Che ne capisce di diritto costituzionale l’Elefantino?

di Roberto Bin

Ne Il Foglio di ieri, 14 maggio, l’Elefantino – cioè il direttore, pardon il fondatore, Giuliano Ferrara – ci offre un bel saggio di come si possa torcere la Costituzione al servizio della disinformazione. Commento durissimo sul presidente Mattarella: «È in corso una evidente violazione della Costituzione», esordisce Ferrara. Chi ne è il responsabile? Il capo dello Stato, che avrebbe violato «il compito di custodire la regola di base della Repubblica». Quale? «il diritto e dovere del Quirinale (di) nominare il capo del governo e, su sua proposta, i ministri».

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La strana risposta del presidente Fico: è così che si rilancia il ruolo del Parlamento?

di Roberto Bin

Alle lettere e agli interventi in aula di alcuni deputati che rivolgevano al Presidente Fico la richiesta di verificare la compatibilità con la Costituzione e con il Regolamento della Camera di alcune norme dello Statuto del gruppo del M5S, di cui Fico è membro, egli ha dato una risposta che non può essere data per scontata.

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Alla Camera costituito, in deroga, il gruppo di Liberi e Uguali: una decisione legittima, imparziale, opportuna

di Salvatore Curreri

Come previsto l’Ufficio di Presidenza della Camera, nella seduta del 9 aprile, ha autorizzato all’unanimità la costituzione in gruppo parlamentare autonomo dei 14 deputati di Liberi e Uguali, finora confluiti nel gruppo misto.(http://www.lacostituzione.info/index.php/2018/04/07/spigolature-dai-nuovi-gruppi-parlamentari/).

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Adelante Pedro… Cronoprogramma di inizio legislatura

C’è chi, come Matteo Salvini, ha annunciato nei giorni scorsi che martedì prossimo siederà a Palazzo Chigi e chi, come Luigi Di Maio, ha già fatto iniziare il riscaldamento alla propria squadra di futuribili ministri. Che fretta! Le cose andranno assai più lente e ponderate come viene chiaramente spiegato in questo articolo di Giampiero Buonomo, tanto che l’inizio delle consultazioni per il nuovo governo saranno probabilmente avviate dal Presidente della Repubblica non prima del 26 marzo.

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La sottoscrizione delle liste: quello che i partiti non han voluto fare

di Gabriele Maestri
Ho letto con interesse l’articolo di Roberto Bin sul problema delle firme e delle candidature sollevato da Emma Bonino e dalla lista +Europa, tema di cui qui mi ero già occupato sotto Natale.

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Prossime elezioni: l’emendamento tagliafirme è un regalo scomodo

di Gabriele Maestri

Queste feste di Natale per i partiti non saranno proprio di riposo: le elezioni previste a marzo stanno impegnando già da settimane dirigenti, quadri e militanti in una campagna elettorale che solo ufficialmente – non essendo ancora state sciolte le Camere e fissata la data del voto – non è ancora iniziata.

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Le nuove regole del Senato: un argine al trasformismo

di Salvatore Curreri

Da martedì 19 dicembre, il Senato è chiamato a discutere la proposta di modifica del proprio regolamento presentata lo scorso 14 novembre dalla Giunta per il regolamento. L’ampia quanto insperata convergenza politica su di essa tra maggioranza e opposizione lascia ragionevolmente presumere che, dopo anni di tentativi falliti, sia finalmente arrivato il momento per l’approvazione di una riforma regolamentare tanto attesa.

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Legge elettorale e “benaltrismo”

di Roberto Bin
È un gioco che la mia generazione (quella del ’68) conosce benissimo: si era sfiorato il virtuosismo, alle volte, nell’uso di questa tecnica. Qualsiasi proposta che osasse avanzare una soluzione di un qualche tipo al problema emerso nel dibattito, veniva immediatamente svalutata e scartata perché “ben altro” era il problema, la sua causa, la prospettiva corretta in cui cercare invece la soluzione, impossibile ovviamente.

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Parlamentari transfughi da un gruppo all’altro:
il rimedio nella modifica dei regolamenti

di Stefano Ceccanti

Nell’intervista al Fatto Quotidiano del giorno 13 gennaio il Presidente emerito Zagrebelsky ha rilanciato la querelle sul divieto di mandato imperativo proponendo di introdurre la decadenza per il parlamentare che passi da un gruppo di maggioranza ad uno di opposizione o viceversa.

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