di Edoardo Caterina
Il decreto-legge n. 23 del 2026 (c.d. “decreto sicurezza”), convertito in legge dalla legge n. 54 del 2026, sembra avere riesumato una disposizione che la Corte costituzionale aveva dichiarato costituzionalmente illegittima quasi 50 anni fa, con la sentenza n. 11 del 1979. La vicenda merita di essere brevemente illustrata perché non solo getta un’ombra inquietante sulle politiche securitarie dell’attuale governo, ma offre anche un esempio poco edificante di come funzioni oggi la nostra “filiera legislativa” tra Governo, Parlamento e Presidenza della Repubblica.