POLONIA
La svolta autoritaria minaccia la tenuta della UE? C’è un giudice a Dublino

di Roberto Bin

La High Court irlandese ha sollevato una questione pregiudiziale alla Corte di giustizia dell’Unione europea che trae origine dalle leggi polacche che hanno fortemente colpito l’indipendenza dei giudici e suscitato la reazione politica della Commissione europea.

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UNIONE EUROPEA
Google, il diritto all’oblio e la tutela al di fuori dei confini europei

di Ilenia Alagna *

Il diritto all’oblio, ovvero il diritto di un individuo a non essere più ricordato per fatti che in passato sono stati oggetto di cronaca, è anche l’esigenza al proprio anonimato, ove l’interesse pubblico alla conoscenza di un fatto ricompreso nello spazio temporale necessario ad informarne la collettività, si affievolisce fino a scomparire. 

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Bolzaneto, la Corte di Strasburgo
e un libro interessante.
L’importanza dei precedenti giurisprudenziali

di Davide Galliani

Sembra interessante segnalare la “nuova” importanza che sta assumendo il tema dei precedenti giurisprudenziali, da sempre all’attenzione dei giuristi, che tuttavia proprio nell’attuale momento è destinato a diventare di ancora più cruciale rilevanza. Il “merito” va ascritto anche alla Corte europea dei diritti dell’uomo o, meglio, all’impostazione prescelta ad oggi da parte della Corte costituzionale italiana per “regolare” le relazioni tra i giudici italiani e la Corte di Strasburgo.

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Questo velo invece resiste

di Roberto Bin

Lo stesso giorno della sentenza Achbita, qui commentata, la Corte di giustizia dell’Unione europea ha dovuto occuparsi una seconda volta del velo islamico e della discriminazione che ne può derivare sul posto di lavoro. Nella sent. Bougnaoui (C-188/15) la Corte affronta il caso di una donna islamica licenziata perché si rifiutava di togliere il velo islamico quando svolgeva la propria attività lavorativa presso clienti dell’impresa di cui era dipendente.

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