Anche Belluno al voto per più autonomia dal Veneto

di Giacomo Menegus

Mentre le attenzioni della stampa e dei media nazionali sono tutte dedicate ai prossimi referendum in Veneto e Lombardia, la Provincia di Belluno ha promosso a sua volta un referendum a carattere consultivo per chiedere ulteriori forme di autonomia e finanziamenti dalla stessa Regione Veneto.

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Il Veneto non è la Catalogna. Non serve la Guardia civil, basta la Corte dei conti

di Roberto Bin

La Catalogna aveva scelto la strada dello scontro istituzionale avviando le procedure per lo svolgimento di un referendum che il Tribunale costituzionale spagnolo aveva giudicato incostituzionale; e, per di più, facendo approvare dal parlamento catalano, con una manciata di voti e con molte contestazioni politiche e denunce di illegittimità procedurali, alcuni provvedimenti legislativi diretti a dare immediata esecuzione alla decisione secessionista eventualmente uscita dal voto popolare e a disapplicare le leggi e la Costituzione spagnola. Il Governo spagnolo ha risposto con durezza inaudita a un atto inaudito di disobbedienza costituzionale (che è stato definito, non senza ragione, “un colpo di stato costituzionale”). L’inizio di un dramma, abbastanza inutile, ma che ha una lunga storia alle spalle (per una rapida ma attenta analisi, si può leggere un interessante articolo in francese).

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La riforma a 5 stelle

di Roberto Bin
“Dopo mesi di lavoro, di studio e di confronti con diversi esperti – si legge nel blog di Beppe Grillo – siamo orgogliosi di aprire la discussione sul programma delle Riforme istituzionali del MoVimento 5 Stelle”. Le proposte, che naturalmente dovranno essere sottoposte al voto degli iscritti, intendono “esaltare lo scopo principale della Costituzione”, che sarebbe “la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica e alle sue decisioni essenziali”.

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Il referendum veneto approda al Tar

di Fulvio Cortese

Fissato per il 22 ottobre di quest’anno, il referendum consultivo per la maggiore autonomia del Veneto approda ora al giudice amministrativo. Due elettori veneti, infatti, hanno promosso un ricorso dinanzi al Tar lagunare per chiedere l’annullamento del decreto di indizione firmato dal Presidente della Regione e della delibera con cui la Giunta regionale aveva precedentemente avviato il negoziato con il Governo.

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Il cantiere degli Statuti speciali

di Fulvio Cortese

A Trento e a Bolzano due organismi voluti dai consigli provinciali – una Consulta e una Convenzione, diversamente composti e diversamente operanti – stanno lavorando a una proposta di revisione dello Statuto speciale del Trentino – Alto Adige/Südtirol. Il secondo, in verità, ha già ultimato le proprie attività, con un esito che ha fatto discutere, se non altro perché la Convenzione non ha prodotto un documento unitario, ma ha lasciato voce ad una serie di relazioni di minoranza in tutto o in parte divergenti.

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Legge elettorale: a proposito dell’articolo di Antonio Ruggeri

di Carlo Fusaro

Ho letto l’articolo scritto per lacostituzione.info da Antonio Ruggeri quando sembrava che il progetto Fiano, apparentemente concordato fra le principali forze politiche, fosse destinato a certa approvazione, e vorrei proporre  alcuni commenti. Premetto che sono un convinto maggioritario da almeno 30 anni; non solo ho partecipato tutte le campagne di Barbera-Segni (e poi Guzzetta e Morrone) del 1990-1993, 1995, 1997, 2001, 2007, 2012, ma fui presente fisicamente in Cassazione fra i promotori già nel 1990 e 1991.

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Turchia: un “democratico” addio alla democrazia?
Nel dettaglio le modifiche costituzionali

di Alessandro Morelli * e Entela Cukani **

Può una democrazia “suicidarsi” in modo democratico? Abbandonare per sempre i propri principi e istituti, attraverso gli stessi strumenti della tradizione democratica (votazioni, referendum ecc.)? Ovviamente è possibile. Il popolo non è infallibile e per dimostrarlo non è necessario scomodare la “democratica” Atene del V sec. a.C., che condannò a morte Socrate, o la folla chiamata in causa da Ponzio Pilato per decidere chi liberare tra Gesù e Barabba.

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La Corte ha spiegato, nulla è cambiato

di Roberto Bin

L’ipocrita attesa della motivazione della Corte costituzionale nella decisione sulla legge elettorale ora è finita. Nella sent. 35/2017, la Corte ha spiegato le sue ragioni, ma chi si attendeva “direttive” su come procedere per tracciare la nuova legge elettorale è rimasto deluso.

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Fare dell’inutile il necessario:
la strana logica del presidente Zaia

di Roberto Bin
La stampa veneta (vedi Il Mattino di Padova o Il Corriere del Veneto) ha dato grande risalto al dibattito svolto all’Università di Padova tra il presidente del Veneto Luca Zaia e il ministro Enrico Costa. Al centro la questione del referendum deciso dalla regione, di cui già qui si è scritto. Merita riassumere i fatti.

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Gli effetti distorsivi del premio di maggioranza
sul processo di revisione costituzionale

di Francesco Monceri *

L’esperienza recente consente di mettere in luce una problematica inedita che attiene alla fase sub-procedimentale che si può eventualmente innescare a seguito del mancato raggiungimento della maggioranza parlamentare dei 2/3 richiesta dall’art.138 della Costituzione per l’immediata entrata in vigore delle riforme costituzionali.

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Bocciato il referendum sull’articolo 18

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Il referendum sull’art. 18 non si farà: la Corte Costituzionale, nella sua nota ufficiale, ha dichiarato inammissibile il quesito. Il referendum della Cgil puntava ad abrogare le modifiche del Jobs Act allo Statuto dei lavoratori. Via libera invece ai quesiti sui voucher e sulla responsabilità in solido appaltante-appaltatore.

Leggi anche di Alberto Mattei: “Referendum Cgil: il quesito sull’art.18 e la soglia (scivolosa) dei 5 dipendenti”;

di Paolo Francesco Rossi: “Il referendum Cgil e la natura fiscale della legge sul Jobs Act”;

di Roberto Bin: “I quesiti dei referendum e il giudizio di ammissibilità della Corte”

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