Apologia del governo Draghi sotto il profilo costituzionale

di Gladio Gemma

Nell’esprimere il mio favore per l’attuale compagine governativa, sorretta da un’ampia maggioranza parlamentare, farò riferimento non al suo indirizzo politico (che peraltro apprezzo), bensì al significato costituzionale della formazione di questo governo. Per motivare questo favor debbo assumere una premessa di fondo.

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La “formula Mattarella”

di Francesco Severa*

La costruzione dell’Unità nazionale intorno ad un governo di coabitazione e ricomposizione partitica non è un inedito per l’Italia. Presupposto di questa necessitata convergenza non è semplicemente l’emergere di una situazione di difficoltà, se non di pericolo, per la tenuta economica, sociale e istituzionale del Paese;

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Non ci si può aspettare altro che moniti, ma è urgente riprendere la strada delle riforme

di Salvatore Prisco

Una premessa prudenziale: questa breve nota viene scritta e inviata per la pubblicazione il giorno 30 dicembre 2018, a legge di bilancio per il 2019 appena approvata dalle Camere e prima della sua promulgazione da parte del Presidente della Repubblica.

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Forza della maggioranza e tutela delle minoranze

di Salvatore Curreri

Ieri è stato presentato il ricorso per conflitto di attribuzione di alcuni senatori del Pd contro il Presidente del Senato e il Governo per violazione delle attribuzioni costituzionali spettanti alle minoranze a seguito del mancato effettivo esame in commissione e in Aula della legge di bilancio, la più politica tra tutte le leggi perché stabilisce le entrate e le spese dello Stato.

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Il conflitto di attribuzioni è la risposta giusta, ma bisogna farlo bene

di Roberto Bin

Conflitti costituzionali sono insorti in ogni fase della storia dei sistemi politico-costituzionali, ben prima che le costituzioni moderne avanzassero la pretesa di sottoporre al diritto anche il comportamento degli organi politici di vertice, trasformando così i conflitti politici in conflitti giuridici.

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Sessione di bilancio 2018: una ferita costituzionale che rischia di non rimarginarsi

di Chiara Bergonzini

 

Alla fine è successo: la decisione fondamentale italiana per la gestione dei fondi pubblici è passata per il Parlamento giusto il tempo di ottenere una votazione, tanto surreale che è difficile persino definire ratifica (la ratifica presuppone la conoscenza di ciò che si accetta),

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