
di Pietro Faraguna
Lo scorso 21 settembre, in un’atmosfera allegramente pre-elettorale, la Presidente del Consiglio dei ministri ha annunciato tre misure sulla scuola:

di Pietro Faraguna
Lo scorso 21 settembre, in un’atmosfera allegramente pre-elettorale, la Presidente del Consiglio dei ministri ha annunciato tre misure sulla scuola:

di Matteo Milanesi*
Nella giornata di mercoledì 9 settembre 2026 è stata raggiunta, tramite la Piattaforma online del Ministero della Giustizia, la quota delle 500.000 firme a sostegno del referendum abrogativo della L. 104/2026 in tema di educazione affettiva e sessuale nelle scuole (formalmente: Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico; c.d. «Legge Valditara»), a poco più di un mese dall’annuncio in G.U. della correlativa richiesta.
di Corrado Caruso
Molti sono i difetti che il cd. Melonellum, e cioè il ddl elettorale oggi in discussione al Senato, presenta. Alcuni di essi sono di metodo, altri di merito: tra i primi, l’ennesimo tentativo di riscrivere le regole elettorali a maggioranza, a pochi mesi dal voto. Tra i secondi…
di Gloria Scuffia*
Il lavoro di cura familiare è “sostenibile”? Secondo una recente indagine condotta dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), il lavoro di cura non retribuito viene percepito come una esigenza temporanea, destinata ad esaurirsi in un arco di tempo limitato: il lavoro di cura non retribuito vale in Italia 400 miliardi, ed è prevalentemente a carico delle donne. Siamo fra gli ultimi in Europa (Dossier Agenzia ONU – Parità di genere).
di Paolo Carnevale
La vicenda della conversione del decreto-legge n. 22 del 2026 ad opera della legge n. 54 dello stesso anno in tema di sicurezza e della contestuale adozione-emanazione del successivo decreto n. 55 in punto di disciplina dei rimpatri volontari assistiti dei migranti, già oggetto di modifica ad opera della coeva legge n. 54, ha suscitato un notevole interesse e generato una grande attenzione nel nostrano dibattito pubblico.
di Antonio D’Andrea*
Occorrerebbe maneggiare con attenzione il dato costituzionale, partendo da buoni propositi. In realtà, proprio sul piano teorico, non sussiste, almeno a mio parere, un collegamento rinvenibile tra una possibile post-democrazia da “inventare” qui e ora…
di Salvatore Curreri
La questione della riferibilità del “metodo democratico” di cui all’art. 49 Cost. alla vita interna ai partiti politici è sempre stata oggetto di discussione politica e giuridica.
di Angela Cossiri* e Emanuele Frontoni**
Il referendum costituzionale 2026 si è chiuso con la vittoria del No, che ha raggiunto il 53,24% dei consensi, contro il Sì al 46,76%, con un’affluenza del 55,7% (dati comprensivi dei votanti all’estero). L’affluenza dei soli votanti in Italia è pari al 58,93% (Fonte: Eligendo – Il portale delle elezioni del Ministero dell’Interno).
di Maurizio Malo
Per fortuna, la maggior parte dei votanti al referendum costituzionale sulla magistratura ha preso sul serio l’ammissione del Ministro proponente (Carlo Nordio) fissata nel suo libro (Una nuova giustizia, pagg. 122-123), ovvero che il fine autentico della riforma (scampata) consisteva nel “mettere in riga” la magistratura, accusata di intralciare l’azione politica di qualsiasi maggioranza di governo: infatti (scrive il Ministro) «si sa benissimo quanto sia stata limitata la sovranità della politica davanti all’invadenza delle Procure».
di Fabio Ferrari
In principio era l’impunità. I sostenitori del sì denunciavano l’assoluta mancanza di credibilità della giustizia disciplinare del CSM: ai giudici era consentito disonorare la toga e danneggiare la vita dei cittadini, senza mai rispondere ad alcuno dei propri errori.
di Roberto Toniatti e Irene Iannelli
L’istituzione dell’Alta Corte disciplinare rappresenta una modifica molto significativa – che la si condivida o meno nel merito – della vigente disciplina del Consiglio Superiore della Magistratura, secondo quanto previsto dalla legge costituzionale di revisione attualmente sottoposta a referendum (non)confermativo ex art. 138 Cost.
di Michele Carducci
Con la riforma dell’organizzazione della magistratura, se definitivamente confermata dal referendum, sarà introdotta in Costituzione la “lottocrazia” ovvero la legittimazione e l’esercizio del potere in base al caso.
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