Perché la Corte non avrebbe dovuto
giudicare nel merito l’Italicum

di Fabio Ferrari

In questo giornale, si è più volte tentato di spiegare per quale ragione la Corte costituzionale non avrebbe dovuto giudicare nel merito l’Italicum (Bin 1,2,3, Morelli, Ferrari 1,2): l’accesso al giudice costituzionale, difatti, è consentito solo per tramite di un processo reale.

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L’azione di accertamento
come surrogato del ricorso diretto

di Alessandro Mangia*

In un intervento di qualche settimana fa, e prima della pronuncia della Corte, Roberto Bin si interrogava, non a torto, sulle conseguenze in ordine al processo costituzionale di una eventuale pronuncia nel merito sull’Italicum. Gli argomenti di Bin, peraltro già circolanti nel dibattito anteriore alla decisione, erano sostanzialmente due.

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La Corte ha spiegato, nulla è cambiato

di Roberto Bin

L’ipocrita attesa della motivazione della Corte costituzionale nella decisione sulla legge elettorale ora è finita. Nella sent. 35/2017, la Corte ha spiegato le sue ragioni, ma chi si attendeva “direttive” su come procedere per tracciare la nuova legge elettorale è rimasto deluso.

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Italicum: quel che la Corte non dice
e il nodo che resta da sciogliere

di Salvatore Curreri

Il comunicato con cui la Corte ha preannunciato la propria sentenza sull’Italicum scioglie alcuni nodi ma ne lascia aperti altri, ben più importanti, sui quali bisognerà invece attendere le motivazioni.

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ITALICUM: LA CORTE HA DECISO

Il comunicato stampa ufficiale della Corte costituzionale ci informa che:

  • È stata respinta la richiesta di dichiarare inammissibile il ricorso. Sarà interessante leggere le motivazioni che la Corte produrrà su questo punto, perché accettare di giudicare nel merito una legge mai applicata rischia di sovvertire le regole processuali a cui la Corte è strettamente legata;
  • È stata rigettata la censura sul premio di maggioranza al primo turno;
  • È stato dichiarato illegittimo il ballottaggio al secondo turno, che quindi viene “cancellato” dalla legge elettorale;
  • È stata dichiarata illegittima la disposizione che consentiva al capolista eletto in più collegi di scegliere a sua discrezione il proprio collegio d’elezione. La scelta sarà determinata dal sorteggio.

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Italicum alla Corte Costituzionale:
incrociamo le dita per oggi?

di Roberto Bin

Oggi l’udienza pubblica alla Corte costituzionale sulla legge elettorale, il c.d. Italicum. La politica e la stampa si aspettano un’indicazione su quale disciplina elettorale usare per le prossime elezioni: qualcuno pensa che la Corte riscriverà la legge, ovviamente sfornando una disciplina auto-applicativa (non si può restare senza una legge con cui andare al voto, sarebbe messa a rischio la democrazia), qualcuno pensa invece che l’Italicum la faccia sostanzialmente franca.

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La Corte Costituzionale può introdurre
con una sentenza il ricorso
diretto di costituzionalità delle leggi?

di Roberto Bin

I partiti politici, dimostrando una volta di più la loro ignavia, attendono la sentenza della Corte Costituzionale sull’Italicum per capire se è proprio necessario fare una nuova legge per andare alle elezioni. “Che gent’è che par nel duol sì vinta?” chiedeva Dante a Virgilio, contemplando appunto gli ignavi.

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Ritorno alla prima Repubblica

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di Giovanni Di Cosimo

Secondo alcuni commentatori il risultato del referendum del 4 dicembre ci riporta alla prima, vituperata, Repubblica.
In realtà, dal punto di vista costituzionale la distinzione fra prima e seconda Repubblica è poco rigorosa perché non è cambiata la forma di governo, che è pur sempre parlamentare.

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