Sotto la superficie della separazione delle carriere


 

 

di Giovanni Di Cosimo

Cosa. I magistrati possono cambiare funzioni, passando da quelle giudicanti a quelle requirenti e viceversa, ma una legge limita in modo rigoroso questa possibilità. Per eliminarla del tutto, separando le carriere di giudice e pubblico ministero, basterebbe modificare la legge.

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In difesa della magistratura milanese

di Mario Barcellona

Da decenni parlo nei convegni e scrivo nei miei saggi contro la pretesa, che si pensa abbia seguito in una parte della magistratura e che talvolta sembra di leggere negli scritti di taluni suoi autorevoli esponenti e financo nel sottaciuto argomentare di qualche sentenza, che la “coscienza sociale progressiva” legittimi il giudice ad andare oltre la legge e l’interpretazione (evolutiva per quanto si voglia) che il suo testo consente.

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Governo e Magistratura – Da che parte stare

 

 

di Claudio Stefano Tani

 

La  giurisprudenza si adegua sempre a fatica ai capovolgimenti dei principi fondamentali, tende spontaneamente a continuare ad ispirarsi all’ideologia del periodo precedente, anche se questa è già negata dal nuovo sistema nel momento in cui le sentenze sono emesse. Non è possibile attribuire in assoluto una decisione all’orientamento ideologico di un singolo magistrato, ovvero ai magistrati di una certa sede giudiziaria. Alcune decisioni si presentano come sintomi di transizione verso il nuovo ordinamento. Questo avviene perché nessuna ideologia muore senza lasciare residui e quella nuova non si afferma all’improvviso su una tabula rasa.

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