
di Fabio Ferrari
Per i non addetti ai lavori è difficile accettare che il diritto si interpreti: guardando alle regole come sinonimo di “certezza”, la loro interpretazione è vista come un espediente, perlopiù sleale: con esso, avvocati di dubbia rettitudine tentano di garantire l’impunità al proprio cliente, così da ottenere un’ambita e copiosa parcella.
E’ stata pubblicata la sentenza della Cassazione (n.25201 del 7 dicembre 2016) che per la prima volta in Italia stabilisce che il profitto aziendale e la difesa della competitività, costituiscono giusta causa per il licenziamento di un dipendente.

di Edoardo Caruso
di Roberto Bin


di Chiara Bergonzini