“Sblocca-cantieri”: da consumarsi preferibilmente entro…

di Annalaura Giannelli e Giuseppe Tropea

Lo studio delle fonti impegna tradizionalmente più il costituzionalista che l’amministrativista. Questa affermazione, tuttavia, pare essere ad oggi tutt’altro che incontrovertibile. Negli ultimi anni, infatti, il diritto amministrativo è stato interessato da una inedita proliferazione di fonti definite “atipiche”, come testimonia l’emblematica vicenda delle linee guida Anac in materia di contratti pubblici.

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L’assegnazione del seggio vacante in Sicilia: uno schiaffo alla “base regionale” del Senato

di Salvatore Curreri

Lo scorso 26 giugno la Giunta delle elezioni e delle immunità del Senato, con delibera approvata a strettissima maggioranza (12 voti contro 10), ha proposto all’Aula di aggiudicare il seggio non assegnato in Sicilia alla lista del MoVimento 5 Stelle per mancanza di candidati ad un candidato della medesima lista eletto in altra circoscrizione regionale (v. doc. XVI, n. 2 del 23 luglio).

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Se il Presidente del Senato limita le funzioni dei parlamentari…

di Salvatore Curreri

La Presidente del Senato dichiara inammissibili le interrogazioni delle opposizioni sulla oscura vicenda dei fondi russi alla Lega, perché il Senato non può occuparsi di “pettegolezzi giornalistici” che “non hanno fondamento probatorio”. Una decisione sbagliata che essenzialmente mortifica il Parlamento come luogo centrale del dibattito politico del Paese.

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Riflessioni sul caso SeaWatch: adempimento di un dovere e valutazioni opinabili del giudice

di Luigi Melica

Negli ultimi giorni sembra che l’esempio del comandante della Sea Watch possa essere seguito da altri capitani di navi noleggiate da altre ONG che intercettano in acque internazionali le piccole imbarcazioni sulle quali i migranti sono abbandonati dagli scafisti.

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Il no a Sea Watch introduce la decisione a maggioranza anche sulle audizioni?

di Gianluca De Filio

Chi segue i lavori parlamentari, e chi scrive confessa di averlo fatto più di una volta, può essere portato a sottovalutare quegli spazi di discussione che i regolamenti parlamentari riservano agli interventi di natura procedurale, i così detti richiami (al regolamento, ordine del giorno, ordine dei lavori ecc.).

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