I programmi dei partiti, obbligatori per legge, sono cosa diversa dagli slogan elettorali

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di Roberto Bin

Pochi lo sanno, ma una delle novità della nuova legge elettorale (il c.d. Rosatellum) è che ogni partito o coalizione è tenuto a depositare, assieme allo Statuto della formazione politica e alla lista dei candidati, anche l’indicazione del “capo politico” e il programma elettorale. Il tutto dev’essere pubblicato entro oggi, 31 gennaio, nel sito “Elezioni trasparenti” del Ministero dell’interno.

Ecco la norma (art. 4 della legge 165/2017):

«1. In apposita sezione del sito internet del Ministero dell’interno, denominata «Elezioni trasparenti», entro dieci giorni dalla scadenza del termine per il deposito dei contrassegni di cui all’articolo 15, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica n.361 del 1957 e di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 20 dicembre 1993, n.533, per ciascun partito, movimento e gruppo politico organizzato che ha presentato le liste sono pubblicati in maniera facilmente accessibile:

  1. a) il contrassegno depositato, con l’indicazione del soggetto che ha conferito il mandato per il deposito ai sensi dell’articolo 15, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957;
  2. b) lo statuto ovvero la dichiarazione di trasparenza, depositati ai sensi dell’articolo 14, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, come modificato dall’articolo 1 della presente legge;
  3. c) il programma elettorale con il nome e cognome della persona indicata come capo della forza politica, depositato ai sensi dell’articolo 14-bis, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, come sostituito dall’articolo 1 della presente legge.»

La tanto vituperata riforma elettorale qualcosa di buono alla fine lo ha fatto. Questa notte conosceremo il programma ufficiale delle liste e delle coalizioni e la persona che se ne fa garante. Sento già però lo scettico che dirà “tanto sono tutte chiacchiere…”.

Beh, non è proprio così. Chiacchiere sono le cose annunciate sinora da questo e quel leader politico: puri slogan, spesso sbagliati – si preannunciano come grandi obiettivi cose che si sono già fatte, come la cancellazione della tassa sulle successioni, che non esiste già più essendone esentati  il coniuge, i figli, i genitori e gli altri parenti in linea retta quando l’asse ereditario non supera € 100.000,00 e non comprende beni immobili; oppure come la cancellazione dei vitalizi dei parlamentari, già abrogata nel 2013 – oppure messi là come semplici “desideri” privi di indicazione degli strumenti da impiegare per realizzarli (che cosa significa “abrogazione del divieto di mandato imperativo”? Bisogna fare una riforma costituzionale, certo, ma poi chi e come eserciterà questo mandato? Se non lo si dice, il “programma” è vuoto e non serve a nulla). E che dire della flat tax messa là, con un indicativo X% di tassazione eguale per tutti, in violazione della Costituzione che vuole le tasse progressive e non proporzionali, e senza dire nulla né delle implicazioni finanziarie (lo sa chi le approva con il suo voto che rischia la sua pensione?) né di quelle più strettamente tributarie: l’X% di che cosa? Avremo ancora fasce esenti e spese detraibili? E per quanto?

Di chiacchiere se ne sono sentite tante, di idee balzane se ne possono produrre a volontà, ma questa notte avremo impegni scritti, sottoscritti e con la “faccia” del loro garante. Sarà il caso di leggerli (nella sezione programmi elettorali) e discuterli. Ci abituassimo tutti a prendere le elezioni sul serio? Forse le cose potrebbero iniziare a cambiare.

2 commenti su “I programmi dei partiti, obbligatori per legge, sono cosa diversa dagli slogan elettorali

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