La trasformazione del disegno di legge sicurezza in decreto-legge viola le prerogative parlamentari?

di Salvatore Curreri

Il prossimo 20 ottobre la Corte costituzionale si pronuncerà sull’ammissibilità del ricorso per conflitto di attribuzione presentato dal deputato Riccardo Magi contro il Governo per aver quest’ultimo sostanzialmente trasformato in decreto legge (ora convertito nella legge n. 80/2025) il disegno di legge c.d. sicurezza all’esame del Senato.

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Caso Salis e immunità parlamentare: quando in effetti non tutto è così scontato come sembra

di Salvatore Curreri

La tesi per cui l’immunità parlamentare della Salis andrebbe revocata perché i (presunti) reati sono stati commessi prima di diventare europarlamentare, sostenuta dal vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani in vista del voto del Parlamento europeo e, ancor prima, ventilata in questo blog da Alberto Di Chiara, merita una riflessione più approfondita…

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Sul potere di rinvio del Presidente della Repubblica delle leggi di revisione costituzionale

di Salvatore Curreri

Gli interventi di Sergio Bartole (dello scorso 27 agosto, riproposto in questo blog il 13 settembre) e di Nicolò Zanon (L’Altravoce-Il Quotidiano nazionale del 13 e 16 settembre) pongono entrambi, seppur da diversi punti di vista, il tema del possibile rinvio alle Camere del disegno di legge costituzionale sulla c.d. separazione delle carriere da parte del Presidente della Repubblica.

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Il caso Bartolozzi: reato “in concorso” o semplicemente “connesso”?

di Salvatore Curreri

La decisione della Procura di Roma di iscrivere nel registro degli indagati il capo di gabinetto del Ministero della Giustizia Giusi Bartolozzi con l’accusa di aver reso false informazioni (art. 371 bis c.p.) sul caso Almasri nel corso della sua testimonianza al Tribunale dei ministri suscita non poche perplessità.

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La manovra “a tenaglia” per peggiorare la legge elettorale comunale contro la Costituzione

di Salvatore Curreri

La Commissione Affari costituzionali del Senato sta esaminando un disegno di legge presentato dai capigruppo della maggioranza (S. n. 1451) per modificare la legge elettorale sull’elezione del Sindaco al primo turno nei Comuni con popolazione superiore ai 15 mila abitanti.

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Gli italiani residenti all’estero sono cittadini di serie B?

di Salvatore Curreri

ELEZIONI POLITICHE 2022 - Termini e modalita' esercizio dell'opzione degli  elettori residenti all'estero per il voto in Italia - Comune di Palermo

1. Uno dei problemi, anche qui sollevato, suscitati dalla proposta di riforma costituzionale sul c.d. premierato riguarda il voto degli italiani all’estero. Problema innanzi tutto rilevante sotto il profilo politico giacché, per quanto gli italiani all’estero che votano siano di solito pochi in termini sia assoluti (1,25 milioni nelle ultime politiche), sia percentuali rispetto agli aventi diritto (appena il 26,36% dei 4,7 milioni di elettori della circoscrizione Estero), il loro voto potrebbe comunque rivelarsi decisivo ai fini dell’esito del voto. Un epilogo giudicato intollerabile, specie da quanti, in modo più o meno esplicito, non hanno mai smesso di esprimere le loro riserve circa l’opportunità delle riforme costituzionali d’inizio secolo che hanno consentito a costoro di votare senza tornare in Patria.

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Le dimissioni del Governo battuto su una questione di fiducia: valutazione politica o obbligo giuridico?

di Salvatore Curreri

Uno degli emendamenti presentati dal Governo al testo di riforma costituzionale sul c.d. premierato prevede – almeno mentre scriviamo – che il Presidente del Consiglio direttamente eletto, per difendersi da colpi di mano della sua maggioranza, in caso di dimissioni volontarie possa entro sette giorni proporre ed ottenere dal Presidente della Repubblica lo scioglimento delle Camere (automatico invece in caso di approvazione di mozione di sfiducia).

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Quel “pasticciaccio brutto” del voto di fiducia iniziale

di Salvatore Curreri

Nereo Rocco, dopo la clamorosa vittoria del suo Milan sull’Atalanta per 9 a 3, dichiarò che più che essere soddisfatto per i nove gol fatti, era preoccupato per i tre subiti. Così, concluso il primo ciclo di audizioni informali dei costituzionalisti presso la Commissione Affari costituzionali del Senato sulle proposte di riforma costituzionale presentate dal sen. Renzi (n. 830) e dal Governo (n. 935), entrambe dirette ad introdurre l’elezione diretta del Presidente del Consiglio, più che concentrarsi sulla messe di critiche piovute da quasi tutti gli auditi (incluso chi scrive), vale la pena piuttosto affrontare le lodi ricevute da (invero pochi) colleghi.

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