La strana risposta del presidente Fico: è così che si rilancia il ruolo del Parlamento?

di Roberto Bin

Alle lettere e agli interventi in aula di alcuni deputati che rivolgevano al Presidente Fico la richiesta di verificare la compatibilità con la Costituzione e con il Regolamento della Camera di alcune norme dello Statuto del gruppo del M5S, di cui Fico è membro, egli ha dato una risposta che non può essere data per scontata.

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La sanzione pecuniaria ai voltagabbana ha un acre sapore

di Roberto Bin

Al di là dell’uso polemico di cui è stata fatta oggetto (vedi la lettera dell’on. Magi al neo-Presidente della Camera Fico), la questione della sanzione che il regolamento del Gruppo parlamentare del M5S minaccerebbe (uso il condizionale, perché non è reperibile una fonte ufficiale di questo testo, come denunciato da un intervento alla Camera dell’on. Ceccanti) di applicare agli eletti che intendono cambiare gruppo è davvero semplice. Anche se si tratta di un vecchio pallino del Movimento, già previsto dalle sue autoregolamentazioni, si tratta di una norma (a) inutile e (b) inaccettabile.

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Lo scandalo vero è il cumulo dei vitalizi. Che dice Fico?

Mentre il Presidente della Camera Roberto Fico prosegue nella battaglia contro i vitalizi, da eliminare retroattivamente in malo modo e forse incostituzionalmente, con un provvedimento destinato a colpire soprattutto le vedove degli ex parlamentari che beneficiano della reversibilità di quel vitalizio, lo stesso Fico si dimentica di una ingiustizia più grande: quella del cumulo dei vitalizi di cui possono godere molti parlamentari. 

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Alla Camera costituito, in deroga, il gruppo di Liberi e Uguali: una decisione legittima, imparziale, opportuna

di Salvatore Curreri

Come previsto l’Ufficio di Presidenza della Camera, nella seduta del 9 aprile, ha autorizzato all’unanimità la costituzione in gruppo parlamentare autonomo dei 14 deputati di Liberi e Uguali, finora confluiti nel gruppo misto.(http://www.lacostituzione.info/index.php/2018/04/07/spigolature-dai-nuovi-gruppi-parlamentari/).

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Di Maio ha ragione: il “contratto di governo” è la via giusta

di Roberto Bin

In precedenti contributi in questo giornale (del 5 e del 7 marzo) avevo ipotizzato che l’unica seria via d’uscita dalla crisi sarebbe stato un accordo di governo tra M5S e il PD, sottolineando due volte la differenza fondamentale tra un’alleanza e un accordo: la prima rappresenta un patto su un programma politico ampio e stabile, con cui ci si presenta agli elettori, il secondo un contratto in cui i contraenti convergono su questioni di comune interesse.

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Spigolature dai nuovi gruppi parlamentari

di Salvatore Curreri

La costituzione dei gruppi parlamentari costituisce un passaggio essenziale per l’inizio delle attività delle camere. Non a caso, infatti, essa avviene subito dopo l’elezione del Presidente (entro due giorni dalla prima seduta alla Camera; entro tre al Senato: artt. 14.3 reg. Cam. e 14.2 reg. Sen.) perché è dalla loro composizione numerica – e quindi dai loro rapporti di forza nonché dalla loro collocazione politica – che dipende la successiva costituzione degli organi di cui ciascuna camera si compone: Presidenza, Commissioni, Giunte, Comitato per la legislazione.

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Virtù e vizi dei vitalizi

Pare proprio che il problema principale dell’Italia siano i vitalizi. Su di essi il M5S torna a battere come se la campagna elettorale non fosse chiusa (o forse perché sta pensando di aprirne una nuova) ponendo la loro abolizione al primo punto del programma del nuovo governo. Peccato che sui vitalizi, elevati a simbolo della odiata “casta”, si continui a diffondere fake news. Forse vale la pena riproporre per rimettere i puntini sulle “i”, due articoli già pubblicati in passato. Eccoli.

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Cappato, il Governo, la Corte costituzionale e le false notizie

di Roberto Bin

La decisione del Governo di intervenire nel giudizio di legittimità costituzionale sollevato dalla Corte di assise di Milano sul reato di “Istigazione o aiuto al suicidio” (art. 580 CP) è stata accompagnata dai soliti commenti fuori luogo. Il Foglio, per es., parla di “costituzione di parte civile” del Governo, e così anche il Corriere. Ma è sbagliato, e non per qualche “sottigliezza”.

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Amministrative 2018: si vota il 10 giugno. Ecco dove

Il 10 giugno andranno al voto i cittadini di 799 enti nelle regioni a Statuto ordinario e in Sicilia.
Domenica 10 giugno gli elettori dei 594 comuni delle regioni a statuto ordinario andranno alle urne per l’elezione diretta dei sindaci e dei consigli comunali, nonché per l’elezione dei consigli circoscrizionali. 

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Il diavolo, le pentole e i coperchi: effetti imprevisti ed effetti perversi dell’ultima riforma elettorale

di Antonio Floridia*

Sappiamo oramai tutto del “Rosatellum”, e sappiamo anche i risultati che sono emersi dalle urne del 4 marzo. Può essere tuttavia utile ritornare, post factum, sui meccanismi della legge elettorale, assumendo un punto di vista peculiare: si sono prodotti gli effetti previsti dai legislatori, o sono scaturiti effetti inattesi o finanche perversi?

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La legge elettorale non piace a nessuno. Ma per cambiarla bisogna capire bene quel che ha detto la Corte

di Glauco Nori

La legge elettorale in vigore non piace a nessuno: le ragioni, in buona parte poco chiare, non sono le stesse per tutti. Al fatto che avesse consentito di superare la normativa di risulta dalla sentenza n.35 del 2017 non è stato dato alcun rilievo. Secondo le norme impugnate, se non fosse scattato il premio di maggioranza, si sarebbe dovuto procedere al ballottaggio.

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