È ancora consentito a un costituzionalista di esprimere il suo pensiero su fatti ed espressioni della Politica?  

di Luigi Ventura

L’interrogativo del titolo può essere inteso come retorico, ovvero provocatorio. Non è il caso qui di nessuna delle due ipotesi. È che se si scrive un libro, nessuno può ostacolare l’espressione del pensiero. Se, invece, trattasi di argomenti che non meritano lo sforzo massimo, si deve trovare un sito o una rivista ospitante.

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Linguaggio pubblico ed educazione costituzionale

di Beatrice Porcellato*

Lasciate le ruspe, e dismesso per qualche ora l’abito del Ministero dell’Interno, momentaneamente in sosta al tunnel del Brennero, il neo-ministro dell’amore si trasforma in “compagno” svestito, tra le lenzuola, in un post pubblicato su Instagram dall’ormai ex-fidanzata, che annuncia ufficialmente, con una frase dell’artista Gio Evan, la fine della loro relazione.

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“Ciò che il popolo vuole”: i pericoli del linguaggio “senza peli sulla lingua”

di Antonio D’Andrea

Le invettive verbali consumate attraverso vari strumenti tra i quali primeggia il web, gli attacchi personali e l’irrisione dell’interlocutore non allineato in occasione della partecipazione a dibattiti pubblici (che sempre più interessano – fatta salva la claque da riporto – i soli “guardoni” delle risse mediatiche), il gusto compiaciuto per l’allusione malevola diretta anche nei confronti di chi non è posto in grado di replicare, rappresentano

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