Lenta e accidentata
la strada verso il CETA

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di Giacomo Menegus e Marta Nalin

Mentre la conclusione del TTIP appare oramai compromessa dalle politiche dichiaratamente protezionistiche di Donald J. Trump, il cammino verso la ratifica finale del trattato di libero scambio tra UE e Canada prosegue, seppur con qualche intoppo.

La grande attenzione mediatica sollevata dal caso della Vallonia (vedi articolo precedente di Marta Nalin e Giacomo Menegus), insieme alla pressione delle opposizioni, ha indotto la Conferenza dei Capigruppo del Parlamento Europeo a modificare il calendario delle attività già stilato dal precedente Presidente, Martin Schulz. In particolare, non solo si è deciso di posticipare il parere della commissione Commercio Internazionale (INTA) e il voto finale dell’Assemblea plenaria, ma pure di consentire ad altre quattro commissioni – Affari esteri (AFET), Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare (ENVI), Occupazione ed affari sociali (EMPL) e Trasporti e turismo (TRAN) – di esprimere il proprio parere sul testo dell’accordo.

Fino ad ora il trattato ha ricevuto il via libera delle commissioni per gli Affari esteri (AFET) e Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare (ENVI), mentre è stato bocciato dalla commissione Occupazione ed affari sociali (EMPL). Il testo verrà discusso oggi pomeriggio in commissione Commercio Internazionale (INTA), la quale domani mattina (24 gennaio 2017) esprimerà il proprio parere finale. Il voto dell’Assemblea plenaria del Parlamento europeo, necessario affinché l’accordo possa essere provvisoriamente applicato, è invece previsto per il 15 febbraio prossimo.

Il Parlamento europeo si trova pertanto a dover decidere se approvare o meno un accordo di così ampia portata (avente ad oggetto non soltanto l’eliminazione delle barriere tariffarie ma anche, soprattutto, l’abbattimento e la limitazione delle c.d. barriere tecniche) senza essere intervenuto nel corso delle trattative – che si sono svolte in un regime di stretta riservatezza – e avendo preso visione del testo definitivo nella sua interezza soltanto a fine ottobre dello scorso anno.

Peraltro, risulta evidente che l’accelerazione per l’entrata in vigore del CETA, seppur provvisoria, è dipesa anche dalla difficoltà di procedere con le trattative per il TTIP. Da un lato, infatti, per la Commissione l’entrata in vigore del trattato costituirebbe un segnale positivo per la salute delle relazioni commerciali internazionali dell’Unione, soprattutto dopo la Brexit e le resistenze degli Stati Uniti. Dall’altro, non ci sono elementi sufficienti ad escludere che le disposizioni del CETA possano costituire una piattaforma per consentire alle imprese americane di giungere sul mercato europeo passando per il Canada.

Nel frattempo, nell’indifferenza pressoché totale dell’informazione nostrana, proseguono le manifestazioni di protesta di associazioni e cittadini europei contrari al CETA: sabato 21 gennaio una diffusa mobilitazione ha interessato molte città europee, mentre per oggi, 23 gennaio, è prevista la protesta di alcune associazioni di agricoltori a Bruxelles.

È possibile seguire il voto e i lavori della commissione INTA in diretta streaming dalle 15 alle 18 di oggi e dalle 9:00 alle 18:30 di domani semplicemente collegandosi al seguente link: http://www.europarl.europa.eu/committees/it/inta/home.html

 

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