La magistratura preferita (a ragione) alla politica

di Maurizio Malo

Per fortuna, la maggior parte dei votanti al referendum costituzionale sulla magistratura ha preso sul serio l’ammissione del Ministro proponente (Carlo Nordio) fissata nel suo libro (Una nuova giustizia, pagg. 122-123), ovvero che il fine autentico della riforma (scampata) consisteva nel “mettere in riga” la magistratura, accusata di intralciare l’azione politica di qualsiasi maggioranza di governo: infatti (scrive il Ministro) «si sa benissimo quanto sia stata limitata la sovranità della politica davanti all’invadenza delle Procure».

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La presunta impunità dei magistrati e le responsabilità del Ministro

di Fabio Ferrari

In principio era l’impunità. I sostenitori del sì denunciavano l’assoluta mancanza di credibilità della giustizia disciplinare del CSM: ai giudici era consentito disonorare la toga e danneggiare la vita dei cittadini, senza mai rispondere ad alcuno dei propri errori.

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I principi dell’ordinamento e la revisione costituzionale del CSM

di Roberto Toniatti

La legge costituzionale che propone “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare“ – approvata dalle Camere senza la maggioranza dei due terzi dell’Assemblea e attualmente sottoposta a referendum popolare ex art. 138 Cost. – presenta, a mio giudizio, rilevanti criticità sotto il profilo sia del merito della revisione, sia del metodo del procedimento seguito per la sua approvazione, sia del contesto interno ed europeo di ideologia costituzionale che lo ispira.

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Sotto la superficie della separazione delle carriere


 

 

di Giovanni Di Cosimo

Cosa. I magistrati possono cambiare funzioni, passando da quelle giudicanti a quelle requirenti e viceversa, ma una legge limita in modo rigoroso questa possibilità. Per eliminarla del tutto, separando le carriere di giudice e pubblico ministero, basterebbe modificare la legge.

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La data… è tratta?

di Paolo Carnevale

Con un comunicato pubblicato sul sito istituzionale, il Governo ha reso noto che nella seduta del Consiglio dei Ministri del 12 gennaio 2026 è stata assunta la deliberazione relativa alla proposta di definizione della data di svolgimento della prossima consultazione referendaria «sulla legge costituzionale “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare” pubblicata in data 30 ottobre 2025 sulla Gazzetta ufficiale n. 253» da sottoporre al Presidente della Repubblica per l’adozione del decreto di indizione. Data individuata nel 22 e 23 marzo prossimi.

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Il rebus della data del referendum

di Paolo Carnevale

Alcune anticipazioni di stampa, in questi giorni, hanno fatto trapelare la notizia secondo la quale il Governo starebbe pensando di fissare per domenica 1° marzo la data di svolgimento del prossimo referendum popolare sulla legge di riforma costituzionale in tema di organizzazione della giustizia, approvata dalle Camere alla fine dello scorso mese ottobre.

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Ragionando sulla separazione delle carriere: è legittimo il sorteggio per la formazione degli organi di governo giudiziario?

di Sergio Bartole*

Sono due i percorsi che seguono nei loro ragionamenti gli esponenti della maggioranza di governo per spiegare gli obiettivi della legge di revisione costituzionale intitolata alla separazione delle carriere giudiziarie.

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