di Alessandro Lauro

La vicenda Copasir (con i gruppi parlamentari di Fratelli d’Italia che reclamano la presidenza dell’organo a seguito del cambio di maggioranza, su cui è già intervenuto qui Salvatore Curreri) continua a tenere banco.
di Alessandro Lauro

La vicenda Copasir (con i gruppi parlamentari di Fratelli d’Italia che reclamano la presidenza dell’organo a seguito del cambio di maggioranza, su cui è già intervenuto qui Salvatore Curreri) continua a tenere banco.
di Salvatore Curreri
Con sentenza n. 9006/2021, depositata lo scorso 31 marzo, le Sezioni unite civili della Cassazione hanno sancito che una coppia omosessuale maschile può aver trascritta nel nostro paese l’adozione piena (o legittimante) del figlio ottenuta all’estero, purché non abbia fatto ricorso alla maternità surrogata, vietata nel nostro ordinamento.
Dal 2001 gli studiosi hanno versato fiumi di parole e di inchiostro per spiegare la nozione del “livello essenziale delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali” (LEP), interrogandosi sul bene che la Costituzione, allora appena riscritta, vuole assicurare ai cittadini, e soprattutto su come Stato e Regioni devono sintonizzare le rispettive competenze affinché non vi sia una mortificazione del principio di eguaglianza:
Eguaglianze. La Costituzione repubblicana distingue due significati del principio di eguaglianza. Il primo comma dell’art. 3 enuncia la regola dell’eguaglianza formale, secondo cui situazioni eguali vanno trattate in modo eguale, mentre situazioni diverse devono essere disciplinate in modo diverso.
Di seguito, la lettera che avrei voluto che i Presidenti delle Camere avessero spedito al Presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica.
“Il Codacons per tutelare tutti i soggetti a cui è stato somministrato il vaccino AstraZeneca sta valutando la possibilità di avviare un’azione contro coloro che dovessero risultare responsabili dei danni causati dai vaccini a seguito degli accertamenti in corso“. Il comunicato del Codacons
“Le fragole sono mature”. Così ha concluso Beppe Grillo su Facebook qualche giorno fa, avanzando proposte per il futuro Governo e illustrandone i punti programmatici. Da quel momento, da quando Grillo, riassumendo la funzione di Capo supremo del Movimento da cui era stato lontano per mesi, è disceso a Roma, tutto è cambiato. Cambiato in un senso molto gradito all’A. di queste righe, peraltro del tutto estranea ai 5 Stelle, ma questo non rileva.
Per la serie “ogni giorno ha la sua pena”, si pone il problema se i senatori dissidenti del M5S che hanno votato la sfiducia al governo Draghi possono costituire un gruppo autonomo al Senato sfruttando il simbolo dell’Italia dei Valori (do you remember?).
La nascita del governo Draghi, sostenuto da una amplissima maggioranza parlamentare e avversato (al momento) verosimilmente dalla sola Fratelli d’Italia, pone – o forse sarebbe meglio dire ripropone – tra gli altri un serio problema politico-parlamentare:
Il Governo francese è stato condannato dal Tribunale Amministrativo di Parigi per inadempimento climatico e risarcimento danni in corso, non avendo adottato misure idonee a ridurre effettivamente le emissioni di gas serra e contrastare riscaldamento globale e cambiamento climatico, in conformità con l‘Accordo di Parigi del 2015 e la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 1992.
Nei tempi difficili che viviamo, segnati dalla pandemia e, si parva licet, dalla surreale crisi del governo italiano, c’è una questione che rischia di passare sempre più inosservata e sulla quale è invece necessario mantenere viva l’attenzione:
Al termine delle consultazioni, il Presidente della Repubblica ha ricevuto ieri il Presidente della Camera Roberto Fico e gli ha conferito un “mandato esplorativo”, affidandogli il compito di verificare se possa ancora darsi una maggioranza politica composta dai gruppi parlamentari che sostenevano il governo precedente.
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