La riforma Nordio: oltre il testo, una visione costituzionale che allarma

di Antonio D’Andrea

Molto spesso, nei confronti con i sostenitori della riforma costituzionale che vorrebbe separare le carriere dei magistrati del pubblico ministero da quella degli altri magistrati ordinari (per dare piena attuazione all’art. 111 Cost., nella versione che avrebbe, a partire dal 1999, espressamente precisato che «Ogni processo si svolge in contraddittorio tra le parti, davanti a giudice terzo e imparziale») si sente ripetere la litania che è per questa ragione che si vuole elevare a principio costituzionale la separazione della loro carriera rispetto all’altra.

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Dal CSM all’Alta Corte disciplinare: brevi note sui nuovi equilibri in tema di funzione disciplinare

di Ugo Adamo

Con la riforma costituzionale in itinere, come noto, la sostituzione del sistema elettivo con quello del sorteggio, unitamente alla divisione del Consiglio Superiore della magistratura (CSM) in due organi e alla sottrazione della competenza disciplinare, incide in modo radicale sui tratti distintivi del CSM voluto dal Costituente e dal legislatore di attuazione, fino ad alterarne la stessa identità costituzionale.

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Il lancio dei dadi. Sull’insensatezza del sorteggio dei membri togati del CSM

di Fabio Ferrari

Nonostante i doverosi sforzi a cui ciascuno è chiamato per comprendere le ragioni altrui, devo confessare che solo l’astratta idea di sorteggiare i membri togati del CSM mi sembra letteralmente insensata: figuriamoci il fatto che questa opzione possa entrare nel testo della nostra Costituzione.

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Sotto la superficie della separazione delle carriere


 

 

di Giovanni Di Cosimo

Cosa. I magistrati possono cambiare funzioni, passando da quelle giudicanti a quelle requirenti e viceversa, ma una legge limita in modo rigoroso questa possibilità. Per eliminarla del tutto, separando le carriere di giudice e pubblico ministero, basterebbe modificare la legge.

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La data… è tratta?

di Paolo Carnevale

Con un comunicato pubblicato sul sito istituzionale, il Governo ha reso noto che nella seduta del Consiglio dei Ministri del 12 gennaio 2026 è stata assunta la deliberazione relativa alla proposta di definizione della data di svolgimento della prossima consultazione referendaria «sulla legge costituzionale “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare” pubblicata in data 30 ottobre 2025 sulla Gazzetta ufficiale n. 253» da sottoporre al Presidente della Repubblica per l’adozione del decreto di indizione. Data individuata nel 22 e 23 marzo prossimi.

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Il rebus della data del referendum

di Paolo Carnevale

Alcune anticipazioni di stampa, in questi giorni, hanno fatto trapelare la notizia secondo la quale il Governo starebbe pensando di fissare per domenica 1° marzo la data di svolgimento del prossimo referendum popolare sulla legge di riforma costituzionale in tema di organizzazione della giustizia, approvata dalle Camere alla fine dello scorso mese ottobre.

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Riforma della giustizia e «presenzialismo» di politici e giudici

di Felice Blando

Il varo della legge costituzionale sulla c.d. «separazione delle carriere» ha riportato alla ribalta ricorrenti ed estenuanti polemiche. Su questo tema le questioni vengono drammatizzate e abbondano le reciproche delegittimazioni: ne segue un chiacchiericcio continuo. L’importante, per gli uomini politici, è fare dichiarazioni ed ottenere che siano riprodotte dai mezzi di comunicazione.

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Tre argomenti sbagliati

di Giovanni Di Cosimo

La contesa referendaria fatalmente polarizza le posizioni, tanto che il dibattito sulla riforma dell’ordinamento della giustizia si è subito animato. Il problema è che il testo formulato dal governo e fatta proprio senza cambiare una virgola dalla maggioranza parlamentare, non sembra capace di suscitare un reale interesse dell’opinione pubblica.

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È ancora possibile uno sguardo “laico” sulla riforma costituzionale dell’ordinamento giudiziario, o è ormai troppo tardi?

di Salvatore Prisco

Roberto Bin offre le pagine del suo vivace blog LaCostituzione.info all’antico Maestro, che vi interviene su un tema del quale è senza dubbio tra i massimi esperti con un breve, ma incisivo scritto del 27 agosto 2025 (poi rilanciato il 13 settembre), dal titolo Ragionando sulla separazione delle carriere: è legittimo il sorteggio per la formazione degli organi di governo giudiziario?

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Ragionando sulla separazione delle carriere: è legittimo il sorteggio per la formazione degli organi di governo giudiziario?

di Sergio Bartole*

Sono due i percorsi che seguono nei loro ragionamenti gli esponenti della maggioranza di governo per spiegare gli obiettivi della legge di revisione costituzionale intitolata alla separazione delle carriere giudiziarie.

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Separazione della carriere: cioe?

di Giovanni Di Cosimo

Nei giorni scorsi, il progetto Meloni-Nordio sulla separazione delle carriere dei magistrati ha superato in scioltezza lo scoglio iniziale, l’approvazione in prima lettura alla Camera dei deputati. Il ministro della giustizia ha imposto la blindatura del testo governativo che non ha subìto alcuna modifica parlamentare, né nell’esame in commissione né in quello in aula.

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