Le riforme costituzionali del Senato conseguenti all’esito referendario: buscar el levante por el poniente?

di Salvatore Curreri

La netta approvazione referendaria della riforma costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari pone il tema dell’approvazione di quelle che nella campagna referendaria sono state definite “integrazioni” (dai sostenitori del SI) o “correzioni” (da quelli del NO) costituzionali.

Leggi tutto

E ora? Il dopo-referendum

Chiusa la pagina del referendum si apre il dibattito sul “seguito” della riforma costituzionale. Nulla di sorprendente dato che tra i motivi che hanno sorretto il SI vi era la convinzione che il “taglio dei parlamentari” è solo il primo passo di un più vasto programma di riforme. Quali? Ma anche chi ha sostenuto il NO ha paventato conseguenze negativa sugli assetti istituzionali e perciò l’esigenza di porre mano a correttivi. Quali? Il tema si annuncia perciò interessante e apriamo perciò una pagina del giornale dedicata a proposte e riflessioni “sul dopo” con i primi due interventi.

S. Curreri, A. D’Andrea, S. Pinto

 

Dopo il “taglio” dei parlamentari

di Antonio D’Andrea

La riduzione dei deputati e senatori da eleggersi da parte del corpo elettorale (come si sa non propriamente coincidente per le due Camere e con la perdurante necessità costituzionale di preservare la “base regionale” per il Senato) è stata dunque approvata con larga maggioranza degli elettori…

Leggi tutto

L’appello all’unità e le risposte sbagliate

di Roberto Bin

In tutti i discorsi e i messaggi di Mattarella in questi giorni il tema centrale è stato l’appello all’unità morale degli Italiani. E’ la “sostanziale unità morale… il vero cemento che ha fatto nascere e ha tenuto insieme la Repubblica”: ma è anche quel cemento “che ci fa riconoscere, ancora oggi, legati da un comune destino” (Intervento del 1° giugno ai Giardini del Quirinale).

Leggi tutto

Chi ha paura del popolo? Perché il PD dovrebbe promuovere il referendum sul taglio dei parlamentari. Un’opinione controcorrente

di Marco Antonio Simonelli*

Mentre pensavo a momenti storici simili al voto di martedì 8 ottobre, con il quale la Camera ha dato via libera alla modifica degli Articoli 56 e 57 della Costituzione, mi sono venuti in mente solo parlamenti codardi che si sono spogliati dei propri poteri in favore di dittatori e caudilli. Azzardare simili accostamenti sarebbe fuori luogo, ma la legge di revisione costituzionale appena licenziata è sicuramente un singolarissimo caso di automutilazione parlamentare.

Leggi tutto

Sul taglio dei parlamentari

di Omar Chessa

La prima deliberazione parlamentare è intervenuta, stabilendo che i deputati diventeranno 400 e i senatori 200. La riforma sembra, perciò, andare avanti. E col consenso degli italiani. Direi che va avanti proprio perché gli italiani la desiderano, visto che i parlamentari, che pure la stanno approvando, l’apprezzano molto meno, se non per nulla.

Leggi tutto

Il referendum propositivo: maneggiare con cura

di Salvatore Curreri

Il referendum sulle iniziative legislative popolari non accolte dal Parlamento può costituire un efficace rimedio alla crisi di partecipazione politica; attenti, però, a non alterare il delicato equilibrio costituzionale tra democrazia rappresentativa parlamentare e istituti di democrazia partecipata.

Leggi tutto

La riduzione del numero dei parlamentari: non è tutto oro ciò che luccica…

di Salvatore Curreri

In questi giorni la Commissione Affari Costituzionali della Camera dei deputati sta discutendo in prima lettura il progetto di revisione costituzionale (A.C. 1585), approvato dal Senato lo scorso 7 febbraio, che prevede la riduzione del numero dei parlamentari: 400 deputati al posto degli attuali 630 e 200 senatori anziché 315.

Leggi tutto

Riformare poco perché nulla si riformi? Alcune considerazioni sulle audizioni del ministro Fraccaro

di Giuseppe Lauri*

Tra il 12 e il 24 luglio scorsi si è tenuta, presso le Commissioni Affari costituzionali riunite di Camera e Senato, la rituale audizione programmatica del ministro per i Rapporti col Parlamento e la democrazia diretta Riccardo Fraccaro.

Leggi tutto

I silenzi e le contraddizioni dei costituzionalisti conservatori

di Stefano Ceccanti
Dopo vari giorni di silenzio il fronte del costituzionalismo conservatore, che si era eccitato contro la riforma costituzionale, viene rotto da un’intervista odierna di Gustavo Zagrebelsky a “la Repubblica”. Essa contiene molte affermazioni condivisibili, pur in ritardo e nonostante toni decisamente più misurati rispetto alle critiche alla riforma del 2016, che era in realtà molto meno discontinua con la nostra Costituzione rispetto agli interventi previsti oggi.

Leggi tutto

Utilizziamo cookie (tecnici, statistici e di profilazione) per consentire e migliorare l’esperienza di navigazione. Proseguendo con la navigazione acconsenti al loro uso in conformità alla nostra cookie policy.  Sei libero di disabilitare i cookie statistici e di profilazione (non quelli tecnici). Abilitandone l’uso, ci aiuti a offrirti una migliore esperienza di navigazione. Cookie policy