di Luciana Cardelli
ENI è stata citata in giudizio nel primo contenzioso climatico italiano verso le multinazionali del fossile. L’iniziativa è stata promossa da Greenpeace Italia, ReCommon e alcuni privati ed è stata denominata “La giusta causa”.
di Luciana Cardelli
ENI è stata citata in giudizio nel primo contenzioso climatico italiano verso le multinazionali del fossile. L’iniziativa è stata promossa da Greenpeace Italia, ReCommon e alcuni privati ed è stata denominata “La giusta causa”.
di Giorgio Trivi
Una recente Sentenza del TAR Lazio (n. 18141/2023) pone interessanti spunti di riflessione in tema di rispetto del principio europeo del non recare danno significativo all’ambiente (c.d. Do No Significant Harm–DNSH, su cui si v., per il quadro recente, Barelli, Il principio DNSH e il nuovo criterio DNSH), disciplinato dal Reg. UE n. 852/2020, ai fini della qualificazione dell’ecosostenibilità delle attività economiche, ed esteso alle PA con il Reg. UE n. 241/2021.
Nella mattinata del 17 gennaio la Camera dei Deputati ha eletto due Segretari di Presidenza, l’on. Mara Carfagna (Gruppo Azione – P.E.R.- Renew Europe) e l’on. Francesco Battistoni (Gruppo Forza Italia – Berlusconi Presidente – PPE).
Le riforme regolamentari di Palazzo Madama del luglio del 2022 stanno già mostrando le prime crepe.
Nonostante le rassicurazioni della Presidente del Consiglio Meloni, il progetto di riforma costituzionale comprime senza alcun dubbio i poteri del Capo dello Stato.
A ridosso delle festività natalizie è passata in sordina una modificazione – all’apparenza meramente formale, ma dall’alto valore simbolico – nella dicitura dell’intestazione delle pronunce della Corte costituzionale.
La vicenda dell’impianto siderurgico dell’ex Ilva è in una persistente situazione di stallo: gli altiforni funzionano a regime ridottissimo; i soci si riuniscono in Consiglio d’amministrazione per deliberare di rinviare qualsiasi decisione a future convocazioni;
Nelle scorse settimane la Camera dei deputati ha esaminato la proposta di legge, presentata dai gruppi di opposizione, avente ad oggetto l’istituzione del salario minimo, tema notoriamente molto divisivo e su cui lo scontro politico è stato particolarmente acceso. L’esame parlamentare, al di là delle questioni di merito, pone interessanti profili di ordine procedimentale, in relazione alla possibilità per un deputato di ritirare la sottoscrizione ad una proposta di legge presentata a sua prima firma.
Qualche giorno fa si è chiusa la COP28, la Conferenza delle Parti sul clima, prevista come riunione annuale degli Stati che aderiscono alla Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (UNFCCC) e riconvertita, dall’art. 4 dell’Accordo di Parigi del 2015, in «decisione pertinente» alla definizione degli obblighi indicati dall’accordo stesso (c.d. CMA), che funge, a sua volta, da «strumento giuridico» dell’UNFCCC, ai sensi dell’art. 2 di quest’ultima.
La recentissima sentenza 215/2023 della Corte costituzionale, relatore D’Alberti, chiarisce bene il senso delle osservazioni del Presidente Barbera sul problema delle prerogative del Parlamento e del Governo, di ogni legislatura e di ogni esecutivo.
Le due associazioni di categoria rappresentanti dei concessionari balneari SIB ed ASSONAT, insieme alla Regione Abruzzo, lamentano che la sentenza dell’Adunanza Plenari (in seguito AP) del Consiglio di Stato n. 18/2021 abbia dichiarato in radice inammissibili i loro interventi in giudizio: non è ammessa l’iniziativa giurisdizionale da parte di associazioni rappresentative di interessi collettivi che non ricada direttamente sugli interessi istituzionalmente previsti dall’associazione medesima, ma sia sorretta dal mero interesse al corretto esercizio del potere amministrativo o da semplici finalità di giustizia.
Nel comunicato-stampa del Consiglio dei ministri del 3 novembre 2023 si legge che il ddl governativo approvato “introduce un meccanismo di legittimazione democratica diretta del Presidente del Consiglio dei ministri, eletto a suffragio universale con apposita votazione popolare che si svolge contestualmente alle elezioni per le Camere, mediante una medesima scheda” (corsivo aggiunto).
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