9355\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lacostituzione.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9355"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lacostituzione.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9355"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lacostituzione.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9355"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}