
Ci credeva tanto, ma proprio tanto. A cosa? A quel che ha sostenuto in tv, sui giornali, alle radio, durante la campagna referendaria?

Ci credeva tanto, ma proprio tanto. A cosa? A quel che ha sostenuto in tv, sui giornali, alle radio, durante la campagna referendaria?
di Roberto Bin
“The prospects of an Italian vote on leaving the single currency – and by extension the EU itself – now draw closer”: lo scrive il DailyMail e in Italia c’è anche qualcuno che lo pensa. Sino a qualche tempo fa il problema italiano era di poter rispettare i parametri economici e finanziari richiesti per restare nell’Euro. Ma dopo il referendum del 4 dicembre si pone anche un’altra ipotesi, che sia un voto popolare a sancire l’uscita dell’Italia dall’Euro e dalla stessa Unione europea. È possibile?

di Roberto Bin
Gli articoli di Fabio Ferrari e Alessandro Morelli hanno già ben messo in luce entro quali stretti margini si trovi a operare la Corte costituzionale a proposito dell’Italicum.
di Salvatore Curreri
La maggior parte dei commentatori politici ritiene abbastanza probabile, se non quasi certo, che la Corte costituzionale bocci l’Italicum, dichiarando incostituzionale il turno di ballottaggio (in assenza di una percentuale minima d’accesso) e i capilista bloccati.
di Alessandro Morelli
Dopo il 4 dicembre 2016, la prossima data da segnare su un calendario politico sempre più ansiogeno è il 24 gennaio 2017, giorno in cui, a Palazzo della Consulta, si svolgerà l’udienza del giudizio relativo all’Italicum.

Il presidente della Repubblica l’ha detto e lo sta praticando. Usando la metafora dell’arbitro di una partita di calcio – metafora del resto piuttosto consueta – Mattarella ha ben spiegato come legge il suo ruolo.

“Un’auto blu vuota è arrivata al Quirinale e ne è sceso Gentiloni”, twitta Di Maio. Non molto originale, ma Di Maio di vuoto se ne intende!

di Fabio Ferrari
Per vicende a tutti note, se si votasse oggi Camera e Senato sarebbero eletti con due sistemi elettorali diversi: la prima con l’“Italicum”, il secondo con il “Porcellum” corretto dalla Corte costituzionale (sent. 1/2014).

di Matteo Cosulich
La nota distinzione tra quesito esplicito (posto all’elettore sulla scheda) e quesito implicito (la domanda cui l’elettore reputa di rispondere, anche sulla base delle suggestioni emerse nella campagna referendaria), tipica del referendum abrogativo, è probabilmente riscontrabile anche nel referendum costituzionale.

Un motivo ci sarà se il nome di Matteo Salvini campeggia con una certa frequenza in questa rubrica.
di Fabio Ferrari
I sistemi elettorali vigenti nelle democrazie contemporanee sono assai numerosi, ma con qualche semplificazione possono essere tutti ricompresi all’interno di due grandi famiglie: proporzionale e maggioritario.

di Chiara Bergonzini
Che succede alla legge di bilancio se tra l’approvazione della Camera e quella del Senato si apre una crisi di governo?
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