La politica estera dell’UE rispetto all’Ucraina: fine dell’illusione del soft power?

di Andrea Guazzarotti

 Nella conferenza stampa che ha fatto seguito alla Relazione sull’attività della Corte costituzionale nel 2021, il Presidente Giuliano Amato ha adombrato il tramonto della strategia dell’UE incentrata sul soft power, anziché sull’hard power: «in tempi di lupi, quanto è efficace esercitare il soft power

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La rielezione di Orbán in Ungheria nonostante le minacciate “sanzioni economiche” alle democrazie illiberali

di Andrea Guazzarotti

La rielezione di Orbán, in Ungheria, arriva a poco più di un mese dal 16 febbraio 2022. In questa data si è celebrata la “vittoria dello Stato di diritto” sulle recalcitranti Polonia e Ungheria, grazie alle due sentenze della Corte di giustizia che hanno rigettato i ricorsi dei governi di questi due Paesi contro il nuovo regolamento sul «regime generale di condizionalità per la protezione del bilancio dell’Unione» (2020/2092).

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La risposta dell’UE alla guerra in Ucraina: protagonismo geopolitico velleitario o autentica conversione?

di Andrea Guazzarotti

Dopo aver sfiorato l’Hamiltonian moment con il NGEU adottato dall’UE per reagire alla crisi pandemica, la guerra in Ucraina sta offrendo all’UE un’altra – tragica – occasione per costruire sulle crisi un’integrazione federale, come confusamente auspicato dai “Padri fondatori” delle Comunità progenitrici dell’attuale Unione.

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Commissione UE, il green pass e i giornalacci

di Roberto Bin

L’onorevole Berlato (Fratelli d’Italia) ha ben pensato che i (quasi) 9.000 euro che il Parlamento europeo gli somministra mensilmente non vadano impiegati per seguire le vicende delle istituzioni europee, ma per denunciare le orribili cose che accadono in Italia. Così ha rivolto alla Commissione una serie di interrogazioni a risposta scritta (l’ultima è del 17 settembre 2021) per denunciare l’uso che in Italia si fa del green pass.

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Società ed istituzioni dopo la pandemia: in dialogo con Edoardo Chiti

di Francesco Manganaro*

La discussione sollecitata da Edoardo Chiti prende spunto dal fatto che “la pandemia sia un fenomeno che avvia dei processi di trasformazione non transitori”. Il punto è se e quali effetti permanenti la vicenda attuale insegna al nostro stile di vita e, per quanto più interessa in questa sede, alle istituzioni pubbliche ed al suo diritto.

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Le conclusioni dell’Eurogruppo: anatomia di una capitolazione

di Marco Dani*Agustin Menéndez**

Se non ora quando? Questo devono essersi chiesti tanti sinceri europeisti all’inizio del negoziato iniziato in seno all’Eurogruppo e al Consiglio europeo di fronte al propagarsi dell’epidemia Covid 19 e al manifestarsi delle sue drammatiche conseguenze economiche.

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Le ragioni di un rotondo NO al MES

di Marco Dani[1] e Agustín José Menéndez[2]

Tra le varie fratture che dividono l’Unione Europea, la faglia che separa i paesi del Nord (e dell’Est) da quelli del Sud è divenuta particolarmente profonda in queste ultime settimane. Come è risaputo, il conflitto riguarda la risposta che si dovrebbe dare alla gravissima crisi sanitaria ed economica provocata dall’epidemia del Coronavirus.

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Rilanciare l’Europa partendo da pochi, ma uniti. C’è uno statista tra noi?

di Glauco Nori

Quello che sta succedendo ha portato in primo piano problemi trascurati volutamente fino ad oggi. Delle ragioni, diventate evidenti, non vale la pena di parlare. Sono anche essi prodotti della globalizzazione, messa fino ad ora sotto esame per la sua incidenza sui rapporti che non richiedono movimenti materiali, in particolare quelli economici e finanziari. Si è rimasti sorpresi quando ne ha approfittato un virus sconosciuto la cui materialità, almeno oggi, sfugge ai controlli.

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Il ritorno dello Stato e l’importanza del Presidente

di Roberto Bin

Ma lo Stato non era in declino? Non doveva perdere il suo ruolo centrale nella vita delle persone? Non era in corso un processo di sostituzione dello Stato moderno con i mercati, la rete, le organizzazioni internazionali? Le nostre vite non erano in procinto di vedersi organizzate dalle leggi dell’economia piuttosto che da quelle volute dalla vecchia politica e dalle consunte istituzioni costituzionali?

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