Il conflitto di interessi sull’uso del simbolo del M5S:
la decisione del tribunale di Genova

di Elena Falletti*

Il 12 gennaio 2018 il Tribunale di Genova ha depositato il decreto di nomina del curatore speciale per la soluzione del conflitto di interessi sorto nel Movimento 5 Stelle a seguito della creazione dell’ultima associazione M5S in vista delle elezioni politiche.

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Elezioni 2018: i risultati degli ultimi nove sondaggi
L’astensione ancora oltre il 33%

ULTIMI SONDAGGI del 15 gennaio 2018 effettuati da INDEX Research (per Piazza Pulita-La7),  EMG Acqua (per  CartaBianca-Rai e TGLa7) e  Bidimedia.

Con la percentuale media, partito per partito, calcolata sui nove sondaggi dall’8 gennaio al 15 gennaio.

Dopo nove sondaggi a partire dall’8 gennaio 2018 le indicazioni di tendenza che si possono trarre sono di un leggero calo dei consensi per il M5S,  un calo del Pd, una  crescita di Forza Italia, stabile la Lega e un consolidamento tra il 6 e il 6,5%  di Liberi e Uguali. Ecco il tabellone che verrà via via aggiornato sugli ultimi sondaggi  che dovrebbero registrare gli effetti della campagna elettorale sull’orientamento degli elettori.

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Perchè non conviene ai partiti
indicare il candidato premier prima del voto

di Antonio d’Andrea

C’è qualche aspetto che giudico singolare in questo inizio, tra lo scoppiettante ed il patetico, di campagna elettorale che dovrebbe lasciarsi alle spalle l’attuale XVII Legislatura, arrivata alla fine naturale “assorbendo” l’inatteso esito tripolare del voto del febbraio 2013 e “rimaneggiando”, oltre il prevedibile, gli schieramenti coalizionali (definitivamente riesumati dal c.d. rosatellum) che vengono ricondotti – più per abitudine e pigrizia mentale – ad un centro-sinistra e a un centro-destra.

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Leader per leader il catalogo delle promesse elettorali. Ecco le ultime

Ultime del promessometro. La più importante è di Matteo Renzi che promette: “Mai al governo con Berlusconi, ha gia guidato il Paese e ha fallito”. Berlusconi ci ripensa sul Jobs Act. Di  Maio promette l’abolizione della legge sugli studi di settore, l’abolizione del redditometro e dello spesometro. Salvini si corregge in parte sui vaccini e promette di cancellare la tassa sulle sigarette elettroniche. Aggiorneremo e completeremo il tabellone che trovate qui sotto nel corso della campagna elettorale.Leggi tutto

Promesse elettorali: e se oltre le fake news ci occupassimo delle fake promises?

di Roberto Bin

La legislatura è finita discutendo di una proposta di legge che persegua le fake news: non si è fatto nulla, per fortuna, poiché il tema è troppo delicato per darlo in pasto ad assemblee parlamentari ormai ridotte ad arene dove falsi gladiatori combattono con falsi leoni. Però qualcosa si dovrebbe fare contro le false promesse elettorali.

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Elezioni 2018: una campagna nel rispetto del galateo elettorale

di Dario de Marchi

Bon ton istituzionale per i candidati alle prossime elezioni. Per tentare di riportare la campagna elettorale ai toni della regolarità, lealtà e correttezza e conseguire il meritato successo, l’Accademia del Cerimoniale (ne fanno parte i principali esperti di protocollo e cerimoniale dei maggiori organismi pubblici) ha redatto il Galateo Elettorale.

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Valutare il benessere: inizia la stagione dell’indicatore equo e sostenibile (BES)?

di Chiara Bergonzini

Qualcuno l’aveva capito molto tempo fa: sul lungo periodo, la rincorsa alla crescita del PIL non può essere l’unico obiettivo economico di un sistema democratico, perché ai fini del suo calcolo rileva – in sintesi – solo la produzione di mercato, senza distinguere se ciò che ha valore per il mercato sia nella realtà utile o dannoso alla vita degli esseri umani, all’ambiente in cui si muovono, alle relative interazioni.

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Seggio o son desto? Il sindaco che si candida alle elezioni politiche rischia…

di Roberto Bin

Il Sindaco di Imola, Daniele Manca, ha annunciato le sue dimissioni, per potersi candidare alle politiche. Ma la legge è precisa: lui, come tutti gli altri sindaci che non si sono dimessi per tempo, sono ineleggibili.

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La sottoscrizione delle liste: una possibile “uscita di sicurezza” a tutela della democrazia

di Salvatore Curreri

Hanno senz’altro ragione Roberto Bin e Gabriele Maestri quando imputano l’attuale situazione in cui versano i radicali – unica forza politica che, pur volendolo, non può di fatto coalizzarsi – rispettivamente ora alla poca chiarezza del dettato legislativo, ora agli effetti discriminatori dell’esenzione dalla raccolta delle firme per i partiti costituiti in gruppi parlamentari (magari all’ultimo minuto, come accaduto al Senato dove il 21 dicembre il gruppo Grandi Autonomie e Libertà, modificando per la sedicesima volta la sua denominazione, ha aggiunto la dicitura Unione dei Democratici Cristiani e Democratici di Centro, così da esentare l’Udc dalla sottoscrizione delle firme).

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La sottoscrizione delle liste: quello che i partiti non han voluto fare

di Gabriele Maestri
Ho letto con interesse l’articolo di Roberto Bin sul problema delle firme e delle candidature sollevato da Emma Bonino e dalla lista +Europa, tema di cui qui mi ero già occupato sotto Natale.

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Tutte le ragioni del “due process of law”

di Fulvio Cortese

C’è un tema che ha sempre attratto l’attenzione di tutti gli studiosi di diritto pubblico. Si tratta del “giusto procedimento”, uno dei cardini dello stato di diritto. In una sentenza molto nota (n. 13/1962) la Corte costituzionale lo definiva in questi termini:

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La sottoscrizione delle liste: i radicali hanno ragione, ma la colpa è della legge

di Roberto Bin

È scoppiata da poco la questione della raccolta delle firme a cui sono tenuti i partiti che non erano già rappresentati in parlamento e che vogliono aderire ad una coalizione: è la questione sollevata da Emma Bonino, la cui lista, +Europa, avrebbe dovuto entrare nella coalizione di centro-sinistra.

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