La vicenda riguardante il sen. Gasparri, accusato da una nota trasmissione televisiva di non aver dichiarato una carica ricoperta in una società privata, costituisce un’utile occasione per fare un po’ di chiarezza sugli obblighi di trasparenza ai quali il parlamentare è soggetto all’atto dell’assunzione della carica.
Salario minimo: applicare l’art. 39 Cost.
Nel suo editoriale Roberto Bin ha opportunamente posto il problema del salario minimo in un’ottica costituzionale, evidenziando come l’applicazione della giusta retribuzione ex art. 36 Cost., per supplire alla mancata attuazione dell’art. 39 Cost., sia oggi resa difficoltosa e incerta a causa della proliferazione di contratti che fissano minimi contrattuali diversi e talora al di sotto della soglia di povertà, anche quando firmati da sindacati nazionali dotati di ampia rappresentatività.
Sull’insindacabilità delle opinioni espresse dai parlamentari nei social media
La Giunta per le autorizzazioni della Camera dei deputati sta svolgendo in queste settimane alcune audizioni sulle “prospettive evolutive dell’insindacabilità parlamentare alla luce delle moderne forme di comunicazione politica, e in particolare dei social media”.
Sull’auto-attribuzione da parte del Presidente della Repubblica del potere di promulgazione parziale dei testi legislativi
Non è la prima volta che il Presidente Mattarella, nel promulgare un disegno di legge di conversione di un decreto legge, scrive al Presidente del Consiglio e/o ai Presidenti delle Camere per segnalare taluni specifici profili d’incostituzionalità.
Dialogo tra un No-Vax e un Si-Vax, parafrasando le sentenze della Corte costituzionale sui vaccini
No-Vax: E così, a distanza di più di due mesi dalla decisione, sono state finalmente pubblicate le motivazioni delle sentenze (nn. 14, 15 e 16) con cui la Corte costituzionale ha respinto le eccezioni d’incostituzionalità sui vaccini contro il Covid-19.
Il potere dell’Ufficio elettorale centrale di “creare” disposizioni per l’aggiudicazione dei seggi (in risposta ad un nostro lettore)
Come scriveva il compianto Antonio Ramenghi nel suo editoriale di presentazione, questo giornale è nato per dare “ai cittadini uno strumento di agile consultazione e di pronto aggiornamento” sull’attualità politico-istituzionale letta ed interpretata con gli occhiali del costituzionalista. Ciò nella convinzione che, allora come ora, sia necessario che i costituzionalisti escano dai circuiti un po’ autoreferenziali dei convegni e delle riviste scientifiche per offrire, in spirito di servizio, il loro essenziale e plurale contributo al dibattito politico e far così crescere nel Paese una quantomai necessaria “cultura costituzionale”.
Il mercimonio dell’attività parlamentare è insindacabile dal giudice?
Lo scandalo che ha colpito il Parlamento europeo, con l’arresto in flagranza della sua vicepresidente, pone tra gli altri il problema della sindacabilità delle sue opinioni in difesa del Qatar perché, come sembra, frutto di una precedente attività delittuosa.
La nuova disposizione dei seggi: una questione non marginale (e una modesta proposta)
Il Corriere della Sera dà oggi conto, con tanto di foto, degli interventi strutturali che Camera e Senato stanno apportando alle file degli scranni a seguito della riduzione del numero dei rispettivi componenti (com’è noto da 630 a 400 deputati e da 315 a 200 senatori elettivi).
Modifiche al regolamento parlamentare in periodo di prorogatio: occorre l’unanimità dei gruppi?
Ad apertura della seduta dello scorso 22 luglio, il Presidente della Camera Fico, dopo aver comunicato lo scioglimento delle Camere deciso il giorno prima dal Presidente della Repubblica, ha puntualizzato le modalità e limiti all’esercizio delle principali funzioni parlamentari in periodo di prorogatio. A tal proposito, inter alia, in materia di regolamenti interni, ferma restando “la possibilità di convocazione della Giunta per il Regolamento relativamente alle questioni di interpretazione regolamentare di cui la Presidenza ritenga di investirla”, ha precisato che “possono essere convocate riunioni anche per l’esame di eventuali proposte di modifica al Regolamento, da sottoporre all’Assemblea” a condizione però che “si verifichi l’unanimità dei consensi dei gruppi”.
Il “caso Petrocelli”, ovvero la possibile decadenza dei Presidenti di Commissione
Benché in fase di risoluzione (almeno così sembra) la vicenda del Presidente della Commissione Esteri del Senato Vito Petrocelli, di fatto sfiduciato da tutti (o quasi) i suoi componenti per le posizioni espresse a favore dell’invasione russa dell’Ucraina, merita comunque una riflessione, anche eventualmente ai fini dell’introduzione di soluzioni strutturali più lineari di fronte a simili, e sempre più ricorrenti, casi.
La libertà di comunicazione del parlamentare. Riflessioni sul “caso Renzi”
Nel corso del suo intervento in Aula (22 febbraio) per motivare il voto contrario di Liberi e Eguali sul conflitto di attribuzioni del Senato contro la Procura di Firenze, il sen. Grasso ha sostenuto la legittimità dell’operato di quest’ultima. A suo dire, infatti, benché l’art. 68.3 Cost. preveda che il giudice debba essere autorizzato dalla camera di appartenenza per sottoporre un parlamentare “ad intercettazioni, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni e a sequestro di corrispondenza”, l’autorità giudiziaria non era tenuta a chiedere la preventiva autorizzazione del Senato per sequestrare la corrispondenza tramite mail e messaggi WhatsApp tra il sen. Renzi ed un terzo (Carrai), estraendola dal cellulare di questi.
Gruppi politici e “anti-trasfughismo”: nuove regole e spunti critici
La disponibilità dei testi di riforma dei regolamenti parlamentari predisposti dalle Giunta per il regolamento di Camera (v. l’allegato alla seduta del 17 febbraio) e Senato (v. il testo base adottato nella seduta del 18 gennaio 2022) consente finalmente di poter svolgere alcune prime considerazioni su un tema la cui importanza è inutile qui evidenziare.











