Se la nostra salute è minacciata da uno spot politico

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di Roberto Bin

Guardateli in faccia e chiedetevi seriamente: davvero affidereste la vostra vita a uno di loro? Ce l’ho con i “governatori” che stanno predicando l’apertura anticipata di tutto perché “la gente è stufa, bar e ristoranti devono ripartire”.

Sono solo slogan pubblicitari. C’è una cabina di regia in cui governo e regioni dialogo ogni giorno e fanno i conti con le uniche informazioni che contino, quelle offerte dal supporto tecnico-scientifico che sta monitorando l’andamento della pandemia e calcolando i rischi derivanti da ogni decisione. E’ così che bisogna fare, è questo che dobbiamo esigere da chi ci governa: è questo il compenso che la nostra pazienza merita. Non si possono fare passi falsi, perché se fra 15 giorni i contagi scoppiassero e si dovesse ritornare a chiudere tutto, quello sì che sarebbe una enorme disgrazia. Per cui ci vuole prudenza e pazienza, e una adeguata elaborazione dei dati scientifici. Che senso ha sbraitare che bisogna anticipare l’apertura di questo o di quello perché “la gente è stufa”?

I presidenti delle regioni non hanno poteri diversi da quelli che sono loro riconosciuti nel dialogo con il governo, e lo sanno bene: chi non lo sa, come la presidente della Calabria, vede i suoi atti bocciati dal giudice amministrativo (e che continui a sbraitare è davvero poco commendevole). E allora perché lo fanno? La risposta è semplice. Per pubblicità, perché vorrebbero farsi sentire vicini ai loro elettori che ovviamente vorrebbero ritornare alla normalità: vogliono mostrare che loro avrebbero la volontà di renderli felici, ma purtroppo qualcuno impedisce loro di farlo: Roma! Questo è falso, lo impedisce il buon senso e una prudenza guidata da dati e proiezioni. Alla normalità ritorneremo un po’ alla volta, compiendo passi responsabili e ben informati sulla situazione sanitaria effettiva. Sbraitare che bisogna aprire perché la gente è stufa provoca solo una conseguenza, quella di far sentire la gente ancora più stufa, aizzarla a mollare i freni e rischiare molto per riprendersi una vita normale anche se le condizioni non sono ancora normali. Perciò è un comportamento irresponsabile da parte di chi avrebbe la responsabilità di amministrare i territori e la salute delle persone, e però non sempre ha dimostrato di esserne capace.

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