
di Roberto Bin
A 73 anni, Lech Walesa è ritornato in piazza. Non più contro il comunismo e l’oppressore sovietico, ma contro il governo polacco e la sua svolta autoritaria.

di Roberto Bin
A 73 anni, Lech Walesa è ritornato in piazza. Non più contro il comunismo e l’oppressore sovietico, ma contro il governo polacco e la sua svolta autoritaria.
di Roberto Bin
Sí, questo è uno sfogo, di un’irritazione profonda covata da tempo da uno che da sempre ha creduto nella centralità della politica. Il bersaglio di questo sfogo sono i politici che hanno cambiato la loro collocazione politica e persino la loro collocazione nel Governo.
di Roberto Bin
Donald ci ha ormai abituati da tempo, anche se ne è trascorso ben poco dal suo insediamento. Homer Simpson non avrebbe fatto di meglio. Le sue minacce contro i clandestini; le sue ordinanze che vietano l’ingresso negli USA ai cittadini di paesi musulmani, emanate senza badare ai vincoli che gli derivano dalle leggi e dalla Costituzione;
di Roberto Bin
(su Cassazione, sez. I penale, sent. 32405/2017)
Vi ricordate la polemica sulla sentenza della Cassazione che aveva richiesto alla giudice di sorveglianza di Bologna di meglio valutare e argomentare il provvedimento con cui aveva rigettato la richiesta di Riina di interrompere la detenzione in carcere in regime di 41 bis per terminare dignitosamente la sua vita?
di Roberto Bin
Una recente decisione della Grande Sezione della Corte di Giustizia UE (sent. 27 giugno 2017, in causa C-74/16) afferma che “un’esenzione fiscale di cui beneficia una congregazione appartenente alla Chiesa cattolica per opere realizzate in un immobile destinato all’esercizio di attività prive di finalità strettamente religiosa, può ricadere sotto il divieto enunciato dall’articolo 107, paragrafo 1, TFUE se, e nella misura in cui, tali attività siano economiche”.
di Roberto Bin
In alcuni canti precedenti (in particolare il canto secondo) si era dato conto della triste sorte degli executive order con cui Trump intendeva bloccare l’ingresso negli Stati Uniti a chi proviene da Stati a prevalenza islamica, provvedimenti che si sono incagliati, uno dopo l’altro (vedi anche i canti terzo e quinto), negli scogli della giurisdizione ordinaria.
di Roberto Bin
È un gioco che la mia generazione (quella del ’68) conosce benissimo: si era sfiorato il virtuosismo, alle volte, nell’uso di questa tecnica. Qualsiasi proposta che osasse avanzare una soluzione di un qualche tipo al problema emerso nel dibattito, veniva immediatamente svalutata e scartata perché “ben altro” era il problema, la sua causa, la prospettiva corretta in cui cercare invece la soluzione, impossibile ovviamente.
Si segnala la recentissima sentenza 14878 del 15 giugno 2017, in cui la prima sezione della Cassazione cassa una decisione della Corte di appello di Venezia che aveva ritenuto corretto rigettare la domanda di due donne, sposatesi nel Regno Unito, di rettificare lo stato civile del bambino, figlio biologico di una delle due ma nato in un “comune progetto procreativo” della coppia.
La Cassazione è chiara (il che forse non è frequentissimo) e prima di commentare il “caso” converrebbe leggere la sentenza. La Cassazione non ha detto nulla su Riina (al contrario dei titoli di molti quotidiani usi alle fake news), ma ha censurato il provvedimento del giudice di sorveglianza che ha respinto la richiesta di Riina per difetto di motivazione.
di Roberto Bin
Nel caso Y. c. Suiss deciso il 6 giugno 2017 la Corte europea dei diritti dell’uomo (con una sentenza non definitiva, perché appellabile alla Grand Chambre) ha respinto il ricorso di un giornalista svizzero colpito da una sanzione di 5.000 CHF. per aver pubblicato un articolo in cui svelava informazioni coperte da segreto istruttorio.

di Roberto Bin
Tutto il mondo si indigna per l’annuncio di Trump di voler ritirare gli USA dall’Accordo di Parigi sul clima, diventato effettivo dal novembre 2016, pochi giorni prima dell’elezione di Trump, e sottoscritto praticamente da tutti gli Stati del mondo. E allora?
di Roberto Bin
“Great win in Montana!” ha commentato Trump la vittoria del repubblicano Greg Gianforte nelle elezioni per il seggio vacante nella Camera dei Rappresentanti, senza aggiungere parola su ciò che aveva reso famoso Gianforte solo poche ore prima.
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