Legge elettorale: il doppio effetto di una sola scheda e un solo voto

di Antonio D’Andrea

Anche chi aveva chiesto e sperato che in un soprassalto di dignità il dequalificato Parlamento della XVII Legislatura riuscisse a mettere mano ai meccanismi elettorali, dopo la doppia bocciatura avvenuta nell’arco di un triennio del giudice costituzionale (con le sentenze n. 1/2014 e n. 35/2017) sia della legge n. 270 del 2005 – il c.d. Porcellum – sia della legge n. 52 del 2015 – il c.d. Italicum –, credo che nutra più di qualche perplessità sulla soluzione apprestata dal legislatore per “armonizzare”, secondo le stesse sollecitazioni del Presidente Mattarella, i sistemi elettorali di Camera e Senato.

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“Ingegneria istituzionale” o “bricolage elettorale”?

di Antonio Floridia
Giovanni Sartori aveva una precisa idea della scienza politica: la scienza politica non è una scienza “esatta”, ma nondimeno può offrire alcuni validi insegnamenti a coloro che si ingegnano di trovare soluzioni adeguate ai problemi istituzionali. Ragionamenti ipotetici e controfattuali (del tipo: “se si adotta questo meccanismo, ceteris paribus, è probabile che accada questo o quest’altro”) possono essere utili strumenti di analisi e di verifica empirica.

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Legge elettorale: ultima chiamata

di Salvatore Curreri

Lo scorso 20 settembre 2017 l’on. Fiano, a nome del Pd, ha presentato in Commissione affari costituzionali alla Camera (analogo testo è stato presentato anche al Senato) un nuovo progetto di legge (v. https://stefanoceccanti.wordpress.com/2017/09/21/il-testo-della-proposta-di-riforma-elettorale-rosatellum-bis/), detto Rosatellum bis o 2.0, a seconda che si voglia scimmiottare il lessico sartoriano o informatico.

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Legge elettorale: la mia risposta a Carlo Fusaro

di Antonio Ruggeri

Sono particolarmente grato all’amico e collega Carlo Fusaro per il tempo e l’attenzione dedicata al mio scritto. Le sue osservazioni sono, come sempre, acute: mi corre, tuttavia, l’obbligo di fugare un equivoco, di sicuro alimentato dalla poca chiarezza della mia esposizione.

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Legge elettorale: a proposito dell’articolo di Antonio Ruggeri

di Carlo Fusaro

Ho letto l’articolo scritto per lacostituzione.info da Antonio Ruggeri quando sembrava che il progetto Fiano, apparentemente concordato fra le principali forze politiche, fosse destinato a certa approvazione, e vorrei proporre  alcuni commenti. Premetto che sono un convinto maggioritario da almeno 30 anni; non solo ho partecipato tutte le campagne di Barbera-Segni (e poi Guzzetta e Morrone) del 1990-1993, 1995, 1997, 2001, 2007, 2012, ma fui presente fisicamente in Cassazione fra i promotori già nel 1990 e 1991.

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Effetti perversi ed effetti imprevisti
del bricolage elettorale

di Antonio Floridia

Nel momento in cui scriviamo questa nota (pomeriggio dell’8 giugno) non sappiamo ancora se il testo della riforma elettorale in discussione alla Camera riuscirà ad essere approvato, o se l’accordo politico che sembrava sorreggerlo crollerà rovinosamente…

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Ritorno al proporzionale: scelta politicamente miope e di dubbia conformità alla Costituzione

di Antonio Ruggeri
Che le possibili opzioni in fatto di disciplina del meccanismo elettorale siano astrattamente numerose ed anche reciprocamente non poco differenziate è risaputo da tempo, così come si sa che un medesimo ingranaggio, calato in contesti politico-istituzionali diversi, può assumere forme e dar vita ad effetti parimenti diversi.

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Legge elettorale nuova, collegi vecchi
e la fine del maggioritario

di Giovanni Di Cosimo

Per la seconda volta in questa legislatura il Parlamento è alle prese con la riscrittura delle regole elettorali. Il primogenito, battezzato col nome evocativo di Italicum, è morto nella culla. La Corte costituzionale l’ha sonoramente bocciato all’inizio dell’anno, prima ancora che fosse applicato una sola volta.

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Legge elettorale: la (im)possibile quadratura del cerchio

di Salvatore Curreri
È difficile vincere la tentazione di non occuparsi dell’attuale dibattito sulla riforma elettorale. I radicali contrasti da sempre esistenti tra i partiti rendono estremamente improbabile che si possa trovare un accordo bipartisan sulla più politica delle leggi.

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Gli effetti distorsivi del premio di maggioranza
sul processo di revisione costituzionale

di Francesco Monceri *

L’esperienza recente consente di mettere in luce una problematica inedita che attiene alla fase sub-procedimentale che si può eventualmente innescare a seguito del mancato raggiungimento della maggioranza parlamentare dei 2/3 richiesta dall’art.138 della Costituzione per l’immediata entrata in vigore delle riforme costituzionali.

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Ritorno alla prima Repubblica

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di Giovanni Di Cosimo

Secondo alcuni commentatori il risultato del referendum del 4 dicembre ci riporta alla prima, vituperata, Repubblica.
In realtà, dal punto di vista costituzionale la distinzione fra prima e seconda Repubblica è poco rigorosa perché non è cambiata la forma di governo, che è pur sempre parlamentare.

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Nostalgia per il Mattarellum…
ma che cosa era e come funzionava?

imagedi Roberto Bin
Quando fu approvato mi ero convinto che fosse la legge elettorale più brutta del mondo. Quanta ingenuità! Poi venne la legge elettorale per le regioni (il c.d. Tatarellum), ben più brutta ancora: e per finire arrivò il Porcellum, che battè tutti e detiene saldamente il record.

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