di Giovanni Di Cosimo
A un anno dall’inizio della pandemia, la Corte costituzionale assegna la gestione dell’emergenza esclusivamente al legislatore statale.
di Giovanni Di Cosimo
A un anno dall’inizio della pandemia, la Corte costituzionale assegna la gestione dell’emergenza esclusivamente al legislatore statale.
La recente sentenza n. 54 del 27 gennaio 2021 del Tribunale di Reggio Emilia, sezione Gip-Gup, è prontamente finita sotto i riflettori in ragione delle motivazioni nelle quali, per la prima volta, si afferma espressamente l’incostituzionalità dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri (DPCM) recanti misure volte a contrastare l’emergenza epidemiologica da COVID-19.
di Marco Cecili e Alberto Di Chiara
Lo scorso lunedì 8 marzo il Parlamento europeo ha revocato l’immunità parlamentare a tre eurodeputati, appartenenti a partiti indipendentisti catalani, accusati di ribellione, sedizione e malversazione per i fatti legati allo svolgimento del referendum sull’indipendenza della Catalogna del 1° ottobre 2017.
È passato ormai un anno da quando il Paese è stato bloccato quasi totalmente con l’intento di trovare una risposta valida all’emergenza da Covid-19. La speranza di poter tornare ad una vita normale ha portato la popolazione a credere che le misure restrittive avrebbero prodotto ingenti effetti positivi, nonché l’abbassamento della curva dei contagi e l’arresto dei decessi.
Dalla discussione sull’art. 88 (che vieta al Presidente della Repubblica du sciogliere le Camere negli ultimi 6 mesi del mandato) in Assemblea Costituente si desume che l’obiettivo è stato di evitare un possibile abuso di potere da parte del Presidente della Repubblica.
La costruzione dell’Unità nazionale intorno ad un governo di coabitazione e ricomposizione partitica non è un inedito per l’Italia. Presupposto di questa necessitata convergenza non è semplicemente l’emergere di una situazione di difficoltà, se non di pericolo, per la tenuta economica, sociale e istituzionale del Paese;
Si può leggere la crisi di governo alla luce delle anomalie istituzionali che segnano il quadro.
La crisi di governo che ci apprestiamo a seguire presenta, almeno nelle prime fasi, alcune interessanti questioni.
«L’uomo viene ucciso più dal cibo che dalla spada, ma le istituzioni sono uccise, più che dalle istituzioni, dal ridicolo». Il 29 aprile 2006 pronunciò queste parole, nell’aula di Palazzo Madama, il senatore a vita Francesco Cossiga:
Il diritto privato ha offerto su di un piatto di argento alla politica strumenti apparentemente dignitosi per il perseguimento di scopi che spesso non lo sono.
Confesso: non avrei commentato i fatti degli Stati Uniti, se non avessi messo per iscritto già in anticipo ciò che penso, approfittando del fatto che questo sito non censura il pensiero sotto la discutibile forma del referaggio. Poiché è troppo facile esprimere delle considerazioni nella fase finale di una vicenda sconvolgente che sembrerebbe una salita sul carro dei vincitori, come faranno (e stanno facendo) in molti.
L’emergenza sanitaria da Covid-19 ha messo a dura prova la Costituzione Repubblicana. In questi mesi, infatti, non sono mancati attacchi ad essa. E’ arrivato il momento di svelare la verità: la Costituzione si è rivelata uno strumento prezioso per affrontare la pandemia.
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