di Edoardo Caruso[*]
L’attuale Governo ha manifestato con forza l’intenzione di procedere alla revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia (Aspi) dopo i terribili fatti di Genova del 14 agosto. È questa una soluzione percorribile?
di Edoardo Caruso[*]
L’attuale Governo ha manifestato con forza l’intenzione di procedere alla revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia (Aspi) dopo i terribili fatti di Genova del 14 agosto. È questa una soluzione percorribile?
La Repubblica rende pubblica oggi (18 agosto) la lettera di contestazione inviata dal Ministero delle infrastrutture – Direzione generale (una struttura amministrativa finalmente, e non il solito politico di dubbia competenza)
Tra il 12 e il 24 luglio scorsi si è tenuta, presso le Commissioni Affari costituzionali riunite di Camera e Senato, la rituale audizione programmatica del ministro per i Rapporti col Parlamento e la democrazia diretta Riccardo Fraccaro.
Il Paese è rimasto attonito davanti alla tragedia di Genova. Sgomento per le vittime e per le conseguenze che subiranno i genovesi. Spaventato per i rischi a cui la vita ordinaria delle persone può essere sottoposta da un momento all’altro.
Sulla vicenda dei vaccini il “governo del cambiamento” o almeno la sua ministra della salute hanno recitato un copione molto simile a quello della politica tradizionale.
Un referendum sulla TAV? Chiamparino l’ha lanciato quasi come una boutade: se il Governo pensa di bloccare la TAV, io allora promuoverò un referendum, innescando una reazione popolare contro una decisione scellerata. Immediatamente tutti hanno detto che era proprio una bellissima idea.
Il 24 luglio scorso il Presidente della Repubblica ha promulgato la legge di conversione del decreto legge 29 maggio 2018, n. 55 recante “Ulteriori misure urgenti a favore delle popolazioni dei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016”.
Per la Corte costituzionale (sentenza n. 170/2018) i magistrati, anche in aspettativa, non possono iscriversi ad un partito politico perché ciò lede la loro imparzialità e indipendenza. Però possono ricoprire cariche elettive, politiche e tecniche e ritornare, al loro termine, in magistratura.
Su alcuni aspetti delle modifiche, che si vorrebbero portare al sistema pensionistico, sarebbe utile qualche verifica.
Avendo sin dai miei studi universitari (e forse anche prima) appreso che l’Istituzione parlamentare è l’architrave su cui poggia l’assetto democratico di un ordinamento statuale
Le polemiche che da giorni stanno investendo il così detto “decreto dignità”
È sotto gli occhi di tutti come la disciplina dell’istruzione diventi bersaglio delle attenzioni riformatrici di ogni governo in carica.
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