Perché Salvini non prova il concorso in magistratura?

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di Edmund Burke

Ogni volta che un giudice emana una sentenza che a Salvini non piace, perché boccia qualcosa voluta da lui o dal Governo, la risposta è sempre la stessa: se al signor giudice non piacciono le decisioni del Governo, si candidi alle prossime elezioni, sottoponendo agli elettori le sue idee; se le vincerà, toccherà a lui imporre le sue scelte politiche.

E’ palesemente una stupidaggine, in cui anche Di Maio inciampa talvolta. Entrambi fanno finta di ignorare che in un sistema costituzionale il potere politico non è libero di fare quello che vuole, ma è sottoposto alle leggi e alla costituzione, il rispetto delle quali è garantito dai giudici, non dai politici. Anzi, la costituzione sconsiglierebbe ai politici di contestare le sentenze dei giudici. Anche perché l’argomento di Salvini potrebbe essere ribaltato facilmente: se a lui non piacciono le sentenze dei giudici, perché non affronta un concorso e diventa lui stesso giudice? Sì, dovrebbe studiare un bel po’. Finalmente.

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