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di Giovanni De Plato

Le parole dell’assessore alla sicurezza del comune di Bologna sulla questione dell’ordine e della legalità, sono davvero preoccupanti.

Affermare che “non si può chiedere al sindaco di sconfiggere la mafia” tradisce un atteggiamento arrendevole, come dire che ci sono territori della città dove le istituzioni pubbliche non sono in grado di esercitare il loro compito di controllo, ovvero di sanzionare chi non rispetta la legge, viola la norma sociale. O peggio, di contrastare chi subdolamente mette le mani sulla città, con un impossessamento non sempre legale della cosa pubblica e privata.

Per queste ragioni le parole, anche se in libertà, dell’assessore Malagoli sono risultate inaccettabili e pericolose. Giustamente, sono state subito criticate dai diversi comitati di strada, dalle associazioni del volontariato e da quelli che come cittadini democratici combattono ogni forma di malaffare, sopruso e violenza. Si potrebbe giustificare l’assessore, dicendo che si è trattato di una frase infelice, visto che l’ordine sociale è, comunque, una priorità dell’attuale amministrazione. Ma così non sembra essere.

Forse, la parola mafia tradisce la convinzione che alcuni luoghi pubblici sono davvero difficilmente governabili. Se questa fosse la dura verità, occorrerebbe allora interrogarsi sulle possibili ragioni. Per poterlo fare, però, bisogna dotarsi di un pensiero critico, che porterebbe a scoprire la gravità dell’assenza del ruolo vigilante dei cittadini non più organizzato dalla buona politica. Con la conseguenza di assistere impotenti all’invasione nel territorio di quelle forze che esercitano nell’apparente legalità una pratica affaristica, intimidatoria e omertosa.

Un pentito della mafia sostiene che a Bologna i clan si sono insediati, spartendosi il territorio, con bar-pasticcerie, ristoranti, garage, case da gioco e altro. La gente lo sa da tempo, in centro e in periferia vede e nota alcuni soggetti “poco raccomandabili” le cui attività commerciali appaiono “strane”. La gente anche per questo ha paura e teme.

E’ chiaro che l’amministrazione comunale non può far da sola e che la polizia urbana non è bastevole. Però, i partiti dovrebbero ritornare a essere come la Costituzione li prevede, non possono rinunciare al radicamento nel territorio, perché così lasciano il campo libero anche alle diverse mafie. E’ sperabile che le forze democratiche e di sinistra rivitalizzino la loro presenza nella comunità locale, organizzando comitati di quartiere e di strada, con la finalità di favorire la partecipazione dei cittadini alla vita democratica e civile del sano sviluppo territoriale.

Giovanni De Plato

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