Una nuova componente politica etero-costituita: il caso di Popolo Protagonista-Alternativa Popolare

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di Salvatore Curreri

Lo scorso 6 maggio è stata autorizzata, in seno al gruppo Misto della Camera dei deputati, la costituzione della componente politica denominata Popolo Protagonista-Alternativa Popolare, cui hanno aderito i deputati Gianluca Rospi, Michele Nitti e Antonio Zennaro. Costoro, tutti eletti nelle liste del MoVimento 5 Stelle, avevano già lasciato il corrispondente gruppo (rispettivamente il 3 e 21 gennaio ed il 23 aprile) per iscriversi al gruppo misto, senza aderire ad alcuna sua componente politica.

Si tratta di una decisione che, in base all’articolo 14.5 del Regolamento della Camera, spetta esclusivamente al suo Presidente, il quale può autorizzare la formazione di componenti politiche in seno al gruppo misto composte da meno dieci deputati “purché vi aderiscano deputati, in numero non inferiore a tre, i quali rappresentino un partito o movimento politico, la cui esistenza, alla data di svolgimento delle elezioni per la Camera dei deputati, risulti in forza di elementi certi e inequivoci, e che abbia presentato, anche congiuntamente con altri, liste di candidati ovvero candidature nei collegi uninominali” (art. 14.5 R.C.).

Nonostante la chiarezza di tale disposizione, non sono pochi i casi in cui il Presidente, profittando di tale potere esclusivo, ha autorizzato la costituzione di componenti politiche in seno al gruppo misto da parte di deputati eletti in altre liste in rappresentanza di partiti o movimenti politici non presentatesi alle elezioni della Camera dei deputati. Così sono state autorizzate le seguenti componenti politiche:

  • dal Presidente Casini: Ecologisti-democratici (10 febbraio 2005, 4 deputati) e MRE-Movimento Repubblicani Europei (7 febbraio 2006, 3 deputati);
  • dal Presidente Bertinotti: Repubblicani, Liberali, Riformatori (16 marzo 2007, 3 deputati); La Destra (10 settembre 2007, 3 deputati), Socialisti per la Costituente (19 novembre 2007, 3 deputati);
  • dal Presidente Fini: Repubblicani regionalisti popolari (13 maggio 2009, 3 deputati), Alleanza per l’Italia (19 gennaio 2010, 8 deputati) e Noi Sud/ Lega Sud Ausonia (22 gennaio 2010, 4 deputati);
  • dalla Presidente Boldrini: Alternativa libera – Tutti insieme per l’Italia (20 marzo 2017, 5 deputati); Fare!-Pri (11 aprile 2016, 4 deputati); Movimento PPA – Moderati (7 giugno 2016; 3 deputati).

Da tale quadro, descritto in modo volutamente dettagliato, emerge come si sia trattato di componenti politiche prive della legittimazione politico-elettorale prevista dal Regolamento e quasi sempre nemmeno poi presentatesi alle successive elezioni politiche. Ciò ad ulteriore dimostrazione del loro essere – ci sia consentito il termine – meri club di deputati creati sostanzialmente per tre tipi di concorrenti ragioni:

a) politiche, per la ovvia visibilità in tal senso acquisita rispetto all’anonimo status di parlamentare iscritto al gruppo misto non aderente ad alcuna componente politica;

b) regolamentari, legate ai tempi riservati alle componenti politiche del misto nella discussione parlamentare (v. 83.1, 85.5-7, 116.3, 118-bis.4, 125.2 R.C.);

c) finanziarie, dato che ciascuna componente politica è pro quota destinataria delle dotazioni e dei contributi assegnati dalla Camera al Gruppo misto (art. 15.3 R.C.); inoltre i partiti politici che fanno riferimento ad una componente politica interna al gruppo misto possono accedere al finanziamento privato fiscalmente agevolato e alla ripartizione annuale delle risorse derivanti dalla destinazione volontaria del 2 per mille dell’IRPEF (artt. 10.2.a)l. 149/2013 come convertito con l. 13/2014). Non pare casuale, in tal senso, che la componente politica Dieci Volte Meglio sia stata dichiarata cessata il 18 dicembre 2019, cioè esattamente 20 giorni dopo aver ottenuto (il 27 novembre) quell’iscrizione nel Registro dei partiti politici che gli consente di accedere di per sé, e quindi anche se non costituita in componente politica, al suddetto finanziamento indiretto ai sensi dell’art. 10.1 d.l. cit.

Inutile cercare di comprendere – anche perché mai comunicate in Assemblea – le ragioni in fatto ed in diritto che hanno volta per volta indotto il Presidente della Camera a ritenere sussistenti gli stringenti requisiti regolamentari previsti. Esse, piuttosto, sono più semplicemente dettate da un (malinteso) rispetto politico verso la libertà di mandato del parlamentare (art. 67 Cost.), quasi che una componente nel misto, per le ragioni anzidette, non si possa negare a nessuno.

Nell’attuale legislatura si sono costituite in corso di legislatura tre componenti politiche composte da meno di dieci deputati. La prima – il Movimento Associativo Italiani all’Estero (19 febbraio 2019, tre deputati) – soddisfa i requisiti regolamentari richiesti perché composta da un deputato (Borghese) che rappresenta il corrispondente movimento politico presentatosi (per la circoscrizione estero) alle elezioni della Camera dei deputati. Non così si può dire per le altre due componenti politiche: Sogno Italia – 10 Volte meglio! (costituita il 18 aprile 2019 da tre deputati: Benedetti, Caiata e Vitiello) e ora per la suddetta Popolo Protagonista-Alternativa Popolare.

