Di premi e cotillons elettorali (guardando alla Corte)

di Alessandro Lauro

Per non tradire l’ormai trentennale tradizione secondo la quale non si può votare più di tre volte con la stessa legge elettorale (e anzi, implementandola per evitare la terza volta), il Parlamento della XIX legislatura si accinge ad approvare l’ennesima riforma elettorale.

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Tre ottime ragioni per introdurre il voto di preferenza

di Alessandro Morelli e Fiammetta Salmoni

Qualche tempo fa, mossi dall’esasperazione che ha suscitato in noi il perdurante immobilismo nel campo delle riforme istituzionali, abbiamo deciso di provare a scrivere, insieme a colleghe e colleghi animati dal nostro stesso senso di frustrazione, una proposta di legge in materia elettorale.

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Ancora una volta la Sicilia come metafora: i “tempi” delle operazioni elettorali nella normativa regionale per le elezioni amministrative

di Giacomo D’Amico

Il rapporto tra il “tempo” e i siciliani è tradizionalmente caratterizzato da una particolare “conflittualità”. Non si vuole qui enfatizzare un luogo comune, com’è, in gran parte, quello per cui «È facile essere felici in Sicilia, ma è un’operazione che richiede un adattamento biologico oltre che culturale: bisogna imparare a vivere il tempo alla maniera siciliana» [F. Prose, Odissea siciliana (2003), trad. di M. Migliaccio, Feltrinelli, Milano, 2004]. Si vuole, piuttosto, evidenziare come, già solo scorrendo alcune memorabili pagine di opere letterarie di scrittori siciliani, emerga una originale configurazione del rapporto tra il normale fluire del corso del tempo e la vita dell’uomo.

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