Inquirente e giudicante: il nodo della separazione delle carriere dei magistrati

di Ilario Nasso *

«La folla grida un mantra / l’evoluzione inciampa…», canta un ritornello ormai divenuto familiare, senz’altro adattabile al refrain con cui viene ciclicamente rispolverato il tema dei rapporti fra magistratura requirente e giudicante.

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Il decreto legge sui vaccini tra scienza e politica

di Stefano Rossi

Scienza e politica sono ineluttabilmente intrecciate nelle scelte relative ai programmi sanitari. Il ruolo trainante che la scienza ha assunto rispetto allo sviluppo economico e sociale ha fatto sì che politica e diritto abbiano dovuto dedicare un’attenzione particolare alla regolazione di ambiti connessi alla tecnoscienza.

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Legge elettorale: la (im)possibile quadratura del cerchio

di Salvatore Curreri
È difficile vincere la tentazione di non occuparsi dell’attuale dibattito sulla riforma elettorale. I radicali contrasti da sempre esistenti tra i partiti rendono estremamente improbabile che si possa trovare un accordo bipartisan sulla più politica delle leggi.

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Schiavi in Europa! Condannata la Grecia

di Alberto Mattei *

Sfruttamento del lavoro e tratta degli esseri umani. In Grecia, paese dell’Unione europea. Non ci sono le istituzioni dell’Unione e nemmeno la crisi economica a cui è stato esposto lo Stato ellenico nel corso di questi anni. No, siamo di fronte alla condanna della Corte europea dei diritti dell’Uomo nei confronti della Grecia, per la condizione cui sono stati sottoposti dei lavoratori migranti.

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Intercettazioni: le interviste a
Vladimiro Zagrebelsky e Caterina Malavenda

Il problema della pubblicazione delle intercettazioni, dopo il caso Renzi-Lillo, resta al centro del dibattito politico. Pubblichiamo due interessanti interviste apparse su Repubblica, a Vladimiro Zagrebelsky ex giudice della Corte europea dei diritti umani e a all’avvocato penalista Caterina Malavenda, apparsa su Il fatto quotidiano.

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Il pugnale dei Sikh e il grande equivoco
dei “valori occidentali”

di Alessandro Morelli

La decisione con cui la prima sezione penale della Corte di Cassazione ha affermato il principio per cui nessun credo religioso può legittimare il porto in luogo pubblico di armi o di oggetti atti a offendere (sent. n. 24084/2017), rigettando così il ricorso con il quale un indiano aveva impugnato la pronuncia che lo aveva condannato per essere stato fermato con un kirpan (il coltello sacro dei Sikh), portato alla cintura, è condivisibile nel dispositivo. Meno nella motivazione.

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Il problema non è il Kirpan ma la stampa

di Roberto Bin

Nella società della comunicazione la fretta di lanciare le notizie non consente di perdere tempo a controllare i “fatti”. Così per 24 ore siamo stati sommersi da lanci di notizie, commenti a caldo, dibattiti accalorati con il consueto strascico di contumelie, a proposito della sentenza della Cassazione che afferma che il Kirpan, il pugnale rituale indossato dai Sikh, non è compatibile con la legge italiana.

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Legge elettorale e i vincoli posti
dalla Corte Costituzionale

di Glauco Nori *

1-Per la legittimità di un premio di maggioranza è necessaria una soglia minima: lo ha detto la Corte costituzionale con la sentenza n.1 del 2014.  Ha anche spiegato, ripetendolo con la sentenza n.35 del 2017, che si è dovuta fermare a quella dichiarazione perché non può modificare la disciplina legislativa attraverso interventi manipolativi o additivi, per esempio indicando direttamente la soglia minima.

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