Consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento: finalmente la legge

di Ugo Adamo*

La legge approvata era attesa da decenni; finalmente l’Italia si uniforma ad altri Paesi (civili, nel senso di tutela di tali diritti) europei. Lo fa in ritardo e quindi segue tutta quella giurisprudenza (ed è ad essa conseguente) che negli anni è stata prodotta intorno al rapporto che intercorre tra libertà personale, scienza medica e sviluppo tecnologico, in particolar modo nelle fasi del fine vita (alla luce di qualche estemporanea, recente, affermazione politica, non è di certo secondario sottolineare che la materia riguarda chi è ancora in vita, sic!).

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Sul testamento biologico è scontro
tra Stato e Regioni.
Il Titolo V fa male alla salute?

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di Carlo Magnani

Casi di sincronia e coincidenza istituzionale da leggere come auspicio positivo? Stefano Rossi segnalava su questo giornale il passo in avanti compiuto, in Commissione Affari sociali della Camera, dal disegno sul testamento biologico e come l’intervento del legislatore si renda necessario anche in virtù della recentissima sentenza della Corte costituzionale n. 262 del 14 dicembre 2016. Diamo un breve sguardo alla decisione.

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Consenso informato
e autodeterminazione dei pazienti
nei trattamenti sanitari

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di Stefano Rossi

Chiusa la fase referendaria si può ragionevolmente dubitare che qualcuno vorrà nuovamente mettere mano al tema delle riforme istituzionali, divenuto – come il libro perduto di Aristotele de “Il nome della Rosa” – un oggetto desiderato, ma al contempo avvelenato.

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