No Driving-Licence! Rivendichiamo le nostre libertà!

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di Edmund Burke

Il movimento No-Wax ha risvegliato il nostro sopito amore per la libertà, mostrando il profilo del mostro, lo Stato autoritario e la sua dittatura sanitaria e paternalistica. Ma è solo l’inizio! Ora dobbiamo accorgerci di quanto ci è stato tolto dallo Stato-padrone che pretende di tutelarci da noi stessi semplicemente impedendoci di essere liberi. Da qui il movimento che si sta diffondendo nel mondo anglosassone (modestamente…): il No-Driving Lincence! Il paternalismo dello Stato, appoggiato da Big-Auto (le multinazionali dell’auto), ci impone un documento in cui sono resi pubblici tutti i nostri dati personali per controllarci, impedendoci di circolare liberamente come la Costituzione ci garantisce. La patente ci è “concessa”, ci è sospesa, ci è revocata, a discrezione dell’Autorità. Senza non si può circolare! E circolando trasferiamo allo Stato tutte le informazioni personalissime sui nostri spostamenti.

Non c’è nessuna evidenza scientifica che dimostri che ottenere la patente sia condizione per saper guidare un’auto, né che non averla voluto conseguire, al costo di relative tasse e carte bollate, vuol dire che uno non sappia condurre un’auto o una moto. Ecco il risultato. La nostra naturale libertà, una di quelle più gelosamente custodite da tutte le costituzioni del mondo, diviene una gentile concessione dell’Autorità. Non è accettabile e dobbiamo ribellarci! 

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3 commenti su “No Driving-Licence! Rivendichiamo le nostre libertà!”

  1. Il paragone mi sembra sbagliato. La patente te la danno dopo che tu hai dimostrato di conoscere tutte le regole necessarie a minimizzare gli incidenti. Il tesserino sanitario te lo danno dopo che tu ti inoculi il vaccino o dimostri con un test di non essere contagioso.
    Il paragone sarebbe giusto se per avere il tesserino sanitario fossi costretto a fare un corso che mi insegna le regole per minimizzare i contagi, oppure se per avere la patente mi caricassero nel cervello un software specifico che io attiverei quando mi pongo alla guida.

    Detto questo, io non penso che la libertà sia un valore assoluto, ma penso anche che l’autore (e mi pare la linea editoriale del sito) sia troppo pronto a sacrificare questo valore in questo frangente particolare e per chissà quanto (ogni anno ha la sua stagione influenzale). Il punto è non tanto se la condizione in cui siamo giustifica il sacrificio della libertà e la discriminazione della stessa, bensì se questa condizione sia (stata) inevitabile (se rientra cioè nel novero delle situazioni per cui “There Is No Alternative”).

    A ripercorrere tutta la storia della gestione dell’epidemia da parte di questo governo io vedo una serie di impreparazioni, interventi contraddittori, gambizzazioni e/o inadempienze che portano tutte lì: costruire e tenere in vita una emergenza che potesse giustificare la soluzione TINA. Per non parlare del fatto che questo vaccino sta dimostrando ampiamente di non immunizzare e di non evitare il contagio.

    P.S. Dispiace che anche questo sito partecipi alla criminalizzazione e subumanizzazione di chi per varie ragioni sceglie di non vaccinarsi. Chi è sceso in piazza sabato non necessariamente era un no-vax, magari era per la libertà vaccinale, oppure pensava, come me, che le condizioni reali e potenziali non fossero tali da ferire un valore fondamentale, oppure che un amante della democrazia, per cui questo obbligo mascherato è nella sua sottile intelligenza vigliacco, contraddittorio e truffaldino, come ormai un classico del modo manipolatorio di governare neoliberista. Sarebbe stato molto più coerente con un sito che si chiama lacostituzione, condannare un provvedimento che scarica la responsabilità di rendere obbligatorio il vaccino su baristi, ristoratori, guardia private, e siti come il vostro.

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    • Scrive Sandro, tra le altre cose: «Per non parlare del fatto che questo vaccino sta dimostrando ampiamente di non immunizzare e di non evitare il contagio».
      Pare non sia così.
      Infatti, secondo l’Istituto Superiore di Sanità – dati dello scorso 20 luglio, reperibili da http://www.iss.it – , coloro che hanno completato il ciclo vaccinale – cioè, aver ricevuto la prima dose e il richiamo! -:
      – nell’88% dei casi sarebbe protetto dall’infezione;
      – nel 94% dei casi eviterebbe una ospedalizzazione;
      – nel 97% dei casi eviterebbe la terapia intensiva;
      – nel 96% dei casi eviterebbe la morte.
      Aggiungo che, nessun vaccino – nessuno! Sia esso anti-COVID 19 o di altro tipo -, immunizza nel 100% dei casi. Questo accade perché, l’organismo di ciascuno di noi, dà risposte differenti alla inoculazione vaccinale – per quest’ultima osservazione, si veda il sito dell’Istituto Mario Negri! – .

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      • Manca completamente la “cultura della verifica”, cosa che con Google è diventata quasi un gioco: sì confrontino tassi di vaccinazione e livelli dell’infezione ad es. in Romania e Portogallo: senza vaccinazione, probabilissimamente, saremmo in pieno ‘lockdown’. Allora, manifestate pure, grazie a noi che ci siamo vaccinati! Thanks 😊

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