La UE e il green pass: un’ordinanza del Tribunale europeo che non occorre commentare

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di Roberto Bin

Alcuni cittadini italiani avevano impugnato davanti alla Corte di giustizia il Regolamento (UE) 2021/953 – Certificato COVID digitale dell’UE – chiedendo anche un provvedimento d’urgenza che, in via cautelare, ne sospendesse l’esecuzione. Si tratta del regolamento tanto citato in molti interventi (e in molti commenti) pubblicati su questo giornale.ll Presidente del tribunale ha impiegato poche settimane per rispondere alla richiesta di sospendere l’esecuzione del Regolamento europeo, rigettando la domanda (ord. 29 ottobre 2021, in causa T‑527/21). Il giudice europeo non entra nel merito delle censure mosse al Regolamento: la sua pronuncia si limita a rigettare la richiesta di sospensiva sulla base della mancata dimostrazione del danno “grave e irreparabile” che deriverebbe ai ricorrenti dall’applicazione del Regolamento. I ricorrenti indicano il carattere grave e irreparabile del danno subito nella discriminazione tra vaccinati e non vaccinati e, di conseguenza, tra i cittadini dell’Unione in sede di esercizio dei loro diritti fondamentali, che li colpirebbe direttamente. Il Regolamento impugnato sarebbe inoltre palesemente in contrasto con qualsiasi norma scientifica, privando senza motivo i cittadini della possibilità di condurre una vita sociale normale.

Per quanto riguarda l’argomento dei ricorrenti secondo cui la violazione del loro diritto alla libertà di circolazione, qualora non si sottopongano a trattamenti medici invasivi contrari alla loro volontà, comporterebbe una limitazione diretta della loro libertà personale, nonché della loro libertà professionale e del loro diritto al lavoro, l’ordinanza si limita a osservare che il possesso dei certificati previsti dal regolamento impugnato non costituisce una condizione preliminare per l’esercizio del diritto di libera circolazione né è dimostrato un peggioramento delle loro condizioni di spostamento rispetto alla situazione esistente prima della sua entrata in vigore: “in effetti, il regolamento impugnato mira proprio a facilitare l’esercizio del diritto alla libera circolazione all’interno dell’Unione durante la pandemia di COVID-19 mediante la creazione di un quadro per il rilascio, la verifica e l’accettazione di certificati COVID digitali dell’UE”.

Quanto al danno subito, i ricorrenti non hanno fornito informazioni concrete e precise, suffragate da documenti certificati dettagliati: per cui non è possibile valutare se il presunto danno possa essere qualificato grave e irreparabile.

Sul merito della legittimità del Regolamento europeo il Tribunale si pronuncerà in seguito.

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4 commenti su “La UE e il green pass: un’ordinanza del Tribunale europeo che non occorre commentare

  1. Egregio Prof. Bin,Ci spieghi invece cosa accadrebbe se tutto ciò che dicono fosse un giorno falso; Lei parte dal presupposto (in buonafede?) che le statistiche e gli”scienziati” non siano condizionati dalle case farmaceutiche o dai poteri forti o dalle varie mafie.
    Si è già dimenticato le tangenti alla sanità all’epoca di De Lorenzo?(ai ai ai).
    Ci spieghi come potrebbe cambiare il suo giudizio costituzionale se tutto ciò che dicono sia falso e i vaccini nuocciono alla salute piuttosto!
    dott. Lorenzo Zanellato

  2. Ci sono 2.000.000 di persone ( due milioni ) lesionate a causa del vaccino ( dati dell’Agenzia Europea del farmaco) e quasi sicuramente i dati sono molto sottostimati di almeno 5/10 volte. Ma per il professore qui presente sono dettagli. D’altra parte una pandemia mortale che alle persone sotto i 40 anni ha un tasso di mortalità dello 0,01% va combattuta in tutti i modi. No ? L’anno scorso morivano persone di tumore, di diabete, di incidente, di qualsiasi cosa, ma bastava che risultassero ANCHE positivi ad un tampone e bam, erano morti di Covid. Oggi c’è gente, GIOVANE che muore immediatamente dopo l’ in(o)culazione o sviluppa patologie/ effetti collaterali e come per miracolo c’è sempre il medico di turno che dichiara NESSUNA CORRELAZIONE anche se è sempre stato bene e muore 1 settimana dopo. Durante il nazismo e il fascismo non ci hanno liberato di sicuro i “giuristi” e come non lo hanno fatto allora,non lo faranno nemmeno oggi con questa nuova forma di dittatura.

    • Pubblico questo commento perché costituisce un ottimo esempio del pensiero riflesso allo specchio di chi, convinto dei propri dati, rifiuta qualsiasi informazione proveniente dall’esterno: tutto congiura contro la vera VERITA’. L’unica cosa che consiglierei a chi l’ha mandato è di informarsi un po’ meglio almeno dei dati storici: molti sono stati i giuristi impegnati nella Resistenza, a partire da Giuliano Vassalli, Piero Calamandrei, Norberto Bobbio, Silvio Trentin… Un consiglio: si legga per es. “I giuristi e la resistenza” pubblicato qualche anno fa da FrancoAngeli. O teme di contaminare le sue certezze?

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