di Chiara Bergonzini
Il 10 gennaio 2017 è iniziato, in Commissione Finanze del Senato, l’iter di conversione del decreto-legge n. 237 del 2016 (AS 2629), noto come “il salva risparmio”.
di Chiara Bergonzini
Il 10 gennaio 2017 è iniziato, in Commissione Finanze del Senato, l’iter di conversione del decreto-legge n. 237 del 2016 (AS 2629), noto come “il salva risparmio”.

Il referendum sull’art. 18 non si farà: la Corte Costituzionale, nella sua nota ufficiale, ha dichiarato inammissibile il quesito. Il referendum della Cgil puntava ad abrogare le modifiche del Jobs Act allo Statuto dei lavoratori. Via libera invece ai quesiti sui voucher e sulla responsabilità in solido appaltante-appaltatore.
Leggi anche di Alberto Mattei: “Referendum Cgil: il quesito sull’art.18 e la soglia (scivolosa) dei 5 dipendenti”;
di Paolo Francesco Rossi: “Il referendum Cgil e la natura fiscale della legge sul Jobs Act”;
di Roberto Bin: “I quesiti dei referendum e il giudizio di ammissibilità della Corte”

Il TAR della Lombardia, sez. Brescia, giudica di alcune norme comunali (Comune di Stezzano) che “declassano” il rito delle unioni civili rispetto a quello del matrimonio civile.
di Alberto Mattei
Sull’ammissibilità dei quesiti referendari proposti dalla CGIL la Corte costituzionale si pronuncerà a brevissimo. Sull’inquadramento delle questioni sottoposte alla Consulta sono disponibili, in rete, i contributi di molti esperti.

di Paolo Francesco Rossi *
La Legge 10.12.2014 n. 183, è una legge di riforma del diritto del lavoro e del sistema previdenziale, promossa ed effettuata dal Governo Renzi attraverso diversi provvedimenti legislativi varati tra il 2014 e il 2015. Com’è noto, il termine Jobs Act deriva dall’acronimo di «Jumpstart Our Business Startups Act» (promulgato da Obama nel corso del 2012, e volto ad incentivare ed incoraggiare lo sviluppo delle piccole imprese).

di Roberto Bin
In questi giorni si svolgono le elezioni di metà dei Consigli provinciali (per i dati precisi clicca qui) e naturalmente questa è l’occasione per il riaccendersi delle polemiche sulle Province. Ma non dovevano essere abolite? Perché si è sottratta al voto popolare l’elezione dei loro organi?

di Corrado Caruso
La lettera al Corriere del Presidente dell’Autorità della concorrenza, Giovanni Pitruzzella, affronta il tema delle cd. fake news, cioè delle notizie false o esagerate, diffuse via web, che distorcono la realtà, alterando la percezione degli internauti rispetto ad alcuni eventi (che si presumono) accaduti.
Leggi anche: “Le bufale del web da Umberto Eco a Pitruzzella”

di Fabio Ferrari
Per i non addetti ai lavori è difficile accettare che il diritto si interpreti: guardando alle regole come sinonimo di “certezza”, la loro interpretazione è vista come un espediente, perlopiù sleale: con esso, avvocati di dubbia rettitudine tentano di garantire l’impunità al proprio cliente, così da ottenere un’ambita e copiosa parcella.

Le notizie false sulla rete, o bufale come si dice in gergo giornalistico, sono state oggetto di due interventi del presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella che hanno subito dato vita a un acceso dibattito.
La recente sentenza della Cassazione stabilisce che i reati di minaccia e diffamazione compiuti tramite Facebook fuoriescono dalla competenza del giudice di pace.
E’ stata pubblicata la sentenza della Cassazione (n.25201 del 7 dicembre 2016) che per la prima volta in Italia stabilisce che il profitto aziendale e la difesa della competitività, costituiscono giusta causa per il licenziamento di un dipendente.
La sentenza del Tar Friuli-Venezia Giulia del 12 dicembre 2016, n. 562, merita di essere segnalata perché chiarisce la natura del “profilo Facebook”.
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