L’insicurezza generata dalla sicurezza. La recente vicenda della conversione del decreto-sicurezza

di Paolo Carnevale

La vicenda della conversione del decreto-legge n. 22 del 2026 ad opera della legge n. 54 dello stesso anno in tema di sicurezza e della contestuale adozione-emanazione del successivo decreto n. 55 in punto di disciplina dei rimpatri volontari assistiti dei migranti, già oggetto di modifica ad opera della coeva legge n. 54, ha suscitato un notevole interesse e generato una grande attenzione nel nostrano dibattito pubblico.

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Una vecchia storia e una nuova sentenza: metodo democratico ed espulsione dal Movimento 5 Stelle

di Lorenzo Borrè

La Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 3575 dell’8.2.2024 ha posto il sigillo del giudicato  sul contenzioso instaurato da alcuni iscritti nei confronti del MoVimento 5 Stelle “primigenio”, quello costituito da Beppe Grillo e Gian Roberto Casaleggio, contenzioso fondato, in buona sintesi, sulla contrapposizione tra chi riteneva  l’ordinamento interno del  M5S sottoposto alla disciplina del codice civile e la dirigenza del MoV, che invece negava una tale evenienza.

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Le fragole sono mature, esclusioni dal cestino

di Maria Vita De Giorgi 

“Le fragole sono mature”. Così ha concluso Beppe Grillo su Facebook qualche giorno fa, avanzando proposte per il futuro Governo e illustrandone i punti programmatici.  Da quel momento, da quando Grillo, riassumendo la funzione di Capo supremo del Movimento da cui era stato lontano per mesi, è disceso a Roma, tutto è cambiato. Cambiato in un senso molto gradito all’A. di queste righe, peraltro del tutto estranea ai 5 Stelle, ma questo non rileva.

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Gli immigrati e il doppio grado di giudizio
Qualche dubbio sul decreto Minniti

di Fabio Ferrari

Uno degli aspetti più controversi del decreto legge Minniti-Orlando in materia di immigrazione (d.l. 13/2017) riguarda, senz’altro, l’abolizione del doppio grado di giudizio nel merito per i richiedenti “protezione internazionale”. L’organo amministrativo competente a valutare la domanda del richiedente era, e rimane anche dopo l’entrata in vigore del decreto, l’apposita “Commissione territoriale”. Contro l’eventuale diniego di tale organo era ed è tuttora possibile agire innanzi al giudice ordinario.

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