di Sandro De Nardi*
Sono trascorsi settant’anni da quando l’allora Capo dello Stato – Enrico De Nicola – promulgò (sic) in quel di Napoli il decreto legislativo 5 maggio 1948, n. 535, recante «Foggia ed uso dell’emblema dello Stato»: ed è proprio tramite il provvedimento normativo appena citato che è stato formalmente adottato uno dei simboli identificativi dell’Italia repubblicana (l’emblema, per l’appunto), nella versione grafica che pochi mesi prima era stata approvata con apposita deliberazione dall’Assemblea costituente.
Attualità
Quel colpo di pipa
di Edmund Burke
Il 7 marzo 1979, il Presidente della Repubblica Sandro Pertini, eletto da pochi mesi e alla sua prima crisi di Governo (una lunga crisi che durò 49 giorni), volendo scongiurare elezioni anticipate, convocò gli esponenti dei tre principali partiti della maggioranza – Saragat, La Malfa e Andreotti – e li chiuse in una stanza: di qui non si esce senza il nuovo presidente del Consiglio! disse sbattendo la pipa. Naturalmente dalla stanza uscì investito della carica Giulio Andreotti, a La Malfa toccò la vicepresidenza; Saragat rifiutò perché aveva subordinato il suo assenso al voto favorevole del PCI. Sicuramente una procedura inconsueta, che non ebbe occasioni di essere ripetuta. Ma forse oggi potrebbe essere un’idea… In fondo la pipa non è indispensabile.
Elezioni entro l’estate? As Time Goes By
di Salvatore Curreri
As Time Goes By cantava al pianoforte il mitico Sam nel film Casablanca. Noi non sappiamo se i due mesi trascorsi dal 4 marzo siano stati frutto dell’inconcludenza delle forze politiche o del voluto “andamento lento” impresso alle consultazioni dal Presidente Mattarella. Sta di fatto che la finestra temporale che avrebbe potuto condurre alla convocazione di nuove elezioni prima dell’estate si è definitivamente chiusa.
La Corte costituzionale, “La Verità” e il paradosso del mentitore
di Roberto Bin
La Corte costituzionale emana con moderata frequenza comunicati stampa, di solito per anticipare il dispositivo di sentenze molto attese o per dare notizia della visita dei giudici a qualche scuola di periferia. Per cui ha colpito l’attenzione un comunicato del 28 aprile dal titolo “Comunicato stampa su articolo de La Verità”.
Come siamo finiti così (e come possiamo venirne fuori)?
di Roberto Bin
A tutti capita di chiedersi come sia stato possibile che quelle che sembravano le sorti radiose e irrevocabili dello Stato democratico e sociale, i risultati che sembravano definitivamente acquisiti nelle società occidentali, improvvisamente sprofondassero in una crisi profonda, in una retrocessione che fà rivivere gli spettri della povertà assoluta, della disoccupazione di massa, di una diseguaglianza che paralizza ogni prospettiva di mobilità sociale.
Diritto all’oblio e diritto a essere ricordati correttamente sulla rete: la sentenza della Corte inglese sul ruolo dei motori di ricerca
di Maria Romana Allegri
Una recente sentenza della High Court of Justice inglese ha riproposto, sollevando alcune interessanti questioni interpretative, il tema del cosiddetto “diritto all’oblio” relativamente alla richiesta rivolta al motore di ricerca di de-indicizzare gli URL che vengono visualizzati in collegamento al nome di una specifica persona.
Cultura della vita e cultura della morte: interrogativi sul caso del piccolo Alfie Evans
di Ugo Adamo*
La dolorosa vicenda del piccolo Alfie Evans ha riproposto la dicotomia falsa tra una (non meglio precisata) cultura della morte e una (non meglio precisata) cultura della vita. Tale contrapposizione, oltre che in Inghilterra, trova espressione pure in Italia, a leggere le prime dichiarazioni (comunicate via social) di uomini e donne anche con elevata responsabilità politico-istituzionale.
Il “contratto di governo”: le procedure vengono prima dei contenuti
di Roberto Bin
Se davvero, come mi ero augurato (vedi da ultimo l’articolo del 23 aprile), si apre uno spiraglio per la stesura di un “contratto di governo” tra M5S e il PD, mi sembra necessario partire anzitutto da alcune regole di procedura, prima ancora di iniziare a delineare i punti programmatici attorno ai quali stendere il contratto.
I magistrati della Resistenza
Magistratura e Resistenza: ripubblicato il libro sui magistrati caduti
Proprio in questi giorni è stato ripubblicato, a cura del CSM, il libro citato dall’articolo di Sandro De Nardi, “La Magistratura nella lotta di Liberazione: i caduti”, Roma, 1976, che è di libero accesso a questo indirizzo.
Contratto di governo: un passo avanti!
di Roberto Bin
Mentre l’attenzione della stampa era concentrata sugli esiti delle votazioni nel nostro Ohio, cioè il Molise, il comitato messo in piedi dal professor Giacinto Della Cananea, per incarico di Di Maio, ha reso disponibile la sua relazione. L’incarico era di studiare se nei programmi delle forze politiche affiorino convergenze tali da permettere l’elaborazione di un’agenda condivisa per il governo del Paese, e quali ne possano essere i contenuti.
Magistratura e Resistenza
di Sandro De Nardi *
Il 22 aprile 1975, nell’ambito delle celebrazioni dedicate al trentesimo anniversario della Liberazione, si è tenuta a Palazzo dei Marescialli un’apposita seduta plenaria dell’organo di governo autonomo della magistratura ordinaria per rendere omaggio al contributo che anche numerosi esponenti dell’Ordine giudiziario offrirono alla Resistenza.
La strana risposta del presidente Fico: è così che si rilancia il ruolo del Parlamento?
di Roberto Bin
Alle lettere e agli interventi in aula di alcuni deputati che rivolgevano al Presidente Fico la richiesta di verificare la compatibilità con la Costituzione e con il Regolamento della Camera di alcune norme dello Statuto del gruppo del M5S, di cui Fico è membro, egli ha dato una risposta che non può essere data per scontata.