In entrambi i casi, infatti, si tratta di componenti politiche formate da deputati eletti nelle liste del MoVimento 5 Stelle che si sono potute costituire perché dichiaratesi rappresentative di partiti o movimenti politici in effetti presentatisi alle ultime elezioni politiche, senza però conseguirvi alcun eletto. Al contrario di quanto nelle scorse legislature costituiva eccezione, oggi dunque ben due delle tre componenti politiche con meno di dieci deputati istituite in corso di legislatura corrispondono a partiti o movimenti politici che si sono sì presentate alle elezioni delle Camera dei deputati ma sono composte da deputati che si sono candidati e sono stati eletti in altre liste. Costoro quindi per costituirsi in componente politica autonoma “sfruttano” denominazioni di altre formazioni politiche presentatesi alle elezioni per costituirsi in componente politica autonoma. Il che ci pare estremamente grave sotto il profilo sia politico che regolamentare perché:

  1. si consente a forze politiche, presentatesi alle elezioni della Camera dei deputati senza aver ottenuto eletti, di essere rappresentante da deputati eletti in liste di partiti già costituitisi in gruppo parlamentare al suo interno;
  2. si elude ancora una volta l’art. 14.5 R.C. secondo cui, per costituire una componente politica in seno al misto, devono essere i deputati a rappresentare forze politiche presentatesi alle elezioni e non, viceversa, queste ultime a legittimare la rappresentanza dei primi;
  3. si permette a soggetti extraparlamentari, titolari della formazione politica la cui denominazione è necessaria per costituire la componente politica, di poter determinare con il loro consenso o la loro revoca il suo destino, violando così l’assunto fondamentale in diritto parlamentare per cui i gruppi politici in seno alle Camere devono costituirsi e cessare per decisione dei loro componenti, e non di soggetti terzi, i quali altrimenti potrebbero su di essi esercitare un alquanto inquietante ius vitae ac necis.

Quest’ultima ipotesi sembra sia esattamente corrispondere a quanto accaduto con la componente politica Sogno Italia – 10 Volte meglio!, dichiarata cessata dal Presidente della Camera lo scorso 18 dicembre a seguito della lettera con cui il giorno prima il Presidente e legale rappresentante del partito politico denominato “Dieci Volte Meglio” aveva comunicato di voler revocare dalla medesima data il consenso ad essere rappresentato dalla tale componente politica, determinandone il conseguente scioglimento per il venir meno del requisito della rappresentanza di un partito o movimento politico richiesto come detto ai sensi del citato articolo 14.5 R.C.

Siamo costretti a scrivere “sembra” perché, dopo più di 4 mesi, siamo ancora in attesa di risposta alla nostra lettera del 21 gennaio scorso con cui, preso atto del rifiuto opposto alla nostra istanza dall’Ufficio Prerogative in ragione della asserita natura “privata” di tale comunicazione, chiedevamo al Presidente della Camera se essa fosse stata o no sottoscritta da uno dei deputati aderenti alla suddetta componente politica oppure da un soggetto non parlamentare.

Quanto accaduto per Sogno Italia – 10 Volte meglio! potrebbe pertanto accadere per la neonata componente politica Popolo Protagonista-Alternativa Popolare che si è costituita grazie al fatto che Alternativa popolare, formazione creata da Alfano nel 2017, ha partecipato alle elezioni politiche del 2018 all’interno della lista Civica popolare, ed il suo Presidente, che non s’identifica con alcuno dei tre deputati che la compongono, ha concesso loro l’utilizzo del proprio simbolo (per maggiori dettagli il riferimento d’obbligo è a Gabriele Maestri). Così come potrebbe accadere un domani che, ottenuta l’iscrizione al registro dei partiti politici per accedere al finanziamento pubblico indiretto, tale componente venga sciolta per ritiro della rappresentanza da parte del Presidente di Alternativa popolare.

Per evitare una volta e per tutte tali sotterfugi, ai più ignoti ma che, francamente, ritengo vadano denunciati perché non credo facciano onore alla Camera dei deputati, basterebbe interpretare il citato art. 14.5 R.C. nel suo senso originario e pregnante, di modo che, per costituire una componente politica in seno al gruppo misto della Camera, gli almeno tre deputati richiesti debbano rappresentare, nel senso di essere stati eletti – “in un partito o movimento politico, la cui esistenza, alla data di svolgimento delle elezioni per la Camera dei deputati, risulti in forza di elementi certi e inequivoci, e che abbia presentato, anche congiuntamente con altri, liste di candidati ovvero candidature nei collegi uninominali”.

Presidente Fico, a lei decidere.

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Un commento su “Una nuova componente politica etero-costituita: il caso di Popolo Protagonista-Alternativa Popolare

  1. Due domande al Presidente Fico. Ma se coloro che fanno le leggi, i parlamentari, le regole non le rispettano e fanno i “furbetti” nell’interpretarle, come possono pensare che noi “sudditi” le leggi invece le rispettiamo? E – seconda domanda rivolta all’esponente del M5S – ma voi non eravate quelli che scendevano in piazza urlando “legalità legalità”?

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