Medici antiabortisti e rimedi privatistici
al boicottaggio della legge dello Stato

di Andrea Guazzarotti*

Dove passa il confine tra obiezione di coscienza e opportunismo è assai difficile da stabilire, né un legislatore ‘laico’ può permettersi di istituire ‘tribunali della coscienza’ per verificare l’autenticità delle scelte individuali ispirate da obblighi morali o religiosi.

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Organizzazione e democrazia interna
nei partiti politici
secondo la Corte di Strasburgo

di Dimitri Girotto

In tempi di elevata conflittualità interna ai partiti e movimenti politici può essere utile uno sguardo alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, per comprendere se dalle disposizioni della CEDU si possano trarre indicazioni sull’ambito di autonomia organizzativa riconosciuto alle associazioni politiche.

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Sulla legge sul rischio sanitario…
pende il rischio di incostituzionalià

di Stefano Rossi

Il testo del disegno di legge cd. Gelli in materia di responsabilità professionale nel settore medico (AS 2224 vedi link), ora al vaglio della Camera dei deputati – in seconda lettura – dopo l’approvazione in Senato merita una breve riflessione.

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Perché la Corte non avrebbe dovuto
giudicare nel merito l’Italicum

di Fabio Ferrari

In questo giornale, si è più volte tentato di spiegare per quale ragione la Corte costituzionale non avrebbe dovuto giudicare nel merito l’Italicum (Bin 1,2,3, Morelli, Ferrari 1,2): l’accesso al giudice costituzionale, difatti, è consentito solo per tramite di un processo reale.

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I paradossi della vicenda Taricco

La sovranità limitata in favore dell’UE e ‘controlimitata’ in favore della Costituzione

di Andrea Guazzarotti*

La nostra Corte costituzionale (ord. n. 24/2017) ha chiesto alla Corte di giustizia UE di tornare sui suoi passi e spiegare se, nella decisione sul caso Taricco, essa abbia davvero imposto ai giudici italiani la disapplicazione delle norme penali di favore in materia di frodi sull’IVA per effetto dei vincoli derivanti da una disposizione del Trattato (art. 325 TFUE), o non abbia, piuttosto, inteso lasciare ai giudici nazionali la valutazione circa il grado di ‘tollerabilità costituzionale’ che l’applicazione diretta di quella disposizione europea comporta.

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Se l’Acropoli veste Gucci:
la questione dei beni culturali
usati per fare spettacolo

di Lucilla Conte

Il recente rifiuto da parte del Consiglio Centrale Archeologico della Grecia (KAS) di concedere in uso parte dell’Acropoli per una sfilata di moda del marchio Gucci è stata considerato da un lato come un dignitoso moto di orgoglio di un Paese che, pure nella morsa della crisi economica, non “svende” né corrompe la propria storia e cultura e, dall’altro, come un diniego miope che avrebbe sottostimato l’ingente ritorno economico dell’operazione quale strumento di finanziamento dei restauri di cui il sito (dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1987) da tempo necessita.

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L’azione di accertamento
come surrogato del ricorso diretto

di Alessandro Mangia*

In un intervento di qualche settimana fa, e prima della pronuncia della Corte, Roberto Bin si interrogava, non a torto, sulle conseguenze in ordine al processo costituzionale di una eventuale pronuncia nel merito sull’Italicum. Gli argomenti di Bin, peraltro già circolanti nel dibattito anteriore alla decisione, erano sostanzialmente due.

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Rappresentanza versus Governabilità
nella sentenza della Corte sull’Italicum

di Alberto Azzena e Francesco Monceri

Nella recente sentenza sulla legge elettorale la Corte costituzionale si è addentrata in una questione di pressoché impossibile soluzione, una sorta di quadratura del cerchio, che l’ ha condotta a una vistosa contraddizione che forse poteva esser resa meno vistosa.

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L’irreversibilità dell’euro e la BCE
Chi è il ‘sovrano’ negli stati d’eccezione?
Draghi: uscire dall’euro ci costerebbe 350 miliardi

di Andrea Guazzarotti*

Un discusso padre del costituzionalismo contemporaneo, Carl Schmitt, sosteneva che ‘sovrano’ è colui che decide sul caso d’eccezione, ossia che ha la forza di imporre la propria volontà al di là delle regole, anche costituzionali, e proprio per sopperire all’incapacità di queste ultime di salvare lo Stato nei momenti di crisi.

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Se l’Europa chiama, a volte l’Italia risponde
ma a pagare è il diritto di asilo

di Donatella Loprieno*

Nella riunione del 10 febbraio 2017, il Consiglio dei Ministri, su proposta del neo Ministro dell’Interno Marco Minniti e del Ministro della Giustizia Andrea Orlando, ha approvato un pacchetto contenente Interventi urgenti in materia d’immigrazione e di sicurezza urbana.

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